Chi era Ghino di Tacco?
Non ne sapevo assolutamente nulla…se non che era lo
pseudonimo con cui Bettino Craxi firmava
i suoi articoli sull’ “Avanti”.
Eppure partendo da Acquapendente , in direzione Radicofani,
si percepisce una strana sensazione …
Come se qualcuno ti stesse osservando e aspettando al
varco….
Lassù, in lontananza, in quella torre posta su quel
cocuzzolo, qualcuno ci sta osservando e controllando.
Un altro ispettore AEVF?
Sono sicuro di no.
Come sono altrettanto sicuro che è lui, Ghino.
E sono convinto che non sia solo….
E’ là col suo “tifoso” Bettino…tutti e due briganti/eroi che
osservano e ci aspettano.
..E noi stiamo arrivando.
Ormai siamo abituati.
Non ci stupiamo più di tanto…
Anche se fuori dal “camperone” ci sono solo 8°C, non siamo
in Val Badia in campeggio.
Siamo ad Acquapendente (H2Opendente,
come la scrivo
normalmente...mi piace).
Il sig P. che deve ritirare il Camper per portarlo a
Radicofani è terribilmente puntuale, decisamente in anticipo. Noi siamo ancora
tranquillamente assonnati e decisamente in ritardo.
La fredda temperatura concilia il sonno ristoratore, e nella
“nostra casa” ormai dormiamo come i ghiri.
Non ce ne vogliano le care e gentili suore, se non abbiamo
accettato la loro offerta…ma la casa è la casa…
Il sig. P. è un vero vulcano, una persona indaffaratissima, con la passione per lo sport.
Anch’egli, come noi, ama le corse podistiche, poi allena
squadre di calcio giovanili (o ne è il responsabile) e ci troviamo
immediatamente in sintonia.
Nei pochi minuti che resta con noi ci scambiamo una enorme
quantità di informazioni.
Siamo al confine tra Lazio e Toscana e d’improvviso è
sparito l’accento laziale per lasciare posto alla caratteristica inflessione
toscana.
Ovviamente non sappiamo distinguere il senese dal
fiorentino, dall’aretino
Poi con la stessa rapidità con cui è arrivato il signor P.,
salutandoci calorosamente…se ne va, sorridente e strapreso dai suoi mille
impegni.
Veramente una persona stupenda e attiva…ce ne vorrebbero.
Noi siam rimasti li, nel cortile, con i nostri zaini a
vedere il mezzo partire alla volta di Radicofani.
Speriamo che Ghino, da buon Robin Hood senese, riconosca la
estrema semplicità del mezzo ed abbia buon cuore.
Salutiamo le suore e la brava gente che abita nella piccola
comunità e scendiamo in Paese.
Abbiamo ancora un paio di acquisti da fare prima di partire.
La giornata non è stupenda, ma molto meglio dei giorni
scorsi.
Il tempo non è imbronciatissimo e propone ampi squarci di
sereno fra le ingombranti nuvole che, candide, movimentano il paesaggio
Dopo gli acquisti di rito (pane, frutta, materiale vario in
farmacia…)
accendo Pino e inizio a seguire la traccia, che curiosamente fa un
paio di entra-esci in sottobosco…passiamo accanto a pollai ed orti….e al fine
siamo in strada….
Bello, caratteristico, un po’ strano se vogliamo, ma tant’è!!
Ieri sera ho dato uno sguardo fugace al percorso odierno….
La traccia fa un largo giro, passando da Proceno prima di
“attaccare” la salita di Radicofani (che sia per ingannare Ghino?)
L’aria fresca e il sole che va e viene ci danno la carica e
dopo un inizio un pò fiacco prendiamo un bel passo brillante, di quelli alla
bersagliera…
Io ho fatto l’alpino…il passo alpino è un’altra cosa…altri panorami, altre pendenze, rocce, nevai, vedrette e ghiacciai…
Qui ci circonda una verdissima collina. La pioggia di questi
giorni ha pulito l’aria ed emerge fortissimo il contrasto fra il bianco delle
carraie e il verde potente e brillante delle colture.
Proceno è un bel paesino, un po’ fuori mano, ma molto ben
tenuto e su di un cocuzzolo estremamente panoramico.
C’è poco movimento, ma la gente, estremamente cordiale ci
saluta calorosamente.
Ad una edicola pubblicitaria vediamo esposto il manifesto
divulgativo relativo alla staffetta Europa – Compostela …è un po’ buttato li ma
c’è, un po’ mogio, in bianco e nero, ma c’è.
E’ decisamente in soggezione nei confronti del cartello a fianco che parla pomposamente di etruscologia, di serate operistiche con degustazione finale di vini….
Il nostro piccolo manifesto b/n parla solo di camminare, di
solidarietà fra i popoli…non si mangia, non si beve….si suda e si prende
pioggia……….
Ma noi siam felici ugualmente.
E ce la cantiamo, meglio, Flora canta.
Il suo cantare mi da la esatta misura del suo stato di
salute.
La strada non è proprio piana, ma lei riesce a camminare
veloce e cantare, vuol dire che respira bene e non è in debito di ossigeno.
Il percorso ora gira in mezzo alla collina per grandi strade
bianche praticamente deserte.
Non incontriamo nessuno, ne macchine, né tanto meno
pellegrini.
Poi capiremo perché non incontriamo pellegrini in questo
tratto.
Ci accompagna il profumo della campagna, il canto degli uccellini, la voce di Flora. Il ritmico battere di VilFred sulla strada vorrebbe andare a tempo col canto di Flora…ma l’orecchio è quel che è!!
E continuiamo a non vedere nessuno, non ci sono agglomerati
urbani, poche e sparute piante, fattorie lontane.
Sorge in noi, naturale, una riflessione.
Tutto questo largo giro è stato fatto per permettere al
pellegrino o al viandante francigeno di camminare in sicurezza lontano dal
traffico. Mi sta bene.
Ma è vero che qua in mezzo, senza riferimenti precisi, senza un’ombra, senza una fontanella, con tanta strada da fare, viaggiamo veramente in sicurezza?
In merito a quest’ argomento ci sarebbe da discutere per ore
e ore senza addivenire ad una soluzione seria e che accontenti tutti.
Il problema c’è ed è veramente serio.
Il pellegrino che viaggia stracarico e che vuole arrivare
alla meta, e vuole solo per arrivare alla meta, mediamente se ne frega di ciò
che lo circonda e della sicurezza e di questo e di quello, cerca solamente di
accorciare la strada a costo di viaggiare lungo le statali. Per questo
personaggio l’ideale sarebbe un bel sentiero in sede propria a fianco delle
statali.
L’altro viaggiatore tipo è il trekker, che, anziché andare
per alte vie dolomitiche decide di percorrere la V.F.
IL trekker, mediamente ha zaino più razionale e tecnico,
mediamente più leggero ed è ben allenato ad escursioni lunghe ed impegnative
Per questo tipo di viaggiatore l’ideale è un percorso
totalmente off road, fra boschi e campagna, 0 metri d’asfalto.
Poi c’è il viaggiatore straniero, mediamente francese o
tedesco (stiamo incontrando parecchi australiani), a cui, in genere, va bene
tutto, è sempre sorridente, perché sta vedendo e vivendo posti meravigliosi.
Spesso mi sento molto tedesco. Spesso mi hanno scambiato per
tedesco o francese….
Ho sempre fatto molto sport, poca confusione, e non mi
lamento quasi mai… (al limite brontolo)
Flo è sempre contenta, ma si sente che è italiana…nel senso
che si fa sentire…e bene!!!
Ormai è ora di pranzo e da un po’ stiamo cercando un posto
adatto dove posare un attimo il sedere per mangiare.
Il tempo terribile dei giorni scorsi ha reso fradicia la terra, un sasso, o un muretto asciutto non lo si trova...un portico, un fienile, dove ripararsi farebbe comodo…andiamo avanti, magari troviamo un bar e poi ci facciamo anche un buon caffè…
Il cielo si apre e si chiude ritmicamente, nuvole e sole si
alternano danzando, l’aria fresca e frizzante non consente abbandoni lascivi.
Affamati troviamo il posto per mangiare il nostro pane e
formaggio sul muretto di un ponte sulla strada provinciale.
Il guardrail ci protegge dalle auto, che passano, rade per la verità, e rapidamente consumiamo il pasto pellegrino.
Il nostro pasto è veramente pellegrino, ma ben congegnato e
adatto alle nostre esigenze.
L’elemento principe è il Formaggio, anzi il re dei formaggi:
il Parmigiano Reggiano (qui dobbiamo fare anche un po’ di pubblicità)
Il consorzio del Parmigiano Reggiano, in qualità di sponsor
della Staffetta Europa Compostela, ci ha fornito 5 kg di formaggio in piccole
confezioni monouso da 25gr (il mitico Mito).
Mai cosa fu più saggia e meglio fatta.
Il parmigiano fornisce in quei 25gr tutto quello di cui un
camminatore ha necessità.
Il formaggio è accompagnato da crackers.
Dopo pane e formaggio un po’ di frutta secca mista, e frutta
fresca…tanta frutta, più che si può.
Flora, che è brava beve acqua naturale…a me l’acqua non
piace tanto (va bene per nuotare, lavarsi ecc…) e mi concedo una lattina di
birra, che, con le arie che tirano non fatica a rimanere decentemente fresca.
Potrebbe sembrare un pasto molto scarso, invece no.
Dopo una buona e abbondante colazione un pasto così è
perfetto…poi a cena si reintegrano abbondantemente le energie disperse.
I giorni passano e, mano a mano che ci avviciniamo a
Fidenza, ci avviciniamo al giorno del nostro matrimonio. Me ne stavo scordando.
Flora non se ne dimentica. E’ preoccupatissima per il
vestito.
“Lo andranno a prendere?” “Mi andrà ancora bene?” “Mangio
molto”, “sto ingrassando?”, “ci sarà bello?” “se c’è freddo cosa mi metto sopra
le spalle?”
Siccome ci dobbiamo sposare, per non commentare in modo poco
urbano accelero e faccio finta di non aver capito bene e tutto.
Poi cerco di tranquillizzarla.
Mi preoccupa un po’ il fatto che, per la preoccupazione di
non entrare nel vestito, sta mangiando poco, non vorrei che si indebolisse e
poi mi si ammalasse…sarebbe un grande disastro.
Preso da questo timore ogni tanto la sgrido, come si fa con
i bambini piccoli…e come si fa con i bambini piccoli le prometto regali di ogni
tipo…
E il tempo va, i chilometri passano rapidi, quasi come
quelle nuvole grasse che ora si ammucchiano ora si diradano nel cielo
primaverile.
A Ponte a Rigo uno sparuto gruppo di case, ma soprattutto
camion e macchine ferme, evidenziano un bar.
La voglia di caffè è alta e ci fermiamo. La simpatia delle
bariste non è paragonabile alla loro avvenenza. Gli avventori del bar ci
squadrano con insistenza.
“ non avete mai visto dei pellegrini?” penso fra me e me (in
verità lo penso in dialetto, in italiano rende poco), e intanto che aspetto
Flora esco dal bar e mi accendo il fedele”toscano”
Radicofani è ancora lontano, sembra che ci sia qualcuno che
lo sposta.
Da lassù, Ghino, sorvegliava la Cassia, che poi diventò Francigena, o Francesca, che era diventata fonte dei suoi guadagni.
Ghino e suoi rapinavano i viandanti, ma senza esagerare, con
garbo e classe, lasciando loro qualcosa per sopravvivere ed offrendo loro un
banchetto come parziale risarcimento.
Noi siamo abituati alla visione dei film e immaginiamo la
storia in un certo modo, molto romanzato…
A volte mi sforzo di pensare realmente alla vita nel
medioevo.
Allora, veramente la vita era appesa ad un filo, bastava un
gesto di questo o quel signorotto, e ti tagliavano la testa. Posso immaginare
quale poteva comunque essere la grazia delle rapine di Ghino, e come potesse
essere strutturato il banchetto riparatore. C’era di che farsela sotto, e
probabilmente il malcapitato aveva anche poca voglia di mangiare...e Ghino
risparmiava anche su quello...o, peggio, costringeva il malcapitato a mangiare
per forza, divertendosi ancor di più.
Non riesco a credere al ladro-gentiluomo. Se sei gentiluomo
lo sei fino in fondo e non fai il ladro ecc…
Sono più frequenti e credibili i “SuperCiuck” (Alan Ford)
che rubano ai poveri per dare ai ricchi!!!
E Flora canta, e cammina svelta….
Mi piace sentirla cantare...sta cantando delle Ave Maria
bellissime…
Sono già molte ore che camminiamo ed abbiamo voglia di arrivare.
Il sole è caldo, ma soffia un venticello gelido che ci
consiglia di rimanere vestiti.
Radicofani è a 800 metri, completamente isolato, e quindi
esposto al vento.
Il verde primaverile fa brillare le colline, aiutato dal
sole che nell’aria tersa, esalta i colori pastello.
Le nuvole che cambiano forma in continuazione danno al cielo
un movimento cui non sono abituato.
Cieli così limpidi e ricchi di nuvole in movimento li ho
trovati solamente in Islanda e in Kenya sulle pendici di zio Kili
(Kilimangiaro).
L’erba alta e il grano non ancora imbiondito ondeggiano con grazia seguendo il soffiare del vento, cambiando continuamente il colore della campagna, giocando uno strano gioco col sole che fa “cucù” tra una nuvola e l’altra…….
Flora sta bene, e tra una canzone e l’altra mi spiega e mi racconta del perché… quella canzone, chi e come l’ha scritta ecc….
Annuisco intanto che contemplo la bellezza del paesaggio, e
scatto foto a ripetizione, sicuro di non riuscire a rendere bene quello che
provo dentro.
Ormai ci siamo il cartello di inizio paese è la….
Chi ci aspetta in piazza non è Ghino…
O quanto meno ci aspettavamo un Ghino in assetto da brigante
E’ F., l’assessore.
SIREVA ci aveva detto che F. era una persona gentile e
disponibile.
Aveva detto poco.
Dopo poche parole di rito entriamo immediatamente in
sintonia con F. e rimaniamo rapiti da questo uomo.
I suoi occhi emanano una vitalità incredibile, comunicano
tutto l’amore per il suo paese, tutta la passione con cui lavora.
Siamo stanchi ma l’ascoltiamo volentieri.
Ci mostra dove è sistemato il Westf e ci porta all’Ostello
dove ci ospiterà per la notte.
Non riusciamo a dire di no a “questo” Ghino di Tacco.
Ci accordiamo per una visita turistica a Radicofani dopo la
doccia.
All’ostello ci sono altri pellegrini, alcuni stranieri e
alcuni italiani.
Uno di questi conosce Flora (questo è veramente un ispettore
AEVF!!)
Ne nasce subito uno scambio di opinioni su questo quel
tratto di via (ci sta interrogando…lo so).
Purtroppo “l’ispettore” non sta bene e soffre di
dissenteria.
Non vogliamo fare aspettare la nostra guida…………………
F. ci illustra, ci racconta, ci mette al corrente dei suoi
”crucci” da amministratore.
La voce pacata e tranquilla ha il dono di mettere
l’ascoltatore a proprio agio, gli occhi vivaci trasmettono tutta la passione
che F. mette nel suo lavoro.
Il paese è piccolo e raccolto sotto il castello, si fa
veramente presto a girarlo, eppure qui c’è un ostello per pellegrini
funzionante, uno in via di inaugurazione, e uno in costruzione.
Fantastico, questa si chiama ospitalità.
L’assessore spiega anche quanto si sta facendo e progettando
in provincia (Siena) per valorizzare e migliorare la Via Francigena…
Noi ascoltiamo rapiti…
Non siamo abituati all’idea di tante energie e finanze spese
a favore della “nostra” tanto criticata Via Francigena.
Per un attimo non sappiamo se credere o meno a tanta
abbondanza.
“Troppa grazia S. Antonio!!!”
Abbiamo attraversato la parte laziale, dove manca quasi
totalmente la cura per il tracciato, e la segnaletica è lasciata esclusivamente
alla buona volontà di volontari di questa o quella associazione, e qualche
volta i segnavia sono fra loro contrastanti, chi passa a destra, chi va a
sinistra…chi lascia il tutto appeso…al tram.
Flora stranamente parla poco, ascolta molto…c’è qualcosa che
non va, non è suo costume star zitta specialmente quando si parla di arte e
storia medievale e rinascimentale…uhm!!
Siamo comunque rapiti da questo novello Ghino, gentile e
cortese, rapiti dal suo modo vecchio, ma allo stesso tempo modernissimo (per
noi molto valido) di fare politica, di essere amministratore.
E’ vero che Radicofani è un piccolo centro...ma l’assessore ascolta,
parla, discute tranquillamente con tutti, ferma la gente per strada e aggiorna
su questa o quella pratica che è in sospeso ……..non è l’assessore, ma
semplicemente F., che conosce tutti e si ferma
a parlare con tutti, dall’anziano 80enne al ragazzino col pallone in
mano.
Il nostro tour per Radicofani finisce necessariamente al
ristorante.
F., come Ghino, ci offre il banchetto prima di
lasciarci andare.
Al ristorante troviamo anche gli altri pellegrini che
avevamo lasciato all’ostello e anche “l’ispettore AEVF” con la dissenteria.
L’uomo è veramente “smorto” e visibilmente stanco, non
riesce a mangiare e ci dice che si fermerà ancora un giorno a Radicofani prima
di riprendere il cammino per vedere se riesce a recuperare energie.
Nello zaino abbiamo la borsa dell’infermeria e anche qualche pastiglia contro la dissenteria.
Ma ancora una volta F. ci sorprende….
Entra nel bel mezzo della cena e porta al malato una scatola
di medicinali.
Che dire?
Flora non sta bene….
Non sta spazzolando il piatto come suo solito, eppure il
cibo è ottimo…deve essere stanchissima .
Facciamo un salto a salutare il Westf e con l’occasione
recuperiamo i sacchi a pelo.
La temperatura è scesa parecchio e fa freddo.
In ostello, mentre Flora sparisce dentro il “sacco peloso”,
do una ultima occhiata al percorso della prossima tappa, scarico e carico i
tracciati dal gps…….
Sulla sedia appoggiato li, come per caso un libro a fumetti
con la storia di Ghino di Tacco.
Il cavaliere in copertina mi guarda serioso……….
Spengo la luce….



