Forse è colpa del vulcano islandese …..jokull (non il mio
Vatnajokull) che erutta cenere e lapilli a più non posso, scioglie tanto
ghiaccio, fa tanto vapore, e forma la maledetta nube che ferma gli aeroporti di
tutta Europa.
Forse, è la primavera che è più pazzerella del solito, o
semplicemente non ne ha voglia di manifestarsi.
Hanno forse ragione i soliti mugugnoni (me compreso) che
dicono che non ci sono più le mezze stagioni?
Sia quel che sia…fatto è che a Vetralla ci svegliamo sotto
un cielo plumbeo che non promette niente di buono.
Un vento sostenuto contribuisce a rendere inospitale
l’ambiente all’esterno del “camperone”.
La fatica della giornata precedente ci aveva fatto piombare
in un sonno profondo e ristoratore e il risveglio è veramente problematico.
Ma dobbiamo andare, il sig. Luigi ci aspetta a Viterbo………
Flora ed io ci guardiamo in faccia perplessi…”ma dobbiamo
proprio andare?”
Ci ammantelliamo e partiamo verso il centro di Vetralla.
Dobbiamo ancora mettere il timbro sulle credenziali.
Attraversiamo la piazza e il corso principale; un nutrito
numero di ambulanti infreddoliti tenta di attrezzare il mercato.
Qualcuno sta rinchiuso in macchina aspettando tempi
migliori.
Il battere del “bordone” sul selciato fa girare per un
attimo i venditori che arditamente iniziano ad esporre la merce.
Ci fermiamo a chiacchierare con altri due pellegrini (penso
australiani) che abbiamo notato andare avanti e indietro per il corso con fare
pensieroso. Ho capito…
Il loro gps non aveva ancora agganciato i satelliti e
stavano cercando di uscire da Vetralla dal verso giusto. Il mio è ok e gli
diamo due dritte. La signora ci avverte che lungo il cammino, prima di Viterbo
troveremo la strada allagata ……….
E’ curiosa la facilità con cui si riesce a comunicare quando
si hanno gli stessi obiettivi.
Poche parole anche sconnesse in un inglese scolastico sono
sufficienti a stabilire un dialogo, a comunicare informazioni, stati d’animo,
problemi…….
Nasce una solidarietà incredibile fra le persone accomunate
dall’unico desiderio di camminare verso la meta.
Ma è questo lo scopo principe della staffetta!!…solidarietà
e comunicazione.
Quando ci si incontra, fra pellegrini, nasce subito una grande
simpatia e solidarietà e notiamo fin da subito che gli stranieri (quasi la
totalità dei camminatori verso Roma) tendono a sorridere sempre e non si
lamentano mai…..sono felici, radiosi, anche se a volte molto stanchi.
Sono veramente bellissimi. Ci fa piacere incontrare gente
contenta, gente felice di camminare, nella natura, fra la gente, in luoghi
ricchi di storia e di umanità.
Anche noi andiamo incontro all’umanità e, chiudendo gli
ombrelli, entriamo nell’ufficio informazioni di Vetralla per il fatidico timbro.
C’è l’obiettore!!!
(forse non è un obiettore…non c’è più il servizio di leva)
Però mi piace pensarlo come “l’obiettore” dell’assessore
Cangini di Roncofritto di zelighiana memoria.
Non sa che timbro mettere, non sa nulla di pellegrini, non sa
cosa sia la staffetta Europa Compostela…non sa proprio nulla.
A noi, sostanzialmente serve un qualcosa che certifichi e
ricordi il passaggio per Vetralla.
In un qualche modo ci timbra le credenziali.
Non sappiamo se ridere o piangere…
Optiamo per il ridere (sotto i baffi ovviamente per
educazione).
Nel frattempo arriva una esuberante signora (la responsabile
dell’ufficio, suppongo) che invece sa tutto della staffetta, sa tutto della
francigena, e ci appioppa altri due timbri e altre due credenziali.
L’esuberante e, a suo modo, molto simpatica signora ci
confessa che ignorava il nostro passaggio (mah!) e molto allegramente ci
consegna qualche depliant turistico di Vetralla.
Inzainiamo il tutto e cerchiamo di lasciare in fretta il
paese ormai battuto da raffiche di pioggia e vento.
Flora non ha l’ombrello.
Alcuni
extracomunitari, oltre alle solite statue in legno, vendono anche
ombrelli (per l’occasione). Acquistiamo
uno speranzoso ombrello giallo.
Come ombrello non è un gran che…ma è tanto bello, fa tanta
luce e ci mette allegria………
Le folate di pioggia e vento ci rovesciano spesso gli
ombrelli.
Ho un traffico incredibile, nelle uniche due mani devo
tenere il “bastone” , il gps “Pino” (Pino è il nome appioppato al mio gps,
quello di Flora è Ugo) e l’ombrello:
possibilmente vorrei anche tenere una mano in tasca per riscaldarla un
po’.
Flora litiga instancabilmente con l’ombrello giallo, che,
testardamente insiste nell’andare dove ne ha voglia lui, e si rivolta.
Così conciati e indaffarati ci inoltriamo nella campagna che
è bella e affascinante anche sotto il cielo grigio .
Il colore degli olivi si intona perfettamente con il colore
del cielo e il vento che muove le foglie fa vibrare e variare i colori sulle
varie tonalità e lucentezze dell’argento.
Flora sta bene ed è allegra e canta; canta ciò che il
maestro Romano, il maestro Mino le hanno insegnato.
Io, è bene che non canti.
Me ne sto beato ad ascoltare il canto di Flora, il frusciare
del vento, lo scrosciare della pioggia.
La civiltà con i rumori e gli stress è ormai lontana.
La pioggia e il vento sono divenuti componenti del nostro
muoverci, camminano insieme a noi.
La natura canta con Flo…e Flo canta la natura con la natura,
con la naturalezza di una persona felice.
Questo mi fa molto contento.
Nell’erba alta ci bagnamo fin oltre il ginocchio,
ma il
nostro pensiero va a quel gregge raggruppato nel prato a fianco; ammiriamo il
lavoro instancabile dei cani da pastore.
“Abbiamo le ranocchie nelle scarpe” e ce la ridiamo di
gusto.
La pioggia è terminata, rimane solo il vento a duettare con
gli uccellini che hanno ripreso a volare e cinguettare.
L’erba alta continua
ad infradiciare i nostri abiti.
Appoggiati ad un guard rail ci riposiamo un attimo e ne
approfittiamo per vuotare le scarpe e strizzare le calze.
E in un attimo siamo a Viterbo……..
Giriamo un po’ per il centro della città fino a che troviamo
una invitante tavola calda.
Un gruppo di rumorosi studenti entra e si intrufola passando
maleducatamente avanti.
Ormai abituato al calmo contatto con la natura, sento
immediatamente fastidio per la confusione provocata dai vocianti ragazzi.
Scuoto la testa e considero che sto irrimediabilmente
invecchiando.
Se ci penso bene…anche noi quando si entrava nel negozietto
vicino la scuola per comprare il panino si faceva una cagnara simile. Forse
eravamo un po’ più rispettosi per le altre persone presenti…ma di baccano se ne
faceva….eccome…
Flora, anch’essa irritata, canticchia “…allo zoo…”
Mi abbasso al loro livello (puro spirito di sopravvivenza) e
con un paio di occhiate torve (complice la barba lunga, il cappellaccio, e il
bordone nelle mani), conquisto un tavolino in un angolo.
Ci gustiamo il panino caldo.
Nel frattempo continuo ad osservare il gruppo di ragazzi che
si è accomodato appena fuori.
Non c’è differenza di città o di regione che tenga…sono
tutti vestiti uguali, pettinati uguali, e, al netto dell’accento, dicono tutti
le stesse cose.
Non riesco a ricordare bene….noi alla loro età….primi anni
’70………
Anche noi seguivamo (chi più, chi meno) le mode del
tempo…anche noi facevamo casino….
Facevamo gli acculturati e gli impegnati….ma la testa era
quella che era….
Sicuramente avevamo meno soldi in tasca, meno possibilità di
muoverci…….ma allora si riusciva a viaggiare in autostop…oggi non più….ogni
spostamento era un’avventura.
Così assorto seguo Flora, e ci spostiamo nella piazza dietro
ad una stupenda fontana per mangiare un po’ di frutta….
Poi malignando un po’ su questo o quel passante o
negoziante, ci avviamo alla ricerca di un bar per il caffè….
Chiacchierando con il barista…..oddio!!! il Bastone!! È
rimasto dalla fontana.
Speriamo che non lo abbiano trovato quei ragazzi, altrimenti
siamo perduti!!!
Scomunicati al volo e spediti alle miniere di Sassuscriptu
nel Sulcis a cavare sale o carbone (non mi ricordo )
Salgo i gradini e percorro il viottolo di corsa col cuore in
gola, e anche il panino, e pure la frutta…
Sia ringraziato il cielo.
In questo momento ho la netta e precisa sensazione che nulla
ci può più fermare od ostacolare nel nostro viaggio….abbiamo la benedizione di
Don Bruno che ci protegge….
Nel frattempo Flora ha intervistato il barista che conosce
il sig. Domenico.
Domenico è un esperto della Via Francigena. Lo possiamo
trovare all’ufficio turistico a fianco del Duomo.
Non c’è.
Peccato….Intanto mettiamo il timbro.
Il ragazzo al banco però ha il numero di cellulare e lo
chiama………
Domenico garantisce che sarà li in un attimo…..
Ed arriva in pochissimi minuti.
Domenico è un tipo serio con la barba, alto e magro….fisico
di uno che cammina e non poco.
Così a occhio potrebbe essere il mio fratello grande.
La passione per il “cammino”, per il pellegrinaggio è
evidente, traspare da tutti pori.
Quando descrive i tratti che percorreremo domani, gli si
illuminano gli occhi…..ci accompagnerebbe volentieri….
Con poche ma precise parole ci fa visitare il duomo e ci
racconta tutto quel che può nei pochi ma preziosi minuti…..
Già, il tempo, quello scandito dall’orologio, vuole la sua
parte.
Luigi ci sta aspettando sotto le mura.
Domenico ci accompagna.
Luigi è il proprietario dell’agriturismo che ci ospiterà per la notte, e si è offerto
di riportarci a Vetralla a recuperare il camper.
Domenico e Luigi non si conoscono, ma è evidente che
diffidano l’uno dell’altro. Come si dice in dialetto “non si nasano”. Scambiano
poche parole e dalle quelle poche si capisce molto.
In questo momento le nostre priorità sono 2:
-trovare un negozio di ricambi bici (devo sistemare per bene
la bici di Flora e rimpinguare le scorte di parti di ricambio)
-recuperare il Camperone e sistemarci presso l’agriturismo
di Luigi
Luigi è esattamente l’opposto di Domenico…non ne sa nulla di
Via Francigena , non discute di filosofie e di pensiero sul modo di fare
pellegrinaggio, è un ometto estremamente pratico e concreto.
Si dice felice di aiutare i pellegrini, nei loro
spostamenti, specie se alloggiano nel suo nuovo ed accogliente agriturismo.
Questo suo pragmatismo mi fa sorridere, è un uomo pratico,
sincero e trasparente….
Non so che mestiere faccia, ma mi ricorda molto i contadini
della mia bassa.
Mi è subito simpatico
Ci porta ad un negozio di ricambi moto-ciclo.
IL ragazzo che si è fermato ieri sera alla stazione a
conversare di bici ci aveva sconsigliato un certo negozio perché
caro……..casualmente con Luigi ci fermiamo precisamente davanti a quello.
Non ho né tempo né voglia di star li a fare il difficile.
Mi serve del materiale…per qualche eurino in più non muoio
poveretto.
Rapidamente trovo tutto quel che mi serve….e mi fanno anche
un ottimo sconto…..e non è vero che è caro…
Molto risollevato salgo in macchina e Luigi, dapprima, ci
mostra la strada per arrivare al suo agriturismo, poi prendiamo per Vetralla.
Accendo il mio personalissimo navigatore stradale (Flora) in
modo che impari la strada, e mi rilasso guardandomi intorno.
Rivedo molti tratti della strada percorsa a piedi.
Luigi e Flora se la chiacchierano….io penso al progresso e
all’evoluzione delle cose……
Pensieri profondi………in pochi minuti, in auto percorriamo
quello che abbiamo camminato per diverse ore…..nello stesso tempo realizzo che
a piedi, con calma si fa tantissima strada, e con poco stress…basta solo non
avere fretta…
Già, la fretta; gran brutta consigliera. Da sempre, “tutto e
subito” non hanno mai prodotto nulla di buono, ed ora tutto il mondo è
imperniato sul “tutto e subito”.
Mah!
Solo che il mah mi esce forte…e tutti mi chiedono con chi ce
l’ho……
Borbotto qualcosa.
Mi prendono per matto, ma non importa.
Eccoci al Westfalia .
Salutiamo e ringraziamo Luigi e ci diamo appuntamento a casa
sua….
Sistemato il Westf rapidamente andiamo a fare spesa in un
vicino supermercato.
Una botta di vita ci vuole!
Mi chiedo come faccia Flora a vedere e a memorizzare così
rapidamente centri commerciali e supermercati. E’ veramente brava.
Notiamo che qua i prezzi sono molto inferiori rispetto
a quelli di casa nostra.
La cosa ci fa indispettire non poco.
L’agriturismo di Luigi è veramente carino e ben tenuto,
accogliente, in campagna, ma a 2 passi
dalla città.
Un ampio cortile attrezzato è in grado di ospitare anche
camper o roulottes.
La camera che ci da è bella e confortevole e spaziosa.
Ceniamo comunque nel camper e risparmiamo sulla cena.
Sistemiamo, navigatori, foto, annotazioni per SIREVA.
Questa notte la dormiamo in un letto, dopo una bella doccia.
Ci voleva.
Previsioni del tempo per domani: Pioggia











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