lunedì 5 novembre 2018

Lavanderia francigena


Il campeggio immerso fra gli alberi ci garantisce una notte tranquilla e ben dormita (ma tanto eravamo stanchi e avremmo dormito profondamente comunque).
Il risveglio è idilliaco, verdi alberi, aria fresca e frizzante, cinguettio degli uccellini, splendido panorama sulle torri lontane ma non troppo di S.Gimignano.

In effetti il campeggio è a un paio di km dal paese…ma non importa, anzi…
Oggi la tappa è corta anzi cortissima (13km circa da S.Gimignano a Gambassi Terme) quindi aggiungere mezz’ora in più di strada non dà problema . Il West sarà qui tranquillo e sicuro fino a che, gli incaricati del comune di Gambassi, non verranno a prelevarlo.
Le previsioni, visionate ieri sera intanto che Flo faceva bucato, non sono confortanti, tutt’altro.
Abbiamo considerato che la tappa che abbiamo davanti è corta, quindi, al limite si va un po’ più svelti e si limitano i danni.
Qualche problema in più potremmo averlo domani con il tappone in bici da Gambassi a Lucca, e il giorno successivo da Lucca a Pietrasanta. Per questi due giorni le previsioni sono poco buone davvero.. e anche per i successivi….ma siamo in primavera e bisogna considerare attendibili i dati fino a 72 ore. Voglio essere scettico e peccare di pessimismo, ma ho notato che in primavera e, specialmente in condizioni come queste (bassa pressione sul tirreno), le previsioni diventano attendibili a 24-48 ore max. A volte cambiano ogni 12 ore in caso forte variabilità. Ora siamo in regime di spiccata variabilità.
Oggi siamo tranquilli. La pioggia è sicura, tanta e forte.
Al momento, però, un solicello timido timido rende estremamente padana l’atmosfera della collina toscana, dipingendo a tinte pastello le slanciate torri di S.Gimignano.
Per adesso non piove…tutti metri guadagnati, poi ci guarderemo. Siamo abituati alle bizze del tempo, abbiamo la benedizione di Don Bruno dalla nostra….un piede avanti all’altro ci avviciniamo a Fidenza…
E a Fidenza ci sposiamo e non ci riposiamo.
Mi piace questo slogan!
Ne stiamo coniando tanti in questi giorni, uno meglio dell’altro. E questo è ancora niente. Quando saremo ancor più cotti e suonati, ne usciranno delle belle.
Per adesso siamo in “bagna” (concia).
Con la nostra espressione padana, in quest’atmosfera padana usciamo dal campeggio alla volta del centro del turrito borgo,  sempre “terme” sono .
e da li verso Gambassi Terme. Ma quante terme ci sono in Italia?… dovunque vai trovi un paese termale, alcuni sono celebri e famosi, altri meno conosciuti, ma
Ce ne stiamo tranquillamente contando le Torri di S.Gimignano quando scorgiamo, poco avanti a noi due signore complete di zaino che avanzano speditamente. Ci sembrano pellegrine, ma ci sembrano anche piuttosto attempate…Hanno un’acconciatura molto giovanile, un abbigliamento assai sportivo, ma sembrano veramente su con gli anni. Quando ci incontriamo abbiamo la conferma. Sono due pellegrine, ovviamente tedesche, e anche veramente su con gli anni, ma con lo spirito dell’autostoppista degli anni 70.
Ci fermiamo ad intervistarle. Ci spieghiamo un po’ in italiano un po’ in inglese.
Flora conversa volentieri con loro, io osservo con ammirazione le due.
Sono veramente belle.
E’ stupendo il loro sguardo ridente e soddisfatto.
Sono solari e solare è il loro abbigliamento.
Sembrano delle ragazzine, con qualche anno addosso.
Hanno uno spirito indomito e si godono a pieno il loro cammino.
Per loro questo pellegrinaggio non è un supplizio, è una gioia, è la fiera della bellezza, e loro sono bellissime.
Dopo il gioioso commiato, ci voltiamo a guardarle mentre zampettano verso Sud.
Flo, seria seria, sentenzia : “voglio invecchiare come loro”.
Quando, con sarcasmo rispondo:”sei già in ritardo!” devo dare fondo alle mie qualità podistiche per evitare un tot di schiaffazzi da record….
La scena non è delle più edificanti. VilFed disgustato tenta di nascondersi, e comunque si atteggia a non conoscerci…e dice a tutti che “passavo di qui per caso…mi hanno raccolto…questi due non li conosco…”
E ce la ridiamo!!!
A quest’ora del mattino S. Gimignano è ancora abbastanza deserto. C’è il normale tran tran della gente che lavora. Il flusso dei pulmans di turisti deve ancora iniziare. I negozi finiscono di allestire le vetrine, si puliscono le strade; la gente vive normalmente insieme a questo po’ po’ di storia che la circonda. Che meraviglia!!
Lasciamo alle nostre spalle le porte del borgo e, come ci è già capitato altre volte, il paese sparisce all’improvviso, come se non fosse mai esistito.
Come all’improvviso erano apparse, le torri, ora scompaiono, nascoste gelosamente, protette amorevolmente da queste verdi colline.
E’ vero che il percorso è breve, ma stiamo andando veramente piano.
Sarà colpa dell’aria satura di umidità (la colpa bisogna pur darla a qualcuno/qualcosa) sarà che siamo tranquilli, ma stamattina siamo veramente lenti, non siamo mai andati così adagio.
Pino mi indica che siamo appena sotto i 4 km/h.
Abbiamo il passo di chi va al bar a prendere l’aperitivo di domenica mattina.
Il cielo comincia ad ingrigirsi seriamente quando, sulla strada in salita, incontriamo due pellegrini.
Flora li conosce!
Loro riconoscono la mia gentile futura signora in qualità di gentile impiegata dell’ufficio turistico di Fidenza dove loro sono passati giorni addietro.
Abbracci e tante feste.
Sono veramente contenti e allegri…bene bene…
Anche noi siamo felici di incontrare gente contenta.
Oltre alle foto ricordo ci scambiamo anche info sul percorso a venire….noi gli relazionaniamo sul percorso verso sud…loro ci raccontano cosa troveremo nei prossimi chilometri.
Come noi, forse di più, hanno preso tanta tantissima pioggia….e da previsione…ne prenderanno/prenderemo ancora tanta.
La cosa non turba nessuno…ci si fa una grande risata e in allegria ci salutiamo….
Che bell’incontro!!!
Intanto il tempo passa e…la processione non cammina!!!
Poco dopo un altro incontro simpatico.
Altri tre pellegrini francesi….
Marito moglie e un cagnetto…molto a suo agio sotto la pioggia.
E’ un incontro strano che si svolge sotto i nostri ombrellini (l’ombrellino del pellegrino…fa anche rima!!).
Anche con loro tante chiacchiere, foto ricordo, abbracci e tanta allegria….
Oggi va così…
Ma è bello ... soprattutto così.
Oltre all’allegria , raccogliamo anche tante info utili da riportare poi a SIREVA.
Queste info serviranno sicuramente a migliorare lo stato della VF per renderla sempre migliore e più fruibile.
Siamo convinti che la VF sia un percorso bellissimo (e lo stiamo vedendo) profondamente diverso dal più famoso  Cammino di Santiago, a mio avviso, per la mia esperienza, molto più duro e selettivo.
Ho visto parecchie persone che forti dell’aver fatto il Cammino, hanno sofferto parecchio la severità delle tappe appenniniche della VF.
Noi abbiamo fatto parecchio trekking, amiamo andare in montagna, pratichiamo podismo e corsa in montagna, siamo vestiti adeguatamente, siamo preparati alle difficoltà meteo, sappiamo come alimentarci correttamente…a dire il vero non stiamo soffrendo nemmeno un po’…anzi ci preoccupa il momento in cui dovremo fermarci, cedere VilFred….e tornare a lavorare.
Con questi pensieri, resi lenti dall’umidità, lasciamo la strada asfaltata per una comoda strada bianca.
Stagione matta.
Non si sa come prenderla stamattina…
Caldo umido
Pioggia e freddo
Un raggio di sole ed è di nuovo caldo umido.
E’ tutto una cava e metti….
E la processione non cammina!!!!
Ed è una processione di cavalieri quella che ci precede sul cammino.
Probabilmente un trekking a cavallo.
Dalla parlata mi sembrano americani…così a sboccio…
Vanno via tranquilli…
Sostanzialmente il capo gita è in testa e i cavalli seguono il capo gita e trasportano gli incolpevoli cavalieri dove e come vogliono loro.
L’importante è che si divertano.
Ci fermiamo tutti (cavalieri, pellegrini e VilFred) davanti a una stupenda chiesetta romanica.  
 La Pieve di Cellole.
Una vera perla romanica fra i cipressi.
Ci accoglie un personaggio che sembra uscito da un film di Pieraccioni.
E’ il campanaro…forse il custode, o tutte e due …comunque sia, appare all’improvviso urlando in un toscano divertentissimo:”sono sordo, non capisco…ma voi spostate i cavalli, metteteli dove volete  ma non li”
Per quanto la guida cerchi di spiegare che volevano vedere la chiesa esso insiste cocciuto
“sono sordo….” e così via….
Intanto che gli americani litigano con i loro automezzi a pelo per il parcheggio….
(i cavalli non erano d’accordo con il trasferimento in altro luogo per via dell’erba meno profumata) Flora si avvicina al campanaro e con il suo sorrisone gli urla (cortesemente) se poteva aprire la chiesa che ci sarebbe piaciuto vederla, che eravamo pellegrini.
“si, si risponde lui…ma non sono mica così sordo…ora apro”
e mentre apre la chiesa un tuono sordo annuncia un nuovo scroscio di pioggia…..
Per fortuna siamo al coperto, e approfittiamo della pioggia per visitare bene la stupenda pieve, tra l’altro addobbata a matrimonio…


Già, il matrimonio….
Anche noi…dovremo…fra pochi giorni….
“A proposito Flo con i fiori per il ridotto del teatro…..?”
“Tutto a posto….mi risponde…….ci pensa la fiorista……..”
“Beh, allora siamo a posto”
Approfittando della cessata pioggia, riprendiamo il cammino….perché veramente oggi….il tempo  passa e la processione….. non cammina……… !!!
Il cielo è veramente imbronciato, lo sapevamo…..ma da sempre fastidio….avremmo preferito un po’ di sole…ma solo un po’…così….per movimentare il paesaggio….
Arriviamo al Santuario di Pancole, dedicato alla Madonna, che inizia un vero diluvio.
Grazie a Dio il santuario ha un bellissimo e comodo porticato.
Ne approfittiamo per visitare la chiesa e accendere una candela (abbiamo sempre qualcuno per cui pregare).
Visto che la pioggia non accenna a diminuire ne approfittiamo per mangiare.
Solitamente mangiamo più tardi…..ma visto che siamo al coperto, visto che piove tanto… per arrivare a Gambassi mancano 6-7 km….tanto vale fermarsi………
Ma quando mai ci siamo mossi oggi!!!
Ci sediamo sul muretto e prepariamo la nostra tavola pellegrina.
Mentre iniziamo a sbocconcellare la nostra quotidiana razione di “Mito” due tizi, di una certa età, che erano già li quando siamo arrivati, si avvicinano e ci chiedono se siamo pellegrini, da dove veniamo e da dove siamo passati ecc…
Ne sanno tanto di VF….
Oppalààààà!!!
Ecco degli altri ispettori, non ce li aspettavamo qui!!!
 Diabolica SIREVA!
Dove e quando meno te l’aspetti….zac…appare l’ispettore AEVF
VilFred, in un angolo se la ride di gusto.
Abbiamo notato che, comunque, gli ispettori AEVF sono sempre persone gentili ed educate, molto a modo, mai troppo invadenti, ed è sempre piacevole conversare con loro.
Si parla di Cammino, di segnaletica, di pellegrinaggi….di funghi e di mangiare…vista l’ora.
Dopo averci intervistati per bene, i due ispettori decidono che anche per loro è arrivata l’ora di pranzo………e si smaterializzano. Come sempre.
Intanto che si conversava con gli “ispettori AEVF” sono arrivati anche i trekker a cavallo.
Sotto la pioggia battente i cavalli si vanno a parcheggiare dove piace a loro, e i cavalieri provvedono ad assicurarli (anche se era inutile, tanto i cavalli conoscono benissimo il loro mestiere).
Gli spettacoli pirotecnici di fuochi d’artificio iniziano e finiscono con un botto….
Anche qui la pioggia era iniziata con secco tuono…e con un borbottio lontano termina (provvisoriamente) il temporale.
Rapidamente (si fa per dire…visto l’andiamo odierno) ricomponiamo gli zaini e ripartiamo.
Qualche raggio di sole arriva ad illuminare la scena e ci concede la possibilità di scattare qualche foto in un ambiente che non sia colorato solo di grigio piombo.
Ci rilassiamo per un po’ percorrendo le bianche carraie e le strade in completa solitudine e tranquillità.
Dopo l’abitato di Santo Pietro il percorso passa fra ville e casali molto belli e ben tenuti.
Una villetta molto carina attira la nostra attenzione, sul muro di cinta, vicino al cancello di ingresso è incollata una piastrella romboidale con disegnati sopra i simboli vaticani da una parte (quella che indica Roma) e la conchiglia di Santiago dall’altra (la punta che indica il senso del nostro viaggio).
Ci avviciniamo per guardarla meglio e………una voce squillante proveniente da una persiana ci incalza
“pellegrini?”
“come mai andate in su?”
Noi siamo imbarazzati, non siamo abituati a parlare con le persiane…
Accenniamo qualcosa…
La voce intuisce il nostro imbarazzo, esce di casa e si presenta.
E’ un signore distinto vestito elegantemente……….
Inizia un fitto monologo sul perché e il percome della piastrella…….
Poi comincia a chiedere del nostro viaggio………
Accidenti, eccone un altro….
Tre in una tappa sola!!!!!
Non abbiamo parole…….
Un altro ispettore AEVF, non abbiamo dubbi….lo stile è quello: elegante, cortese, sapiente, appare all’improvviso, scompare  d’incanto alla fine della conversazione.
In poco tempo tempo ci racconta un sacco di cose e ci fa anche un po’ di gossip sui vicini di casa.
Ci racconta anche che il podere accanto è di un signore di Langhirano che faceva il consigliere comunale…che poi i figli, i nipoti, la zia, la cognata…..
L’inizio di un nuovo temporale convince l’elegante signore a tornare dietro la sua persiana.
E da là ci saluta allegramente….
…così come era apparsa la voce scompare!!!
Noi rimaniamo così…sotto l’acqua a ridere di gusto.
SIREVA è veramente diabolica….quest’oggi ha  sguinzagliato sulle nostre tracce un consistente numero di ispettori…
Va bene che le previsioni sono terribili….ma non ci spaventiamo per così poco….non sarà per qualche goccia d’acqua che rinunciamo alla tappa.
Non siamo i soli che prendono acquazzoni…anche il Giro (d’Italia in bici) è tormentato dall’acqua e non poco. A piedi si riesce a rimediare…ma in bici la pioggia è terribile, la prendi tutta, non solo…oltre a sorella acqua che scende dal cielo, ti devi prendere anche tutta sorella acqua che sollevano le ruote del mezzo a pedali. Quindi alla fine si è veramente bagnati e infreddoliti….
Ma quanti vin brulè si bevono i ciclisti per scaldarsi un po’ dopo una tappa sotto l’acqua…magari in montagna, dove oltre alle salite ci sono fior di discese da fare a oltre 70 km all’ora….così sotto l’acqua, con freni che non frenano e un freddo becco……brrrrrrrrrr….
E domani abbiamo un tappone in bici…e le previsioni sono molto incerte…ma molto…

Così chiacchierando e ridendo arriviamo ai margini di un grande prato che il mio Pino dice che dobbiamo attraversare.
Ai margini del prato ritroviamo la coppia francese che come noi risale l’Italia (se non ho capito male arrivano solo fino a Lucca) .
Sono visibilmente preoccupati davanti al prato con erba alta senza traccia evidente.
In un angolo, un po’ nascosta scorgo la segnaletica, fatta essenzialmente per chi va in direzione Roma.
Con l’aiuto di Pino e della segnaletica mi avvio lungo una traccia con erba alta e fango.
I pellegrini incontrati questa mattina ci avevano avvertito di questo tratto con erba alta e bagnata…
Bagnati siamo già bagnati… Quindi…avanti a tutta.
E faccio strada cercando di individuare la via migliore.
Flo mi segue da vicino, VilFred mi fa da sonda per tastare il terreno, i francesi, diffidenti, seguono  altre pestate, col solo risultato di bagnarsi ed infangarsi di più.
Ma d’altr’onde se vogliono andare soli…
La segnaletica in campo diverge un po’ dalla traccia GPS ma mi sembra ben posizionata e il passaggio è buono anche se l’erba è molto alta.
Ma con questa stagione, chi è che entra in un campo per segare l’erba?
Posizionato sotto ad un cartello indicatore di direzione della VF fa bella mostra di se un teschio.
Giallo!!!
Ci fermiamo ad esaminare il reperto.
Con l’ausilio del fido VilFred giriamo e rigiriamo il cranio bianco e pulito come novelli membri di CSI….o fratelli minori del Doctor House.
Vedendo la forma del cranio e guardando la dentatura ci sembra un erbivoro…non ha canini….
Dalla dimensione direi una pecora.
E sembra li anche da diverso tempo……..
E ce ne andiamo sghignazzando come due cretini….
Sarà un antico pellegrino?
Sarà un ispettore AEVF arrivato troppo in anticipo, morto di inedia, e finito da lupi (è molto lontano Gubbio?) cornacchie e animali di varia grandezza e voracità?
Sarà uno stradino di Gambassi deceduto nel piantare la segnaletica?
Sarà un maniaco che l’anno scorso è morto di sete nel tentativo di tendere un agguato all’Ire e alla Vale aspettandole all’uscita di Gambassi….e non sapeva che loro stavano folleggiando al Bar Sport?
Di cretinata in cretinata ci avviciniamo a Gambassi e ce la ridiamo talmente tanto che non ci siamo accorti che si è rimesso a piovere….
La pioggia si fa davvero forte e, rapidamente ci toglie parola e voglia di ridere.
A Gambassi manca davvero poco….ma questa pioggia fitta e violenta ci inzuppa senza pietà.
Percorriamo l’ultimo chilometro e mezzo sotto questo acquazzone inesorabile.
Passiamo di fianco ad una osteria, tutta agghindata ed attrezzata per dare sollievo al pellegrino…
Sotto il portico c’è gente che lavora…vigliacco se qualcuno ci invita ad entrare o a riparaci  fintanto che spiove. Avremmo rifiutato perché abbiamo appuntamento con un assessore in comune….ma avremmo apprezzato il gesto….pazienza.
In breve arriviamo in paese.
Davanti ad una chiesetta contattiamo l’assessore che ci da appuntamento davanti al comune.
Attraversando il centro del paese abbiamo una spiacevole sensazione…come di abbandono, di decadenza. Un che di “lasciato andare”.
Flo da brava moglie (ormai manca poco al matrimonio) nota subito il cartello che indica “lavanderia Francigena”.
Che bellezza…stasera si fa bucato!!! Si va via puliti!!
Poco più in là una lavanderia a gettone!!!  Evvai…..troppa grazia S.Antonio!!
Siamo a posto.
Anche l’assessore che ci accoglie ha un’ aria un po’ così…come di rassegnazione…..
Mi viene difficile spiegare una sensazione che non è precisa, netta, ben definita…è un sentore, è un qualcosa che sfiora la pelle e la mente e mette un po’ di tristezza.
Veniamo accompagnati al nostro camperone.
Salutiamo e ringraziamo il nostro ospite, e cominciamo a pensare a come organizzare il nostro tempo.
Sistemiamo i nostri abiti sporchi in capienti borsoni e ci avviamo alla lavanderia a gettone.
Con maestria Flora sistema la roba e fa partire le macchine.
Questa lavanderia però non lava le scarpe. Mannaggia.
Proviamo con la Lavanderia Francigena.
Aspettiamo che apra.
La gentile signora ci dice che non lava scarpe sporche (perché si lavano solo le scarpe pulite? Ma se sono pulite…) ma le potrebbe asciugare una volta lavate.
Flo parte per sbuffare…. La fermo in tempo mostrandole la fontana che è nella piazza proprio di fronte alla lavanderia.
Esco e lavo le scarpe.
Tra l’acqua che scende dal cielo, e gli schizzi della fontana alla fine sono fradicio…ma mi ero appena cambiato!!!uffa.
Quando riportiamo le scarpe in lavanderia la signora Francigena ci dice di ripassare dopo un’ora…
Ma a Gambassi far passare un’ora quando fuori piove non è proprio così facile, specialmente per due che non hanno idea delle offerte che propone il paese.
Visitiamo la pregevole chiesetta….e poi…mentre il diluvio impazza….andiamo al Bar Sport.
Mi sembra di esser tornato agli anni 70’. A Fontanellato i bar erano così, frequentati da gente così, con quell’arredamento, con quel tipo di barista ecc….
Mi ci trovo perfettamente, mentre Flo comincia ad agitarsi…non è il suo ambiente…
Vedo che prende il telefono e chiama qualcuno...poi che ride come una pazza…
Mi spiegherà che aveva chiamato SIREVA.
SIREVA ha confessato che si era fermata al bar sport in preda all’arsura più nera (non sapevano del maniaco che le aspettava più in là…e che è ancora là!!
La pioggia smette per un po’…prima di fare il giro delle lavanderie facciamo spesa.
Anche la macelleria ha un aspetto un po’ così.
Notiamo su parecchie saracinesche il cartello “vendesi”, sulla porta di qualche abitazione “affittasi” o “vendesi”  .
Abbiamo la netta impressione di un paese in disarmo, in abbandono.
E’ molto strano…pochi chilometri più in la c’è S.Gimignano, Certaldo… la Toscana bella, ricca, turistica….. qui…il nulla. Qualche pellegrino in ordine sparso e niente più.
Finiamo il giro delle spese e raccogliamo il vestiario sparso per le diverse lavanderie.
Rientriamo nel Westf un po’ scoraggiati. E’ ancora presto, e veramente non sappiamo come fare.
Poi cominciamo a ragionare per l’indomani.
Domani abbiamo un tappone ciclistico di una 70ina di km. Dobbiamo raggiungere S.Miniato, poi Altopascio, e poi Lucca.
Abbiamo un trasporto solo da Altopascio a S.Miniato per il recupero del camperone.
Un po’ poco davvero.
Interpelliamo Flavio (suo babbo di Flo e mio futuro suocero…sostanzialmente è più un amico che uno suocero) chiedendogli le ultimissime previsioni del tempo.
Praticamente in tempo reale Flavio ci aggiorna…
Acqua tutta notte sicuramente, dal mattino inizia un parziale miglioramento che dovrebbe durare fino al pomeriggio/sera..
Urca. Come facciamo?
Concordiamo di utilizzare la tecnica usata tra Campagnano e Vetralla.
Ci spostiamo col Camperone  a S.Miniato.
Poi domattina torniamo con le bici verso Gambassi , poi di nuovo giù a S.Miniato. Nel pomeriggio partiamo per Altopascio. Ad Altopascio qualcuno ci dovrebbe riportare a prendere il camper a S.Miniato.
Riportato il Camper ad Altopascio dovremmo ripartire in bici per Lucca (ci sono solo 18 km) e da qui in treno ritornare ad Altopascio a riprendere il Westf.
Occhiometricamente direi che “noncelafaremomai!!”
Intanto cominciamo a sistemarci a S. Miniato.
Sistemiamo il Westf per la partenza e ci avviamo….
Quando siamo a piedi e in bici, abbiamo il navigatore e una traccia da seguire  non abbiamo problemi….ora dobbiamo andare in un posto che non sappiamo di preciso dove è (rispetto a noi) partendo da un altro posto che non sappiamo dov’è.
Non è proprio così, ma detta in questo modo rende bene l’idea di quanto ormai ci renda spaesati il guidare un mezzo che non siano i nostri piedi, fuori da una una strada che poi alla fin fine…non è tale………
Niente paura.
Sistemo fra le mani del mio “personale navigatore” (Flora) uno  stradario di almeno 25 anni fa, giro la chiavetta del camperone...e si prova ad andare a trovare S.Miniato.
Sembra facile…sullo stradario che ho non sono segnate le modifiche alla viabilità degli ultimi 25 anni….praticamente è cambiato tutto…o molto.
Ma almeno abbiamo i nomi dei paesi …che non sono cambiati.
Dopo pochissimo ci fermiamo alla Pieve di Santa Maria a Chianni. Siamo sulla strada giusta….
Già il buon Sigerico la citava nel suo diario di ritorno verso Canterbury. Purtroppo le porte sono tutte chiuse e dobbiamo limitarci ad osservarla da fuori.
Appena riprendiamo la strada per S.Miniato, il cielo si scurisce color del piombo, e inizia un vero e proprio diluvio…passano i chilometri ma la pioggia non cessa.
Ci rendiamo conto di aver sbagliato strada almeno un paio di volte…ma sotto questa pioggia la visibilità è davvero problematica.
Lungo la strada  i fossi sono ormai stracolmi d’acqua a cui non resta che tracimare in strada.
Dalle colline scendono torrenti di fango.
Sono seriamente preoccupato per l’indomani….e intanto continuiamo a sbagliare strada e ad andare avanti e indietro…nei pressi di un ristorante davanti ai nostri occhi appare un enorme arcobaleno.
Non l’avevo mai visto così grande!!!
Di arcobaleni ne ho visti tanti ..ma con i colori così vivi e le fasce colorate così grandi ..mai…
Scendiamo dal mezzo, nonostante la pioggia, scattiamo un paio di foto.
Flora ne trae un buon presagio…io un po’ meno…
Poi l’arcobaleno si sdoppia…e infine...sparisce.
E così anche questa volta non sappiamo dove andare a cercare la pentola d’oro!!
Sotto la pioggia torrenziale arriviamo a S.Miniato alto (non sapevamo che ce ne fossero uno alto e uno basso…come a Bergamo). Guidando pianissimo mi infilo nei borghetti antichi  cercando di non restare intrappolato…
Flo scorge l’ufficio turistico.
Veloce entra mentre cerco un’ improbabile parcheggiata.
Dopo poco (anche troppo per come sono parcheggiato) esce con le info necessarie.
Intanto qui a S.Miniato alto non c’è modo di parcheggiare il Westf in modo decente e sicuro.
C’è da scendere a S.Miniato basso. Poi li vedremo.
Non capisco se questo sia bene o male.
Temo che sia male.
Se domai mattina dobbiamo tornare verso Gambassi…sarebbe meglio avere più discesa che salita da fare.
S.Miniato basso è proprio la in basso.
Pazienza.
Troviamo l’area di sosta e ci piazziamo.
L’ambiente circostante ci ispira poca fiducia ….c’è anche una discoteca o similare nelle vicinanze, temiamo chiasso notturno o peggio.
Non abbiamo scelta.
Intanto che Flo prepara la cena vado a prendere acqua alla fontanella dell’area di sosta.
Dopo il fiero pasto, il caffè….intanto che mi fumo il sigaro vado a dare un’occhiata alla discoteca…
Più che una discoteca sembra un Night…speriamo bene!
Ad una cert’ora iniziano ad arrivare macchinoni e SUV di diversa cubatura (tutti superiori alla biolca cubica) e c’è un discreto via vai di ridenti e luccicanti signore, sempre bene accompagnate.
Per chi non è delle nostre parti, o per chi ha poca dimestichezza con le unità di misura della terra, la biolca è circa 3000m2, tre biolche fanno un ettaro scarso….da altre parti si usano le pertiche, gli inglesi hanno pollici e piedi….
Noi siamo stanchi   abbiamo usato i piedi e domani abbiamo una giornata intensa…non poco.
E mentre mi addormento ricomincia a piovere………

 


venerdì 2 novembre 2018

Vernaccia o vino nero?


Il meteo non lascia scampo, le previsioni entro le 72 ore sono quasi sicure all’ora.
Alcuni siti internet cui noi facciamo riferimento ci danno, paese per paese, ora per ora, le previsioni, e alla previsione fanno seguito i fatti…ora più ora meno.
Noi abbiamo dalla nostra la “benedizione ad ombrello” di Don Bruno…..ma anche questa non può andare oltre il lecito.
Uscendo dalla porta di Monteriggioni il cielo plumbeo dipinge una campagna toscana con colori saturi e pesanti.
Il verde delle coltivazioni è prepotente e presuntuoso, il colore della terra è di  un rosso impegnativo.
Il vino non può che essere buono….
Non sono un intenditore di vino.
Ho il palato grezzo.
Mi piace da matti il vino rosso, ma riesco solo a definire due stati : buono – non buono.
Per essere preciso ed onesto dovrei dire : mi piace….mi piace così così…
Tanto riesco a bere anche ciò che assomiglia vagamente al vino…cioè quello che sull’etichetta porta scritto vino…possibilmente rosso.
Resto ammirato e stupito davanti a quelli che annusando, ossigenando, sorseggiando, un niente di vino riescono a capirne profumi sfumature e quant’altro.
A volte mi viene anche il dubbio che ci giochino anche un po’ su.
Quando un eminente sommelier dice di trovare aroma di cocco in un vino…..mah…non so…
Può essere, dicono che ci voglia molto allenamento…..
Io mi alleno correndo e o pedalando nella natura , respirando profondamente gli odori e i profumi che escono da quel cespuglio da quell’erba, da quei fiori.
Non ho tempo e nemmeno voglia di fermarmi a cercare il generatore di quel particolare odore…semplicemente lo accetto e lo faccio mio, come parte della natura che mi circonda.
Così come stamani accetto e faccio mio il profondo odore di terra bagnata che viene dalla campagna toscana.
La terra ormai imbevuta d’acqua all’inverosimile si è arresa, evidenzia qua e la profonde pozzanghere d’acqua stagnante. L’erba è altissima,  non si riesce a tagliare, domina il paesaggio anche con l’odore tipico. Nei campi non c’è anima viva. Tutto sembra sospeso, in attesa.
L’aria umida contribuisce a far galleggiare questa atmosfera irreale di impasse….
Flora, VilFred ed io ci muoviamo in questo ambiente ovattato.
Guardo il cielo e cerco di capire quando e quanto pioverà ancora.
Le scarpe e il bastone non fanno rumore nella carraia infangata, scricchiolano leggermente sulla ghiaia bianca compattata dall’acqua.
Le mura chiare di Monteriggioni vanno rimpicciolendosi man mano che i nostri passi si sommano.
Le fotografiamo più volte da varia distanza….fanno cornice alle foto ora campi di pisello nero, ora impettiti e supponenti grassi papaveri rossi.
Già il pisello nero…
Non lo conoscevo per niente.
Questo tipo di pianta è stato oggetto di discussioni chilometriche (nel senso che sono durate per diversi chilometri) fra me e Flora. E’ una fava, una varietà di fagiolo, soia? (soja me?) Alla fine un pio cartellino ai bordi di un campo ha risolto l’arcano : pisello nero!
Come san Tommaso….non ci credevo e sono andato a raccogliere un baccello…..
Troppo grosso…non può essere….e invece si….pisello nero….
Si eviti qualsiasi facile stupida grassa ironia da osteria. Grazie.
Sul campo l’ho fatta…la stupida ironia
Flo mi ha sgridato, abbiamo riso….e intanto i metri passano.
Passa anche il tempo….Fidenza si avvicina, e quindi anche il nostro matrimonio.
L’abbiamo organizzato tanto in fretta….che mi sembra ancora così irreale.
Ne parliamo ancora poco, forse per scaramanzia…forse perché è ancora lontano, forse perché abbiamo altro a cui pensare…per ora.
A volte ci chiediamo se verranno tutti gli invitati…se abbiamo invitato tutti quelli che dovevamo…
Avremo dimenticato qualcuno, avremo dimenticato qualcosa?
Boh!
Per intanto sono sicuro di non avere una camicia da mettermi sotto il vestito….
Per la cravatta mi sono accordato con Flavio (lo suocero), non la mettiamo nessuno dei due…e siamo a posto. Per ora.
Ma tutte le preoccupazioni durano giusto il tempo che intercorre fra un acquazzone e l’altro…cioè poco.
Qua e la fra i campi sorge qualche centro abitato; non sempre l’itinerario ci porta ad attraversarli, ma, anche in lontananza si respira aria di storia.
Tutta la poesia medievale e rinascimentale toscana, i dipinti dei grandi maestri rivivono magicamente , appaiono improvvisi panorami già visti….sui libri d’arte, nelle pinacoteche.
Il vento sembra recitare versi del dolce stil novo.
Rapito taccio, cammino lento con passo leggero per non disturbare….
Flora, più colta, mi spiega, cita, recita, richiama alla mia memoria quel dipinto o quell’affresco.
Brusco la zittisco….mi piace ascoltare il fruscio dei secoli, la storia raccontata dall’aria che si intrufola nelle mura antiche.
Camminiamo ora per un’ampia strada bianca limitata ai bordi da secolari muretti a secco…
Flo, VilFred ed io….immagino noi tre, viandanti nel 1400….
Un po’ troppo tecnologicizzati….
A volte mi piacerebbe fare un salto indietro nel tempo per toccare con mano il vero vivere di allora…
Passiamo un bosco dove il fango la fa da padrone

e poi ancora sulla strada bianca, contornata da un verde irreale sotto il cielo plumbeo.
A volte la scura coltre di nubi apre un spiraglio e il raggio di sole si infila, come dardo sul bersaglio, e colpisce qua è la a casaccio illuminando ora un lembo di terra bruna che si atteggia a rossa, ora una gialla macchia di fiori di campo che si pavoneggia ad oro, ora un verde prato che immediatamente si accende e si veste a festa.
Costeggiamo un immenso vigneto pestando la rossa terra, cercando di non sbagliare passo, per non riempire le suole delle scarpe di materiale inutile.
Dopo un avventuroso passaggio all’interno di un parco, fra grandi pozzanghere, rigagnoli esondati, e fango a profusione, incontriamo un vecchio complesso industriale abbandonato.
La natura si sta riappropriando dei suoi spazi e il vecchio edificio (una filanda?) pian piano viene inglobato, ingoiato dall’erba esuberante, dalle edere che tutto avvolgono e pian piano divorano.
Licheni e muschi insieme al lavoro lento e paziente dell’acqua, del ghiaccio e del sole, nel tempo sminuzzeranno i mattoni, e i cumuli di macerie diventeranno tana di animali….
La natura si adatta all’uomo, ne subisce la violenza, ma poi alla fine si riprende il suo.
Eppure, in un altro tempo in questa manifattura lavorava tanta gente, negli edifici intorno vivevano famiglie e nei cortili giocavano e lavoravano bambini. Nel silenzio con il solo ruscello che scorre sembra di sentire ancora il trambusto della “fabbrica”…..
La giornata è cupa, l’aria greve, e i pensieri non sono allegri e spensierati come in altre occasioni.
I nostri passi svelti, come il tempo, passano oltre e lasciano al destino le vecchie mura.
La bianca sinuosa carraia ci porta a spasso per la verde collina, apparentemente disabitata.
Incontriamo qualche vestigia del passato, acrocchi di case, una piccola cappella…ma cristiani…zero.
Attraversando una frazioncina l’urlo di una marmitta ad espansione di un motorino, seguito dal vociare di alcuni ragazzi ci riporta all’attualità e ci scrolla dai pensieri che silenziosamente ci stavamo facendo. Percorrendo un antico selciato medievale
sentiamo che i ragazzi stanno provando il motorino. Nell’atmosfera dormiente di questo ambiente vestito d’autunno, il rumore della marmitta diventa un urlo lacerante che stride fortemente col secolare selciato che le ruote tassellate della moto percuotono pesantemente.
Flora si irrita e si arrabbia e chiama selvaggi questi ragazzi che, in modo molto normale, provano il loro gioco.
Il rumore infastidisce anche me…
Ma alla fine siamo noi due che siamo un po’ spostati e troppo calati nelle vesti medievali….
Forse ci infastidirebbe anche il cloppete cloppete del cavallo.
I ragazzi, educatamente, quando ci vedono, forse un po’ imbronciati, cambiano strada e vanno a fare le loro accelerate/impennate un po’ più in là.
Mi scappa da ridere. Ma sono di aspetto così cattivo!
Flo mi guarda…e mi consola dicendo che non sono io ad aver fatto paura ai ragazzi, e nemmeno VilFred….bensì il campanello scaccia-orsi appeso al mio zaino..
Ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaafff……..
Questo sonaglio, che potrebbe star bene appeso al cappello di un antico giullare, l’abbiamo comprato a Brunico l’anno scorso.
Ne abbiamo uno per uno.
Sulla striscia di velcro che fa da aggancio c’è disegnato un orso. Flo sostiene che nelle istruzioni allegate sia spiegato tutto, e che il sonaglio serve per tenere lontani gli orsi, che come si sa , abbondano nelle colline toscane.
Quella volta a Brunico comprammo anche il “banana box” ma è un’altra avventura con altre implicazioni, che il sociologo Alberoni dovrebbe studiare attentamente…
Fatto sta che ho preso l’abitudine di agganciare il campanello allo zaino e se non c’è mi sento solo…quando trascorre troppo tempo senza udire il suono, scuoto lo zaino, salto e mi dimeno fino a percepire il tintinnio…
La scena non è certo edificante, e chi mi vede di bordone munito saltare in codesta maniera, pensa sicuramente ad un indiavolato da esorcizzare e comunque un pazzo da evitare.
La campagna senese continua a regalarci ampi spazi di verde brillante, il percorso entra ed esce da tratti alberati; le piante fanno da cornice a squarci di campi lucidati dalla pioggia appena caduta.
E’ incredibile quante tonalità di verde si possano distinguere appena finito di piovere!!
Così nel bel mezzo della poesia, dai prati sbucano i resti di un complesso agroindustriale abbandonato! Terribile! Non ho parole per descrivere. E’ solo da andare a vedere!
Il rudere della “manifatturiera” di prima aveva un che di storico, di antico, di un abbandono soft…non so come dire…
Questo, recente allevamento per ingrasso suini, completo di impianto di produzione di Biogas, lasciato li, sporco, cadente, in un stato di abbandono brutto, da veramente fastidio.
I ruderi di prima davano un lontano senso di nostalgia, malinconia, e muovevano ricordi di un tempo e di un modo di vivere di un’altra epoca….qui siamo davanti agli scempi della modernità, del malcostume, dell’uso maldestro e iniquo dei soldi pubblici….Flora ed io ci inferociamo davanti a tutto ciò, ed anche VilFred , che è un bordone educato, sobbalza inquieto e dissenziente.
Tutti e tre borbottanti, ognuno a modo suo, proseguiamo il nostro su e giù alla volta di S.Gimignano.
Già, S. Gimignano, dov’è?
Anche lui come S.Quirico d’Orcia l’hanno spostato?
E’ un bel po’ che andiamo….
Consulto Pino (sempre lui, il navigatore), lavoro sulle scale, allargo, ingrandisco, rimpicciolisco…
Insomma pistolo un po’ sul tecnologico schermo “tach scrin” fino a che riesco a visualizzare la nostra posizione rispetto all’arrivo.
No, non manca un gran chè…e non è poi nemmeno tardi.
Il cammino però continua a riservare sorprese…
Una rapida serie di guadi
ci costringe ad diverse fermate per mettere il atto il nostro sistema di attraversamento “piedi nudi-scarpe in mano” (tanto la pelle non assorbe, i piedi si asciugano subito, mentre scarpe e calze no).
L’acqua è limpida, il fondo sassoso…non c’è pericolo.
Al netto di una temperatura veramente bassa. Ma dicono che faccia bene alla circolazione e che riposi le gambe, e che qui e che la…fatto è che non c’è da perder tempo altrimenti i piedi fanno male.
Di fianco ad una casa colonica, dove hanno la brutta abitudine di togliere le indicazioni,
imbocchiamo un ripido sentiero tenuto veramente male e risaliamo una costa….
Pino ci dice che, da su, dovremmo vedere e rapidamente arrivare a S.Gimignano.
La cosa ci scalda il cuore e un raggio di sole scalda il nostro corpo.
Era ora, della giornata bigia, di acqua sopra e sotto, non se ne poteva più!
Sulla via incontriamo anche delle indicazioni che non avevo ancora notato.
Un piccolo cartello con una lettera simile ad un T.
Chiedo alla mia enciclopedia passeggiante (Flora) cosa, come e perché di quella lettera.
Mi spiega tutto sulla TAU e sui cavalieri del TAU.
Non mi sembra il caso, per brevità, di riportare il tutto.
Di sicuro anche VilFred è soddisfatto della risposta e sbacchetta felice sul selciato contento del sole che lo asciuga.
Come previsto da Pino, siamo in vista delle torri di S.Gimignano.
Che belle.
C’eravamo già stati qualche anno fa per festeggiare il S.Silvestro e il conseguente 1° dell’anno.
Ma visto di qui è veramente suggestivo.
E’ veramente un “bel vedere”.
Capisco le quantità di turisti, specialmente stranieri che scendono a pulmanate da tutto il mondo.
Dopo una giornata di completo isolamento dal mondo entrare in S.Gimignano è uno shock.
Pieno, pieno murato di gente.
Di tutte le razze, di tutte le lingue, di tutte le forme e misure, di tutte le età.
Per Dio ma c’è tutto il mondo oggi qui!!!
Con VilFred riflettiamo che per qui è normale, siamo noi che siamo un po’ poco normali, almeno per oggi….dopo tanto silenzio, questo via vai di gente, pulman, macchine…ci disorienta non poco.
Dopo le foto di rito all’ingresso del paese, solerti, andiamo alla ricerca dell’uff. Turistico, dove ci stanno aspettando, e dove probabilmente troveremo notizie del “Camperone”.
Già il nostro mitico Westf. Dove sarà parcheggiato con questo casino?
La ragazza che lo aveva preso in consegna avrà avuto difficoltà?
SIREVA ci ha detto che lo avrebbero messo in un campeggio…è quello che abbiamo trovato sui nostri passi poco prima di entrare in S.Gimignano?
Fra poco sapremo tutto.
Non so come fa, ma Flo sa già dove è l’uff. Turistico, è come se lavorasse li….
In ufficio ci sono decine di persone….ma quando ci vedono, le ragazze ci salutano come se fossimo vecchi amici.
Flo è perfettamente a suo agio….VilFred ed io siamo un po’ più spaesati…ma partecipiamo felici e sorridiamo..
Un’accoglienza davvero bella….le ragazze ci dicono di aver pazienza un attimo l’assessore e il consigliere comunale che ci diranno tutto stanno per arrivare che erano occupati in riunione…
Noi siamo arrivati…siamo tranquilli, c’è il sole….aspettiamo volentieri.
L’attesa è di pochi minuti….Gentilissimi e veramente carini, la signora assessore e il consigliere ci salutano come se fossimo grandi personaggi.
Siamo commossi e un po’ disorientati. Alla fine siamo pellegrini (di senso contrario) come gli altri…
Intanto che chiacchieriamo ci raggiunge anche la ragazza che ha recuperato il camperone .
Vedendola mi convinco che non può avere avuto difficoltà col Westf.
E’ una mora di sguardo severo e di buone spalle.
Flo fa la furbina e dandomi di gomito, mi sussurra:” chiedile se ha avuto problemi col camper”
“Si, e da che parte comincio?”
Arrossendo non poco accenno alla signora ausiliare del traffico se ha avuto difficoltà col mezzo…
Con un garbo che non mi aspettavo mi assicura che non ha avuto problemi e che si è divertita!!
Cara Flo …..tiè!
Dopo i primi momenti di dialogo ufficiale e foto di rito veniamo invitati a far quattro passi per S.Gimignano e ad andare a bere un sorso di buon vino.
Pochi passi di buona passeggiata in amichevoli chiacchiere e ci ritroviamo in un posto incantevole, una terrazza sulla vallata.
Fratello Sole ha il buon gusto di farsi vedere e di scaldare quest’angolo di paradiso, mentre un venticello grazioso evita che ci si scaldi troppo.
Cosa vuoi di più dalla vita?
Un buon bicchiere di vino!!
Ed eccomi accontentato.
Ci sediamo all’esterno di una stupenda enoteca, e poco dopo mi sento rivolgere la fatidica domanda:
“Vernaccia o vino rosso?”
Se fossi sfacciato direi “tutt’e due…prima uno e poi l’altro”
Ma sono un ragazzo morigerato….non voglio figurare male, e poi sono anche a stomaco vuoto e qui i vini “picchiano”…resto un attimo nel dubbio atroce di sbagliare…
Ma qui è impossibile sbagliare !!!
È tutto ottimo….
La mia passione per il vino rosso ha il sopravvento e decido…….
Flo è astemia e si fa portare un succo di frutta con visibile disprezzo dell’enotecario (come si chiama colui che mesce il vino nell’enoteca?).
Un po’ per darmi contegno, un po’ per provare e vedere se veramente si riesce ad assaporare qualcosa di più, faccio ossigenare bene il vino ed inizio ad assaporare il mio rosso….
Colui che mi ha versato il vino, mi ha anche detto la qualità e l’anno, ma ero troppo attratto dal colore brillante e pieno…e già tentavo di aspirarne i profumi..
Rapito dal mio bicchiere di rosso mi sono estraniato per un po’ dalla conversazione, ormai amichevole, che Flo sosteneva, praticamente da sola, con i nostri amici.
Dopo qualche minuto di pura goduria noto VilFred che mi guarda storto.
OK
OK….
Lascio il mio rosso ad ossigenarsi un altro po’ ed entro nella conversazione.
I nostri ospiti, oltre ad essere di una gentilezza incredibile sono anche notevoli conoscitori della VF e alle nostre osservazioni su alcune cose da sistemare, ci rispondono con competenza, conoscenza, spiegandoci anche le problematiche del caso.
La luce radente sulla vallata sottostante esalta il panorama già stupendo, mentre un raggio malandrino si infila nel mio bicchiere accendendo il rosso del contenuto.
Mille e un riflesso, mille e un rosso in quel mezzo bicchiere.
Da perderci una sera ad ammirarlo per colore sapore e profumo….
Comincio a capire i sommellier.
Non è passata più di un’ora da quando ci siamo seduti all’enoteca, ma mi è sembrato di essere li da sempre….
I nostri amici hanno impegni istituzionali e anche la signora ausiliare del traffico deve andare….
Ci salutiamo calorosamente e ringraziamo veramente di cuore quegli amministratori che hanno sottratto il loro tempo prezioso per ricevere questi due pellegrini VilFred muniti.
La ragazza che ha fatto il trasporto camper ci accompagna velocemente nel campeggio dove il Westf è stato parcheggiato.
Veramente un bel campeggio!!! Non c’è che dire, mi sembra perfettamente strutturato, bene organizzato….quasi come da Sisto in Val Badia.

Ringraziamo la ragazza e ci apprestiamo a sistemarci per la notte.

Giro il camper dal verso giusto, mi allaccio alla presa di corrente ed eccoci  pronti…per una bella doccia.
L’occhio rapido di Flora ha notato la lavanderia automatica……e, intanto che mangiamo i vestiti sporchi si lavano e si asciugano………..

Prima di addormentarci consideriamo ancora la calorosa accoglienza riservataci.
Flora mi dice quanta gente passa di qui ogni anno….milioni di visitatori…una cosa incredibile…
Eppure c’è stato il tempo per salutare questi 3 viandanti!!!
Con questo pensiero di buon auspicio, ci addormentiamo…………..