lunedì 19 marzo 2018

Ghino di Tacco


Chi era Ghino di Tacco?
Non ne sapevo assolutamente nulla…se non che era lo pseudonimo con cui  Bettino Craxi firmava i suoi articoli sull’ “Avanti”.
Eppure partendo da Acquapendente , in direzione Radicofani, si percepisce una strana sensazione …
Come se qualcuno ti stesse osservando e aspettando al varco….
Lassù, in lontananza, in quella torre posta su quel cocuzzolo, qualcuno ci sta osservando e controllando.
Un altro ispettore AEVF?
Sono sicuro di no.
Come sono altrettanto sicuro che è lui, Ghino.
E sono convinto che non sia solo….
E’ là col suo “tifoso” Bettino…tutti e due briganti/eroi che osservano e ci aspettano.
..E noi stiamo arrivando.

Ormai siamo abituati.
Non ci stupiamo più di tanto…
Anche se fuori dal “camperone” ci sono solo 8°C, non siamo in Val Badia in campeggio.
Siamo ad Acquapendente (H2Opendente,
come la scrivo normalmente...mi piace).
Il sig P. che deve ritirare il Camper per portarlo a Radicofani è terribilmente puntuale, decisamente in anticipo. Noi siamo ancora tranquillamente assonnati e decisamente in ritardo.
La fredda temperatura concilia il sonno ristoratore, e nella “nostra casa” ormai dormiamo come i ghiri.
Non ce ne vogliano le care e gentili suore, se non abbiamo accettato la loro offerta…ma la casa è la casa…


Il sig. P. è un vero vulcano, una persona indaffaratissima, con la passione per lo sport.
Anch’egli, come noi, ama le corse podistiche, poi allena squadre di calcio giovanili (o ne è il responsabile) e ci troviamo immediatamente in sintonia.
Nei pochi minuti che resta con noi ci scambiamo una enorme quantità di informazioni.
Siamo al confine tra Lazio e Toscana e d’improvviso è sparito l’accento laziale per lasciare posto alla caratteristica inflessione toscana.
Ovviamente non sappiamo distinguere il senese dal fiorentino, dall’aretino
Poi con la stessa rapidità con cui è arrivato il signor P., salutandoci calorosamente…se ne va, sorridente e strapreso dai suoi mille impegni.
Veramente una persona stupenda e attiva…ce ne vorrebbero.
Noi siam rimasti li, nel cortile, con i nostri zaini a vedere il mezzo partire alla volta di Radicofani.
Speriamo che Ghino, da buon Robin Hood senese, riconosca la estrema semplicità del mezzo ed abbia buon cuore.
Salutiamo le suore e la brava gente che abita nella piccola comunità e scendiamo in Paese.
Abbiamo ancora un paio di acquisti da fare prima di partire.

La giornata non è stupenda, ma molto meglio dei giorni scorsi.
Il tempo non è imbronciatissimo e propone ampi squarci di sereno fra le ingombranti nuvole che, candide, movimentano il paesaggio

Dopo gli acquisti di rito (pane, frutta, materiale vario in farmacia…)


accendo Pino e inizio a seguire la traccia, che curiosamente fa un paio di entra-esci in sottobosco…passiamo accanto a pollai ed orti….e al fine siamo in strada….


Bello, caratteristico, un po’ strano se vogliamo, ma tant’è!!


Ieri sera ho dato uno sguardo fugace al percorso odierno….
La traccia fa un largo giro, passando da Proceno prima di “attaccare” la salita di Radicofani (che sia per ingannare Ghino?)

L’aria fresca e il sole che va e viene ci danno la carica e dopo un inizio un pò fiacco prendiamo un bel passo brillante, di quelli alla bersagliera…


Io ho fatto l’alpino…il passo alpino è un’altra cosa…altri panorami, altre pendenze, rocce, nevai, vedrette e ghiacciai…
Qui ci circonda una verdissima collina. La pioggia di questi giorni ha pulito l’aria ed emerge fortissimo il contrasto fra il bianco delle carraie e il verde potente e brillante delle colture.

Proceno è un bel paesino, un po’ fuori mano, ma molto ben tenuto e su di un cocuzzolo estremamente panoramico.





C’è poco movimento, ma la gente, estremamente cordiale ci saluta calorosamente.
Ad una edicola pubblicitaria vediamo esposto il manifesto divulgativo relativo alla staffetta Europa – Compostela …è un po’ buttato li ma c’è, un po’ mogio, in bianco e nero, ma c’è.


E’ decisamente in soggezione nei confronti del cartello a fianco che parla pomposamente di etruscologia, di serate operistiche con degustazione finale di vini….
Il nostro piccolo manifesto b/n parla solo di camminare, di solidarietà fra i popoli…non si mangia, non si beve….si suda e si prende pioggia……….
Ma noi siam felici ugualmente.
E ce la cantiamo, meglio, Flora canta.
Il suo cantare mi da la esatta misura del suo stato di salute.
La strada non è proprio piana, ma lei riesce a camminare veloce e cantare, vuol dire che respira bene e non è in debito di ossigeno.
In parole povere non fatica e ha del margine...Bene!


Il percorso ora gira in mezzo alla collina per grandi strade bianche praticamente deserte.
Non incontriamo nessuno, ne macchine, né tanto meno pellegrini.
Poi capiremo perché non incontriamo pellegrini in questo tratto.
Ma intanto non si sta male….


Ci accompagna il profumo della campagna, il canto degli uccellini, la voce di Flora. Il ritmico battere di VilFred sulla strada vorrebbe andare a tempo col canto di Flora…ma l’orecchio è quel che è!!
E continuiamo a non vedere nessuno, non ci sono agglomerati urbani, poche e sparute piante, fattorie lontane.


Sorge in noi, naturale, una riflessione.
Tutto questo largo giro è stato fatto per permettere al pellegrino o al viandante francigeno di camminare in sicurezza lontano dal traffico. Mi sta bene.


Ma è vero che qua in mezzo, senza riferimenti precisi, senza un’ombra, senza una fontanella, con tanta strada da fare, viaggiamo veramente in sicurezza?

In merito a quest’ argomento ci sarebbe da discutere per ore e ore senza addivenire ad una soluzione seria e che accontenti tutti.
Il problema c’è ed è veramente serio.
Il pellegrino che viaggia stracarico e che vuole arrivare alla meta, e vuole solo per arrivare alla meta, mediamente se ne frega di ciò che lo circonda e della sicurezza e di questo e di quello, cerca solamente di accorciare la strada a costo di viaggiare lungo le statali. Per questo personaggio l’ideale sarebbe un bel sentiero in sede propria a fianco delle statali.
L’altro viaggiatore tipo è il trekker, che, anziché andare per alte vie dolomitiche decide di percorrere la V.F.
IL trekker, mediamente ha zaino più razionale e tecnico, mediamente più leggero ed è ben allenato ad escursioni lunghe ed impegnative
Per questo tipo di viaggiatore l’ideale è un percorso totalmente off road, fra boschi e campagna, 0 metri d’asfalto.
Poi c’è il viaggiatore straniero, mediamente francese o tedesco (stiamo incontrando parecchi australiani), a cui, in genere, va bene tutto, è sempre sorridente, perché sta vedendo e vivendo posti meravigliosi.
Spesso mi sento molto tedesco. Spesso mi hanno scambiato per tedesco o francese….
Ho sempre fatto molto sport, poca confusione, e non mi lamento quasi mai… (al limite brontolo)
Flo è sempre contenta, ma si sente che è italiana…nel senso che si fa sentire…e bene!!!


Ormai è ora di pranzo e da un po’ stiamo cercando un posto adatto dove posare un attimo il sedere per mangiare.


Il tempo terribile dei giorni scorsi ha reso fradicia la terra, un sasso, o un muretto asciutto non lo si trova...un portico, un fienile, dove ripararsi farebbe comodo…andiamo avanti, magari troviamo un bar e poi ci facciamo anche un buon caffè…
Il cielo si apre e si chiude ritmicamente, nuvole e sole si alternano danzando, l’aria fresca e frizzante non consente abbandoni lascivi.


Affamati troviamo il posto per mangiare il nostro pane e formaggio sul muretto di un ponte sulla strada provinciale.


Il guardrail ci protegge dalle auto, che passano, rade per la verità, e rapidamente consumiamo il pasto pellegrino.


Il nostro pasto è veramente pellegrino, ma ben congegnato e adatto alle nostre esigenze.
L’elemento principe è il Formaggio, anzi il re dei formaggi: il Parmigiano Reggiano (qui dobbiamo fare anche un po’ di pubblicità)
Il consorzio del Parmigiano Reggiano, in qualità di sponsor della Staffetta Europa Compostela, ci ha fornito 5 kg di formaggio in piccole confezioni monouso da 25gr (il mitico Mito).
Mai cosa fu più saggia e meglio fatta.
Il parmigiano fornisce in quei 25gr tutto quello di cui un camminatore ha necessità.
Il formaggio è accompagnato da crackers.
Dopo pane e formaggio un po’ di frutta secca mista, e frutta fresca…tanta frutta, più che si può.
Flora, che è brava beve acqua naturale…a me l’acqua non piace tanto (va bene per nuotare, lavarsi ecc…) e mi concedo una lattina di birra, che, con le arie che tirano non fatica a rimanere decentemente fresca.
Potrebbe sembrare un pasto molto scarso, invece no.
Dopo una buona e abbondante colazione un pasto così è perfetto…poi a cena si reintegrano abbondantemente le energie disperse.

I giorni passano e, mano a mano che ci avviciniamo a Fidenza, ci avviciniamo al giorno del nostro matrimonio. Me ne stavo scordando.
Flora non se ne dimentica. E’ preoccupatissima per il vestito.
“Lo andranno a prendere?” “Mi andrà ancora bene?” “Mangio molto”, “sto ingrassando?”, “ci sarà bello?” “se c’è freddo cosa mi metto sopra le spalle?”
Siccome ci dobbiamo sposare, per non commentare in modo poco urbano accelero e faccio finta di non aver capito bene e tutto.
Poi cerco di tranquillizzarla.
Mi preoccupa un po’ il fatto che, per la preoccupazione di non entrare nel vestito, sta mangiando poco, non vorrei che si indebolisse e poi mi si ammalasse…sarebbe un grande disastro.
Preso da questo timore ogni tanto la sgrido, come si fa con i bambini piccoli…e come si fa con i bambini piccoli le prometto regali di ogni tipo…
E il tempo va, i chilometri passano rapidi, quasi come quelle nuvole grasse che ora si ammucchiano ora si diradano nel cielo primaverile.


A Ponte a Rigo uno sparuto gruppo di case, ma soprattutto camion e macchine ferme, evidenziano un bar.
La voglia di caffè è alta e ci fermiamo. La simpatia delle bariste non è paragonabile alla loro avvenenza. Gli avventori del bar ci squadrano con insistenza.
“ non avete mai visto dei pellegrini?” penso fra me e me (in verità lo penso in dialetto, in italiano rende poco), e intanto che aspetto Flora esco dal bar e mi accendo il fedele”toscano”      

Radicofani è ancora lontano, sembra che ci sia qualcuno che lo sposta.
Iniziamo la lunga salita che ci porta nel covo di Ghino


Da lassù, Ghino, sorvegliava la Cassia, che poi diventò Francigena, o Francesca, che era diventata fonte dei suoi guadagni.
Ghino e suoi rapinavano i viandanti, ma senza esagerare, con garbo e classe, lasciando loro qualcosa per sopravvivere ed offrendo loro un banchetto come parziale risarcimento.
Noi siamo abituati alla visione dei film e immaginiamo la storia in un certo modo, molto romanzato…
A volte mi sforzo di pensare realmente alla vita nel medioevo.
Allora, veramente la vita era appesa ad un filo, bastava un gesto di questo o quel signorotto, e ti tagliavano la testa. Posso immaginare quale poteva comunque essere la grazia delle rapine di Ghino, e come potesse essere strutturato il banchetto riparatore. C’era di che farsela sotto, e probabilmente il malcapitato aveva anche poca voglia di mangiare...e Ghino risparmiava anche su quello...o, peggio, costringeva il malcapitato a mangiare per forza, divertendosi ancor di più.
Non riesco a credere al ladro-gentiluomo. Se sei gentiluomo lo sei fino in fondo e non fai il ladro ecc…
Sono più frequenti e credibili i “SuperCiuck” (Alan Ford) che rubano ai poveri per dare ai ricchi!!!

E Flora canta, e cammina svelta….
Mi piace sentirla cantare...sta cantando delle Ave Maria bellissime…

La strada per Radicofani sembra non finire mai….per avvicinarlo dobbiamo usare lo zoom …


Sono già molte ore che camminiamo ed abbiamo voglia di arrivare.
Il sole è caldo, ma soffia un venticello gelido che ci consiglia di rimanere vestiti.
Radicofani è a 800 metri, completamente isolato, e quindi esposto al vento.
Il verde primaverile fa brillare le colline, aiutato dal sole che nell’aria tersa, esalta i colori pastello.
Le nuvole che cambiano forma in continuazione danno al cielo un movimento cui non sono abituato.
Cieli così limpidi e ricchi di nuvole in movimento li ho trovati solamente in Islanda e in Kenya sulle pendici di zio Kili (Kilimangiaro).


L’erba alta e il grano non ancora imbiondito ondeggiano con grazia seguendo il soffiare del vento, cambiando continuamente il colore della campagna, giocando uno strano gioco col sole che fa “cucù” tra una nuvola e l’altra…….


Flora sta bene, e tra una canzone e l’altra mi spiega e mi racconta del perché… quella canzone, chi e come l’ha scritta ecc….
Annuisco intanto che contemplo la bellezza del paesaggio, e scatto foto a ripetizione, sicuro di non riuscire a rendere bene quello che provo dentro.

Ormai ci siamo il cartello di inizio paese è la….
La foto di rito è fatta, possiamo rilassarci.





Chi ci aspetta in piazza non è Ghino…
O quanto meno ci aspettavamo un Ghino in assetto da brigante
E’ F., l’assessore.
SIREVA ci aveva detto che F. era una persona gentile e disponibile.
Aveva detto poco.
Dopo poche parole di rito entriamo immediatamente in sintonia con F. e rimaniamo rapiti da questo uomo.
I suoi occhi emanano una vitalità incredibile, comunicano tutto l’amore per il suo paese, tutta la passione con cui lavora.
Siamo stanchi ma l’ascoltiamo volentieri.
Ci mostra dove è sistemato il Westf e ci porta all’Ostello dove ci ospiterà per la notte.
Non riusciamo a dire di no a “questo” Ghino di Tacco.
Ci accordiamo per una visita turistica a Radicofani dopo la doccia.

All’ostello ci sono altri pellegrini, alcuni stranieri e alcuni italiani.
Uno di questi conosce Flora (questo è veramente un ispettore AEVF!!)
Ne nasce subito uno scambio di opinioni su questo quel tratto di via (ci sta interrogando…lo so).
Purtroppo “l’ispettore” non sta bene e soffre di dissenteria.

In fretta facciamo doccia, timbriamo le credenziali, ci mettiamo in abiti puliti.


Non vogliamo fare aspettare la nostra guida…………………
Radicofani è un gioiellino.

F. ci illustra, ci racconta, ci mette al corrente dei suoi ”crucci” da amministratore.
Ha un modo di raccontare e raccontarsi che affascina.
La voce pacata e tranquilla ha il dono di mettere l’ascoltatore a proprio agio, gli occhi vivaci trasmettono tutta la passione che F. mette nel suo lavoro.
Il paese è piccolo e raccolto sotto il castello, si fa veramente presto a girarlo, eppure qui c’è un ostello per pellegrini funzionante, uno in via di inaugurazione, e uno in costruzione.

Fantastico, questa si chiama ospitalità.
L’assessore spiega anche quanto si sta facendo e progettando in provincia (Siena) per valorizzare e migliorare la Via Francigena…


Noi ascoltiamo rapiti…
Non siamo abituati all’idea di tante energie e finanze spese a favore della “nostra” tanto criticata Via Francigena.
Per un attimo non sappiamo se credere o meno a tanta abbondanza.
“Troppa grazia S. Antonio!!!”
Abbiamo attraversato la parte laziale, dove manca quasi totalmente la cura per il tracciato, e la segnaletica è lasciata esclusivamente alla buona volontà di volontari di questa o quella associazione, e qualche volta i segnavia sono fra loro contrastanti, chi passa a destra, chi va a sinistra…chi lascia il tutto appeso…al tram.

Flora stranamente parla poco, ascolta molto…c’è qualcosa che non va, non è suo costume star zitta specialmente quando si parla di arte e storia medievale e rinascimentale…uhm!!


Siamo comunque rapiti da questo novello Ghino, gentile e cortese, rapiti dal suo modo vecchio, ma allo stesso tempo modernissimo (per noi molto valido) di fare politica, di essere amministratore.
E’ vero che Radicofani è un piccolo centro...ma l’assessore ascolta, parla, discute tranquillamente con tutti, ferma la gente per strada e aggiorna su questa o quella pratica che è in sospeso ……..non è l’assessore, ma semplicemente F., che conosce tutti e si ferma  a parlare con tutti, dall’anziano 80enne al ragazzino col pallone in mano.


Il nostro tour per Radicofani finisce necessariamente al ristorante.
F., come Ghino, ci offre il banchetto prima di lasciarci  andare.
Al ristorante troviamo anche gli altri pellegrini che avevamo lasciato all’ostello e anche “l’ispettore AEVF” con la dissenteria.
L’uomo è veramente “smorto” e visibilmente stanco, non riesce a mangiare e ci dice che si fermerà ancora un giorno a Radicofani prima di riprendere il cammino per vedere se riesce a recuperare energie.

Nello zaino abbiamo la borsa dell’infermeria e anche qualche pastiglia contro la dissenteria.
Ma ancora una volta F. ci sorprende….
Entra nel bel mezzo della cena e porta al malato una scatola di medicinali.
Che dire?

Flora non sta bene….
Non sta spazzolando il piatto come suo solito, eppure il cibo è ottimo…deve essere stanchissima .
Facciamo un salto a salutare il Westf e con l’occasione recuperiamo i sacchi a pelo.
La temperatura è scesa parecchio e fa freddo.
In ostello, mentre Flora sparisce dentro il “sacco peloso”, do una ultima occhiata al percorso della prossima tappa, scarico e carico i tracciati dal gps…….
Sulla sedia appoggiato li, come per caso un libro a fumetti con la storia di Ghino di Tacco.
Il cavaliere in copertina mi guarda serioso……….
Spengo la luce….

lunedì 12 marzo 2018

Nell'occhio del ciclone


Un forte vento ha scosso il camper per tutta la notte.
Ci svegliamo con comodo.
La tappa per arrivare ad Acquapendente non è lunga, quindi la possiamo prendere relativamente comoda e recuperare un po’ le energie spese ieri.
Con gli occhi ancora pieni delle briciole del sonno (cit.) scendo dal letto e butto un occhio al termometro che indica la temperatura esterna.
8°C.
Leggo e rileggo il numero con attenzione.
So di non essere al top della lucidità e dopo aver riletto il numero sul display, mi chiedo dove sono?
Sono sulla VF o sono in Val Badia….
Normalmente queste sono le temperature del mattino al campeggio Sass d'Lacia a Sarè, sotto il P.so Falzarego a quota 1700mt slm.
Ora, in teoria, dovrei essere sulle sponde del Lago di Bolsena….nel Lazio…
Scosto i pannelli alluminati che oscurano e isolano i vetri del “Camperone” e butto un occhio all’esterno.
Quello che ho davanti è uno specchio d’acqua e anche di grandi dimensioni….che ricordi io in Val Badia tanta acqua così tutta insieme…non c’è.
Quindi siamo sulla VF e sul lago di Bolsena, se ieri sera, dalla stanchezza, non ho sbagliato lago ecc..ecc…
Intorpiditi ingolliamo una caffettiera da 6 di nero caffè bollente, per svegliarci….
Colazione tipicamente alpina, e, dopo aver preparato il Westf  alla partenza, lasciamo le chiavi del mezzo alla signora del campeggio.
Oggi, per la prima volta, ci trasportano il camper  fino a destinazione.
Noi col fido VilFred ci avviamo verso il centro di Bolsena.
Dobbiamo ancora mettere il timbro sulle credenziali.
In chiesa troviamo il parroco che, cordialissimo, oltre ad accoglierci con calore ci fa da guida  turistica . Abbiamo tempo e lo ascoltiamo volentieri.


Il meteo, anche oggi, non garantisce una giornata decente, ma noi contiamo sulla benedizione di Don Bruno.
Una corona di basse nuvole grigiastre circonda il lago, più in alto fuggono nubi sottili.
Abbiamo indossato i nostri wind stopper da montagna e non ce ne pentiamo.
Flora ha lasciato l’ombrellino giallo e rotto, in camper….
Una rapida occhiata al cielo ci consiglia vivamente l’acquisto di un nuovo e più robusto ombrello.
La nostra richiesta fa inorridire più di un negoziante.
Una signora con cenno sdegnato ci indica che più in la ….c’è un negozio di roba colorata, dovrebbero averli.
Capiamo tutto poco dopo.
All’uscita del paese c’è un negozio di cinesi che espone merce di ogni tipo, e tutta coloratissima.
Hanno anche gli ombrelli pieghevoli.
Per pochi euro ne acquistiamo uno che ha l’aria di essere robusto. E’ un po’ pesante ma va benone.
Ora siamo completi di tutto: VilFred presente, gli zaini sono a posto, cappello in testa, mantelle ok, ombrello c’è, viveri anche, scarseggia la voglia di camminare.
A questo punto non abbiamo scelta!!
Vengono a prendere il Westf al campeggio, non abbiamo le chiavi, dobbiamo arrivare ad Acquapendente. Coraggio.
Sbuffando e con fatica saliamo la prima rampa





che ci porta fuori paese, ogni scusa è buona per la sosta, una foto, guarda li, guarda il lago, che bello……….
Una volta in quota il cammino diventa più agevole e, le gambe un po’ più sciolte, ci portano ben presto ai nostri ritmi abituali.
Normalmente teniamo una media di viaggio oltre i 4km/h…a volte arriviamo fino ad oltre 5km/h, ma non vogliamo forzare, dobbiamo sempre avere energie di scorta per gli eventuali imprevisti.
Inizialmente Flora aveva un passo decisamente superiore.
Un bel passo rapido come di chi sta andando in stazione a prendere il treno ed è in ritardo, ma è un passo che si può mantenere per poco tempo.
Io, se non corro, ho il classico passo di chi sta andando al bar a prendere il caffè; è un passo che si può tenere per giorni….ma non rende..
Abbiamo trovato un bel compromesso, e un’andatura sui 4,5 km/h ci permette di fare tanta strada senza distruggere le gambe.
In pratica, una volta giunti a fine tappa siamo in grado di andare in giro a fare turismo e a visitare chiese e musei, oppure, se le circostanze lo richiedono, siamo in grado di accelerare tranquillamente per rientrare nei tempi previsti o per andare a trovare riparo in caso di pioggia battente.
In ogni caso abbiamo notato che il passo che abbiamo standardizzato ci consente di essere mediamente in anticipo sui tempi previsti e nello stesso tempo ci consente di chiacchierare e cantare (Flora) tranquillamente.
A volte filosofeggiamo pure (bisogna pur passare il tempo)
Poi il cammino da fare è ancora tanto.

Lungo un bel sentiero, vista lago, aria tersa e fresca con un sole a tratti limpido e a tratti malato, incontriamo un gruppo di anziani pellegrini/escursionisti che sta andando in direzione Roma.
Sono tutti Italiani.

Ce ne accorgiamo subito, oltre che dalla lingua, anche dalla quantità di lamentele che hanno da fare .
Chi si lamenta perché c’è troppo asfalto, chi si lamenta perché le tappe sono lunghe, la segnaletica dovrebbe farla il CAI, la ce n’è, la non ce n’è…chi per questo, chi per quello… In pochi minuti riescono a farmi innervosire….
Flora con un secco calcio negli stinchi mi zittisce.
Amabilmente saluta, e da loro appuntamento all’ufficio turistico di Fidenza, qual’ora dovessero passare di li….
Io mugugno, sbuffo e brontolo….
Non è possibile, incroci pellegrini stranieri, mediamente sono sorridenti, soddisfatti, l’espressione della serenità. Incroci pellegrini italiani….tutto un bofonchiare un lamentarsi….
Ma, pellegrino italiano benedetto…. guardati attorno, non andare via a testa bassa, guarda in che natura stupenda stai camminando, è il paradiso…non farlo diventare per forza un purgatorio.
E’ un pellegrinaggio, non una punizione divina, anzi.
Ci sono bellezze stupende da osservare con calma, attentamente, in ogni particolare, si incontrano persone bellissime con cui fermarsi a fare due parole, perché lamentarsi sempre e comunque….
Avanziamo immersi in una  atmosfera strana, irreale.



Sole limpido, aria fresca, la campagna ci regala colori meravigliosi,
lucidi e sfolgoranti……….ma non c’è un rumore, non c’è uccellino che canti.
Silenzio.
In lontananza il rumore attutito di attività contadine.
S’è fermato anche il vento.
Per un attimo abbiamo anche caldo….
Mi fermo per fare qualche foto…..
Lo spettacolo è incredibile.

Sopra di noi un perfetto cerchio di azzurro limpido ci tiene al sole, tutto intorno nuvoloni plumbei che come onde si riversano verso di noi.
Noi due, statue sulla strada bianca, ad osservare il cielo.
Sotto di noi il lago è ormai grigio fumo di Londra.
Noi qui al sole………
Stranamente pacifico e tranquillo dico alla mia futura moglie:
“siamo nell’occhio del ciclone”
“prepara mantella e ombrella (sempre per la rima)”
“da li a li ne vien giù una gamba”

e lei…bella tranquilla….
“ eh si!!”
e comincia a cantarsela
e fa cantare anche me…”viva l’amor”
Vigliacco se azzecco un attacco, ma tanto fa .

Un paio di goccioloni , scagliati come proiettili dal vento alzatosi d’improvviso, ci fanno tornare all’efficienza e, in un attimo siamo pronti a ricevere le secchiate d’acqua di cui sopra.


Invece no….
Il cielo come si è chiuso si riapre, e ci regala il nostro solito buco d’azzurro.
Ci bagniamo un po’ arrivando in San Lorenzo. Attraversiamo un prato erboso, che, ancora intriso d’acqua, impregna scarpe e pantaloni….
Poco male, il sole che spunta e l’aria secca ci asciugano quasi subito.



Teniamo le mantelle ancora un po’ proprio per farle asciugare bene prima di rimetterle nello zaino.
Arriviamo a San Lorenzo poco dopo mezzogiorno.
Approfittiamo dello sprazzo di sole per fermarci a mangiare.
Il paese è ancora “bagnato”.
Ampie pozzanghere lungo le strade e le panchine della piazza piene d’acqua ci indicano che qui è venuta molta più pioggia di quella che abbiamo preso noi lungo il cammino.
Ci accomodiamo su una panchina al sole, usando le mantelle come cuscino.
Il  camioncino di un ambulante li vicino emana un profumo decisamente invitante.
E’ un venditore di porchetta….
Flo non ha mai mangiato un panino con la porchetta. Ma dai!!!
Rapido consulto familiare e si decide che è ora di provare l’intensa emozione di un buon panino con porchetta.
Flora parte all’assalto, ordina due panini.
“Quant’è?” chiede
“3 €” risponde il porchettaro
e candida come sempre, abituata ai prezzi di casa nostra, Flo mette sul banco una cartamoneta da 5€ e una moneta da 1€.
Il venditore la guarda scandalizzato, e restituisce la moneta da 1€ e il resto di 2 € per arrivare a 5€.
Flo ritorna senza parole ( non è mica facile) .
Oltretutto la porchetta è veramente buona.

Ci vorrebbe anche un bel bicchiere vino (il vino del pellegrino col panino e maialino….che poesia…che rime!!!! Potenza di un buon panino) ma sobriamente mi accontento della birra.
Flo torna dal porchettaro per complimentarsi della bontà del panino e lui pare veramente contento dei complimenti.
Refoli di vento freddo ci consigliano di recuperare velocemente un bar, per un caffè, e partire altrettanto rapidamente alla volta di Acquapendente.
Anche qui….i prezzi…perché a casa un caffè costa 1€ mentre in queste zone non lo paghi più di 0,80€? Ma anche in centro a Roma!!
Così mugugnando ci chiediamo come mai abbiamo pagato così poco n° 2 panini con porchetta.
Tra le altre cose, il pane era fresco e buono, la porchetta era tanta e buona, bella tenera cotta bene, ben condita….va bene che abbiamo fame…
Flo, come sempre, ha la risposta pronta……….
“E’ ovvio, che ci tratti bene!!!”
“quello non è un porchettaro come gli altri!” “ è un altro ispettore AEVF”
“aaaaaaaaaaahhhhhhh” ho capito, non c’ero arrivato subito….è vero…non può che essere così!!”
Se siamo così conciati dopo 5 giorni di cammino….siamo a posto.
Ce la stiamo ridendo di gusto quando all’improvviso passa un furgone che ci suona…..
Ma è il nostro “camperone”….
L’autista si ferma…..noi facciamo una volata a salutare il nostro mezzo….
Ci informiamo dai conduttori se è tutto a posto….
Li salutiamo e li ringraziamo di cuore, e guardando il Westf che sfreccia verso Acquapendente….ci commuoviamo….
Che bei momenti!!
Per arrivare alla meta mancano pochi chilometri, ma stranamente impieghiamo tanto tempo.
Frequenti ed improvvisi, arrivano scrosci di pioggia; brevi ma tali da farci perdere tempo ad indossare la mantella e aprire ombrella (!)….poi finito lo scroscio il sole scalda e bisogna togliere mantella e chiudere ombrella (e dai!!) .

Il tutto condito da: posa VilFred prendi VilFred, tieni Pino, dammi Pino, ti tengo Ugo, prendi Ugo e così via.
Abbiamo un certo traffico.
Però stiamo bene….
Il nostro lavoro è camminare…non dobbiamo fare altro che camminare.
L’uomo è stato costruito per camminare, è una macchina da passi……….
Noi stiamo camminando, per di più camminiamo immersi in paesaggi di grande bellezza, non abbiamo nessuna preoccupazione, cantiamo e chiacchieriamo……….ci teniamo per mano, e più il tempo passa meglio andiamo, siamo veramente 3 corpi un anima (Flora, VilFred ed io…Pino ed Ugo sono un gradino sotto se pur utilissimi).
Questo antico, nuovo modo di vivere ci sta insegnando molto, ci sta donando tanta serenità, tanta pace interiore, respiriamo bene….siamo noi stessi…ci sentiamo “belli”.


Fra qualche giorno ci sposeremo e dovremo camminare insieme una vita…stiamo imparando a camminare
Camminando s’impara a Camminare…..
Bello! Mi piace proprio
Camminando si impara a Camminare
Mi sembra il concetto più bello del pellegrinaggio…
Non mi sembra nemmeno giusto inserire l’idea della meta………
Così impegnati arriviamo ad Acquapendente quasi d’improvviso.
Un pezzo di strada trafficata ci riporta sulla Terra……
Ora dobbiamo trovare l’ostello presso il quale hanno parcheggiato il  Westf e dove probabilmente alloggeremo stanotte.

Chiediamo in giro, ma sembra che la gente che incontriamo non abiti li….
Strano…
Alla fine incontriamo qualcuno con le idee chiare, che ci fa tornare indietro e ci manda su per una via……….
Madonna che salita…ma mi hanno portato il camper su di qui?
Gli hanno tirato il collo!!!
Alla fine della ripida salita si apre uno spiazzo con una chiesina e un gruppo di case.
Una giovane signora sorridente ci accoglie….
Fa piacere venire accolti con sorriso sincero.
Ci spiega della piccola comunità che vive li insieme alle due suore.
Conosciamo suor Cecilia (nome inventato)……………..
E’ una suora stupenda, con grande sorriso e grande cuore.
Questo gruppo mantiene con amore e dedizione questo ostello, molto dignitoso e semplice, ma pulito e accogliente……
Ci si sente a casa qui da loro….
E’ una bella sensazione.
Sono tutti gentilissimi, siamo quasi in difficoltà. Ci forniscono anche una presa di corrente volante per il camper. Stanotte dormiremo nel Westf, ma approfittiamo dell’ostello per la doccia.
Vogliamo fare comunque offerta per il mantenimento dell’ostello e per ringraziare le suore e la comunità per l’accoglienza.
Suor Cecilia ci raccomanda di fare un offerta equa….non troppo…a loro basta poco, pochissimo…anche troppo poco aggiungiamo noi.
Fuori del convento campeggia una bellissima piastrella con i nomi delle due suore e un’altra che dice che il pellegrino è sempre accolto con entusiasmo.
A noi colpisce tantissimo la gioia e la serenità che si respira su questo cocuzzolo fuori paese.
Un piccolo angolo di paradiso. Non hanno niente di speciale qui…..solo tanta gioia……e si sente e si vede.
Flora ha male ai piedi…….
Ma dobbiamo scendere in paese a depositare le chiavi del mezzo al bar di fianco al comune….che domani il sig. P. le passa prendere per portare il Westf a Radicofani. Poi dobbiamo fare qualche acquisto.
Flora scende coi sandali.
Intanto che scendiamo Giove Pluvio apre i rubinetti del cielo.
Ma quant’acqua!!!!
Le vie del paese diventano ruscelli, in breve abbiamo i piedi immersi nell’acqua…
Dapprima ci ripariamo ad un parcheggio coperto, poi saltiamo a destra e sinistra riparandoci sotto portici e grondaie. Dobbiamo consegnare le chiavi del "camperone" in un bar (Natale) che dovrebbe essere vicino al municipio....alla destra del "Televisore" (così ci hanno detto).... Televisore??? mah!!
Facciamo un’altra tappa in un negozio di ferramenta, e poi raggiungiamo il famoso bar alla destra del “televisore” sotto i portici del comune.
A noi la storia del televisore sotto i portici del comune ha sempre fatto un po’ specie e non capivamo………..
Adesso lo vediamo….un bel maxi schermo che trasmette continuamente notizie, le più varie…..
C’è!!!
Entriamo nel bar e lasciamo le chiavi………
Il cielo si oscurato completamente e c’è acqua ovunque.
Flo ha i piedi bagnati e freddi
Ne approfittiamo per una bella cioccolata calda!!!
Ma siamo a maggio…..nel Lazio, ma giuro che ci voleva!!!
Finito il temporale ritorniamo su in fretta………
Dal cocuzzolo dove si trova il convento si ammira un panorama stupendo.
Il temporale ha spazzato via l’umidità e i colori della sera infiorano lo stupendo arcobaleno che segna la fine del temporale.
La, in fondo, ma molto in fondo, si intravede un cocuzzolo.
Flora sentenzia: Radicofani!!
A Flo è passato anche il mal di piedi.
Potenza del pellegrinaggio!!!   (e dell'acqua fredda del temporale....ha fatto un pediluvio di acqua fredda che ha rigenerato le articolazioni offese dagli scarponi....che usati sul terreno non adatto...fanno assai male)