venerdì 2 marzo 2018

Pioggia


Forse è colpa del vulcano islandese …..jokull (non il mio Vatnajokull) che erutta cenere e lapilli a più non posso, scioglie tanto ghiaccio, fa tanto vapore, e forma la maledetta nube che ferma gli aeroporti di tutta Europa.
Forse, è la primavera che è più pazzerella del solito, o semplicemente non ne ha voglia di manifestarsi.
Hanno forse ragione i soliti mugugnoni (me compreso) che dicono che non ci sono più le mezze stagioni?
Sia quel che sia…fatto è che a Vetralla ci svegliamo sotto un cielo plumbeo che non promette niente di buono.
Un vento sostenuto contribuisce a rendere inospitale l’ambiente all’esterno del “camperone”.
La  fatica della  giornata precedente ci aveva fatto piombare in un sonno profondo e ristoratore e il risveglio è veramente problematico.
Ma dobbiamo andare, il sig. Luigi ci aspetta a Viterbo………
Flora ed io ci guardiamo in faccia perplessi…”ma dobbiamo proprio andare?”
L’impegno morale preso, ha la vittoria sulla giornataccia al di fuori del camperone.
Ci ammantelliamo e partiamo verso il centro di Vetralla. Dobbiamo ancora mettere il timbro sulle credenziali.
Attraversiamo la piazza e il corso principale; un nutrito numero di ambulanti infreddoliti tenta di attrezzare il mercato.
Qualcuno sta rinchiuso in macchina aspettando tempi migliori.
Il battere del “bordone” sul selciato fa girare per un attimo i venditori che arditamente iniziano ad esporre la merce.
Ci fermiamo a chiacchierare con altri due pellegrini (penso australiani) che abbiamo notato andare avanti e indietro per il corso con fare pensieroso. Ho capito…
Il loro gps non aveva ancora agganciato i satelliti e stavano cercando di uscire da Vetralla dal verso giusto. Il mio è ok e gli diamo due dritte. La signora ci avverte che lungo il cammino, prima di Viterbo troveremo la strada allagata ……….
E’ curiosa la facilità con cui si riesce a comunicare quando si hanno gli stessi obiettivi.
Poche parole anche sconnesse in un inglese scolastico sono sufficienti a stabilire un dialogo, a comunicare informazioni, stati d’animo, problemi…….
Nasce una solidarietà incredibile fra le persone accomunate dall’unico desiderio di camminare verso la meta.
Ma è questo lo scopo principe della staffetta!!…solidarietà e comunicazione.
Quando ci si incontra, fra pellegrini, nasce subito una grande simpatia e solidarietà e notiamo fin da subito che gli stranieri (quasi la totalità dei camminatori verso Roma) tendono a sorridere sempre e non si lamentano mai…..sono felici, radiosi, anche se a volte molto stanchi.
Sono veramente bellissimi. Ci fa piacere incontrare gente contenta, gente felice di camminare, nella natura, fra la gente, in luoghi ricchi di storia e di umanità.
Anche noi andiamo incontro all’umanità e, chiudendo gli ombrelli, entriamo nell’ufficio informazioni di Vetralla  per il fatidico timbro.
C’è l’obiettore!!!
(forse non è un obiettore…non c’è più il servizio di leva)
Però mi piace pensarlo come “l’obiettore” dell’assessore Cangini di Roncofritto di zelighiana memoria.
Non sa che timbro mettere, non sa nulla di pellegrini, non sa cosa sia la staffetta Europa Compostela…non sa proprio nulla.
A noi, sostanzialmente serve un qualcosa che certifichi e ricordi il passaggio per Vetralla.
In un qualche modo ci timbra le credenziali.
Non sappiamo se ridere o piangere…
Optiamo per il ridere (sotto i baffi ovviamente per educazione).
Nel frattempo arriva una esuberante signora (la responsabile dell’ufficio, suppongo) che invece sa tutto della staffetta, sa tutto della francigena, e ci appioppa altri due timbri e altre due credenziali.
L’esuberante e, a suo modo, molto simpatica signora ci confessa che ignorava il nostro passaggio (mah!) e molto allegramente ci consegna qualche depliant turistico di Vetralla.
Inzainiamo il tutto e cerchiamo di lasciare in fretta il paese ormai battuto da raffiche di pioggia e vento.
Flora non ha l’ombrello.
Alcuni  extracomunitari, oltre alle solite statue in legno, vendono anche ombrelli (per l’occasione).   Acquistiamo uno speranzoso ombrello giallo.
Come ombrello non è un gran che…ma è tanto bello, fa tanta luce e ci mette allegria………

Le folate di pioggia e vento ci rovesciano spesso gli ombrelli.

Ho un traffico incredibile, nelle uniche due mani devo tenere il “bastone” , il gps “Pino” (Pino è il nome appioppato al mio gps, quello di Flora è Ugo) e l’ombrello:  possibilmente vorrei anche tenere una mano in tasca per riscaldarla un po’.
Flora litiga instancabilmente con l’ombrello giallo, che, testardamente insiste nell’andare dove ne ha voglia lui, e si rivolta.
Volta e rivolta l’ombrellino si rompe……..
Così conciati e indaffarati ci inoltriamo nella campagna che è bella e affascinante anche sotto il cielo grigio  .
Il colore degli olivi si intona perfettamente con il colore del cielo e il vento che muove le foglie fa vibrare e variare i colori sulle varie tonalità e lucentezze dell’argento.


Flora sta bene ed è allegra e canta; canta ciò che il maestro Romano, il maestro Mino le hanno insegnato.
Io, è bene che non canti.
Me ne sto beato ad ascoltare il canto di Flora, il frusciare del vento, lo scrosciare della pioggia.
La civiltà con i rumori e gli stress è ormai lontana.
La pioggia e il vento sono divenuti componenti del nostro muoverci, camminano insieme a noi.
La natura canta con Flo…e Flo canta la natura con la natura, con la naturalezza di una persona felice.
Questo mi fa molto contento.
Nell’erba alta ci bagnamo fin oltre il ginocchio,



ma il nostro pensiero va a quel gregge raggruppato nel prato a fianco; ammiriamo il lavoro instancabile dei cani da pastore.
“Abbiamo le ranocchie nelle scarpe” e ce la ridiamo di gusto.
La pioggia è terminata, rimane solo il vento a duettare con gli uccellini che hanno ripreso a volare e cinguettare.
L’erba alta  continua ad infradiciare i nostri abiti.
Un bel sole sbuca all’improvviso, quando siamo oltre metà strada.
Appoggiati ad un guard rail ci riposiamo un attimo e ne approfittiamo per vuotare le scarpe e strizzare le calze.
Sole e vento ci asciugano in un attimo…..

E in un attimo siamo a Viterbo……..
Non pensavamo di arrivare così presto.





Il cielo nuovamente minaccioso, l’aria fredda ci consigliano di mangiare al coperto.
Giriamo un po’ per il centro della città fino a che troviamo una invitante tavola calda.
Un gruppo di rumorosi studenti entra e si intrufola passando maleducatamente avanti.
Ormai abituato al calmo contatto con la natura, sento immediatamente fastidio per la confusione provocata dai vocianti ragazzi.
Scuoto la testa e considero che sto irrimediabilmente invecchiando.
Se ci penso bene…anche noi quando si entrava nel negozietto vicino la scuola per comprare il panino si faceva una cagnara simile. Forse eravamo un po’ più rispettosi per le altre persone presenti…ma di baccano se ne faceva….eccome…
Flora, anch’essa irritata, canticchia “…allo zoo…”
Mi abbasso al loro livello (puro spirito di sopravvivenza) e con un paio di occhiate torve (complice la barba lunga, il cappellaccio, e il bordone nelle mani), conquisto un tavolino in un angolo.
Ci gustiamo il panino caldo.
Nel frattempo continuo ad osservare il gruppo di ragazzi che si è accomodato appena fuori.
Non c’è differenza di città o di regione che tenga…sono tutti vestiti uguali, pettinati uguali, e, al netto dell’accento, dicono tutti le stesse cose.
Non riesco a ricordare bene….noi alla loro età….primi anni ’70………
Anche noi seguivamo (chi più, chi meno) le mode del tempo…anche noi facevamo casino….
Facevamo gli acculturati e gli impegnati….ma la testa era quella che era….
Sicuramente avevamo meno soldi in tasca, meno possibilità di muoverci…….ma allora si riusciva a viaggiare in autostop…oggi non più….ogni spostamento era un’avventura.
Così assorto seguo Flora, e ci spostiamo nella piazza dietro ad una stupenda fontana per mangiare un po’ di frutta….
Poi malignando un po’ su questo o quel passante o negoziante, ci avviamo alla ricerca di un bar per il caffè…. 
Chiacchierando con il barista…..oddio!!! il Bastone!! È rimasto dalla fontana.
Speriamo che non lo abbiano trovato quei ragazzi, altrimenti siamo perduti!!!
Scomunicati al volo e spediti alle miniere di Sassuscriptu nel Sulcis a cavare sale o carbone (non mi ricordo )
Salgo i gradini e percorro il viottolo di corsa col cuore in gola, e anche il panino, e pure la frutta…
Da dietro la fontana spunta la graziosa testa del Bordone…..
Sia ringraziato il cielo.
In questo momento ho la netta e precisa sensazione che nulla ci può più fermare od ostacolare nel nostro viaggio….abbiamo la benedizione di Don Bruno che ci protegge….
Nel frattempo Flora ha intervistato il barista che conosce il sig. Domenico.
Domenico è un esperto della Via Francigena. Lo possiamo trovare all’ufficio turistico a fianco del Duomo.
Saliamo fino alla grande piazza circondata da possenti mura,


e cerchiamo di Domenico.
Non c’è.
Peccato….Intanto mettiamo il timbro.
Il ragazzo al banco però ha il numero di cellulare e lo chiama………
Domenico garantisce che sarà li in un attimo…..
Ed arriva in pochissimi minuti.
Domenico è un tipo serio con la barba, alto e magro….fisico di uno che cammina e non poco.
Così a occhio potrebbe essere il mio fratello grande.
Entriamo subito in sintonia con lui.
La passione per il “cammino”, per il pellegrinaggio è evidente, traspare da tutti pori.
Quando descrive i tratti che percorreremo domani, gli si illuminano gli occhi…..ci accompagnerebbe volentieri….
Con poche ma precise parole ci fa visitare il duomo e ci racconta tutto quel che può nei pochi ma preziosi minuti…..
Già, il tempo, quello scandito dall’orologio, vuole la sua parte.
Luigi ci sta aspettando sotto le mura.
Domenico ci accompagna.

Luigi è il proprietario dell’agriturismo  che ci ospiterà per la notte, e si è offerto di riportarci a Vetralla a recuperare il camper.
Domenico e Luigi non si conoscono, ma è evidente che diffidano l’uno dell’altro. Come si dice in dialetto “non si nasano”. Scambiano poche parole e dalle quelle poche si capisce molto.
In questo momento le nostre priorità sono 2:
-trovare un negozio di ricambi bici (devo sistemare per bene la bici di Flora e rimpinguare le scorte di parti di ricambio)
-recuperare il Camperone e sistemarci presso l’agriturismo di Luigi

Luigi è esattamente l’opposto di Domenico…non ne sa nulla di Via Francigena , non discute di filosofie e di pensiero sul modo di fare pellegrinaggio, è un ometto estremamente pratico e concreto.
Si dice felice di aiutare i pellegrini, nei loro spostamenti, specie se alloggiano nel suo nuovo ed accogliente agriturismo.
Questo suo pragmatismo mi fa sorridere, è un uomo pratico, sincero e trasparente….
Non so che mestiere faccia, ma mi ricorda molto i contadini della mia bassa.
Mi è subito simpatico
Ci porta ad un negozio di ricambi moto-ciclo.
IL ragazzo che si è fermato ieri sera alla stazione a conversare di bici ci aveva sconsigliato un certo negozio perché caro……..casualmente con Luigi ci fermiamo precisamente davanti a quello.
Non ho né tempo né voglia di star li a fare il difficile.
Mi serve del materiale…per qualche eurino in più non muoio poveretto.
Rapidamente trovo tutto quel che mi serve….e mi fanno anche un ottimo sconto…..e non è vero che è caro…
Molto risollevato salgo in macchina e Luigi, dapprima, ci mostra la strada per arrivare al suo agriturismo, poi prendiamo per Vetralla.
Accendo il mio personalissimo navigatore stradale (Flora) in modo che impari la strada, e mi rilasso guardandomi intorno.
Rivedo molti tratti della strada percorsa a piedi.
Luigi e Flora se la chiacchierano….io penso al progresso e all’evoluzione delle cose……
Pensieri profondi………in pochi minuti, in auto percorriamo quello che abbiamo camminato per diverse ore…..nello stesso tempo realizzo che a piedi, con calma si fa tantissima strada, e con poco stress…basta solo non avere fretta…
Già, la fretta; gran brutta consigliera. Da sempre, “tutto e subito” non hanno mai prodotto nulla di buono, ed ora tutto il mondo è imperniato sul “tutto e subito”.
Mah!
Solo che il mah mi esce forte…e tutti mi chiedono con chi ce l’ho……
Borbotto qualcosa.
Mi prendono per matto, ma non importa.
Eccoci al Westfalia .
Salutiamo e ringraziamo Luigi e ci diamo appuntamento a casa sua….
Sistemato il Westf rapidamente andiamo a fare spesa in un vicino supermercato.
Una botta di vita ci vuole!
Mi chiedo come faccia Flora a vedere e a memorizzare così rapidamente centri commerciali e supermercati. E’ veramente  brava.
Notiamo che qua i prezzi sono molto inferiori rispetto a  quelli di casa nostra.
La cosa ci fa indispettire non poco.

L’agriturismo di Luigi è veramente carino e ben tenuto, accogliente, in  campagna, ma a 2 passi dalla città.
Un ampio cortile attrezzato è in grado di ospitare anche camper o roulottes.
La camera che ci da è bella e confortevole e spaziosa.
Ceniamo comunque nel camper e risparmiamo sulla cena.
Sistemiamo, navigatori, foto, annotazioni per SIREVA.
Questa notte la dormiamo in un letto, dopo una bella doccia.
Ci voleva.
Previsioni del tempo per domani:  Pioggia
  
 

Nessun commento:

Posta un commento