giovedì 31 gennaio 2019

Pe...allegrini


Quando l’attività principale della giornata è “il camminare”, se pur affardellato, se pur col cattivo tempo (sempre nei limiti della sicurezza) non si può che essere felici e contenti tutto il giorno.
Lo star felici e contenti aiuta poi a non ammalarsi, star bene aiuta ad essere felici e contenti…
E’ una ruota positiva che gira dal verso giusto.
Si mangia con appetito, si dorme bene, si fa tanta pupù…….cosa vuoi di più dalla vita? 
Penso alle tante ore passate in fabbrica a tutte le tirate ho fatto, specialmente quando ero più giovane…20 ore, una volta 36…a correre su e giù per le scale dello zuccherificio e poi del Lievitificio…Si perché ero anche un po’ malato nella zucca…e facevo i 72 gradini di corsa invece di prendere l’ascensore…adesso sono più vecchio e adopero l’ascensore o il montacarichi. Ora le 7/8/9 ore di cammino mi sembrano proprio poca cosa. Penso alle mille e una escursione in montagna, con Rodolfo, con il CAI, con l’APEA (questa va spiegata meglio…Associazione Periti Escursionisti e Aggregati), con dei fardelli incredibilmente pesanti: corde, piccozze ramponi, imbrachi, ferraglia varia, il tutto nel minor spazio possibile. Penso alle ore dentro ad un canale innevato con -15°C (e anche meno) ad aspettare il turno di salire con la mia cordata….alle risate con l’amico Efisio, con l’amico Rodolfo…a ridere come i matti con dei freddi ………….
L’avventura in Islanda con Beppe e gli altri ragazzi del Vatnajokull….una settimana a trainar la slitta per attraversare il più grande ghiacciaio europeo….nella tenda quando fuori imperversava la bufera che ci sommergeva di neve….e c’era da andar fuori a fare la cacca….che momenti….

Adesso son qui con la mi moglie che passeggio tranquillamente per sentieri strade e carraie in risalita da Roma ad attraversare mezza Italia.
Potessi avere la possibilità di risalirmela tutta l’Italia!!! L’italia è bellissima……….
Se fossi capace di cantare…canterei……..
Per fortuna ho ritegno e mi limito a seguire mentalmente Flora quando canta…e canta anche bene.
Che bello sentirla cantare…quando sei là in mezzo ad un campo…….quando d’attorno tutto tace per la pioggia, quando anche gli uccellini stanno zitti e si riparano come possono, quando i gatti scappano sotto le macchine ferme, quando i cani stanno ben rintanati nelle cucce, sentire la sua voce allegra che canta “viva l’amor”…come si fa a non essere felici!!!
Mi capita in giornate come oggi di essere preoccupato, non tanto per la difficoltà del percorso, quanto per la quantità d’acqua che il buon Dio sta facendo cadere dal cielo.
Preoccupato non tanto per me, quanto per la salute della mia futura moglie.
Vorrei che arrivasse a sabato prossimo in buona salute……….
Ma è tanto contenta…canta tanto bene…..canta che ti passa.
E siamo qui che osserviamo il sentiero che dobbiamo risalire.
Più che un sentiero è un torrente.
E qui davanti , davanti alla mia preoccupazione, la mia gentile promessa sposa mi dice….:
“vedi, che meraviglia di viaggio di nozze mi fai fare?”
al mio sguardo un po’ così così, ribatte:
“si, mi hai portato a Roma, e mi hai fatto benedire in S.Pietro da tanto di Monsignore, mi hai fatto fare allenamento, mi hai fatto fare mtb, mi hai portato al Lago (Bolsena) mi hai fatto fare arrampicata sportiva (un paio di cancelli e muretti da scavalcare), mi hai portato in Val d’Orcia, a Siena, mi sono abbronzata come mai fino ad ora, ora stiamo per fare Torrentismo (canioning…) fra un paio di giorni siamo al mare, fra una settimana ci sposiamo…poi andiamo in Val d’Aosta….quante spose possono dire d’aver fatto e visto tante belle cose così tutte in unico viaggio?”
VilFred ed io ci capottiamo dal ridere…robe da togliere il fiato
Aggiunge ancora non contenta (la mi vuol far morir….dal ridere)
“noi non siamo pellegrini!”
VilFred ed io la guardiamo con curiosità….dove vuole andare a parare questa qui?
“noi siamo PE ALLEGRINI….        
Siamo sempre a ridere e a cantare…e non ce la prendiamo se piove…….quindi…..
PEALLEGRINI
Bello………….bello davvero.
Le do un bacio e mi incammino su per il sentiero/torrente
Voleva baciarla anche VilFred…ma è un po’ duro…e poi sono geloso…
Ok

Cominciamo dall’inizio e facciamo un passettino indietro.
Siamo rimasti a Lucca. 

Una notte di bombardamento. Non ricordavo tuoni così forti. Saette così secche le avevo sentite solamente in fra le pareti delle Alpi Apuane. Li, il rumore del temporale viene amplificato dalle pareti marmoree spesso ampiamente incise dall’uomo, qui, probabilmente lo schiocco viene risaltato dalle mura dell’ostello di S.Frediano.

Fatto è che mi sembrava ancora di essere a militare….ero in artiglieria da montagna.
Non proprio…ero in un reggimento di artiglieria pesante campale…che noi, aggregati agli alpini, provvedevamo a trasportare il più in alto possibile….
E ci hanno dato anche il cappello con la penna. Grande soddisfazione.
Essere alpini …è essere alpini…non c’è altra formazione militare che possieda uno spirito di corpo come quello degli alpini.
La  montagna unisce e affratella, nelle difficoltà ci si unisce….si passano esperienze indimenticabili…e si resta fratelli per sempre.
Quando in esercitazione si sparava con i cannoni….il fuoco di batteria faceva accapponare la pelle…era l’inferno. Lo spostamento d’aria delle cannonate (alla partenza) faceva sobbalzare il mio piccolo autocarro.
Immagino cosa potesse essere all’arrivo delle bombe………
Proprio per questo odio la guerra e la violenza……….

Così risvegliati ci guardiamo con l’occhio aperto….e ci interroghiamo sul resto della giornata.
E alle 18 dobbiamo essere a Pietrasanta….che ci devono prelevare per partecipare ad un congresso sul “Cammino di Abramo” …che ci devono dare un premio…
Non ho capito bene…ma è già tutto organizzato…quindi…su (meglio, giù) le chiappe dal letto e cominciamo i preparativi.
Mentre il brontolio del temporale si allontana, appare in cielo uno spazzo di azzurro intenso, ma così pulito e profondo che è una bellezza guardarlo.
Approfittiamo di questo intermezzo sereno per avviarci.
Siamo vicini al Duomo….una preghierina al “Volto Santo” ci vuole.
La bellezza e la misticità dell’antico crocefisso ci conquista tutte le volte.
Tutte le volte mi commuove.
Per VilFred è la prima volta, ma si commuove anche lui…che è di animo…duro.
Dal “Camperone”
al duomo ci vogliono 5 minuti…in duomo ci siamo fermati altri 5 minuti,


per uscire da Porta S.Donato….altri 10 minuti al massimo.
Durante questo tempo, il tempo (quello meteorologico) è di nuovo cambiato.
L’azzurro si è dissolto lasciando il posto a cupi ammassi grigio scuro che avanzano quasi rotolando, come onde del mare, e come onde del mare ti sommergono d’acqua.
E facciamo appena in tempo a riparaci sotto il porticato sopra Porta S.Donato….che il brontolio sordo che si era allontanato prima, ritorna prepotente con secchi scoppi uno più forte dell’altro.
E giù acqua.
Decidiamo di aspettare un attimo che si sfoghi il temporale.
Riparati dal porticato abbiamo il tempo di vestire la mantella e riprogrammare lo zaino.
Aspetta… aspetta…ma il temporale non accenna a diminuire di intensità.
Cosa facciamo?
Ci guardiamo in faccia e all’unisono decidiamo di andare….
Se proprio proprio diventa impossibile…esistono autobus, treni, autostop…e via….
Ma noi siamo pellegrini seri….andremo fino in fondo a piedi (“pù che seri…sensa cugnision” direbbe mio babbo scuotendo significativamente la testa)
L’uscita da Lucca è un disastro. Oltre all’acqua che ci manda Giove Pluvio, dobbiamo guardarci dagli automobilisti, che, senza pietà, ci annaffiano entrando velocemente dentro le pozzanghere lungo la strada.
Arriviamo sul lungo Serchio che siamo messi ben male…bagnati come i pulcini…….
Ma almeno la pioggia ci da un attimo di tregua.
Con fare disinvolto chiudiamo l’ombrellino del pellegrino…così senza darlo a vedere…
Non c’è nessuno….non si sente niente tranne il rumore dell’acqua che scorre impetuosa verso mare.
Il Serchio, gonfio di pioggia porta a valle tronchi, rami, fango.

E penso ai paesini sotto le Apuane…che nel ‘96 hanno visto sparire tanta gente sotto la forza di valanghe d’acqua e fango e ghiaia.
A Cardoso sono spariti interi quartieri, la Centrale idroelettrica….sono andato qualche tempo dopo e ho visto un albero enorme dentro una cantina….ancora piena di ghiaia.
Ora è tutto ricostruito…ma penso che a quella gente, quando vede tant’acqua e tanto temporale, venga ancora un po’ di paura.
Poco tempo fa, tornando da una arrampicata al Piccolo Procinto, sulla porta di una casa di Cardoso trovammo affisso un foglio di quaderno. C’era una poesia che diceva così:

Di già otto anni sono volati
e gli anta avanzano indisturbati
non c’è un freno per l’età
peccato che anche per questa non si può rimediar

                                    tutto il resto conta e come!!!
                                   Affrontare il destino ci conviene
                                   Questa sarebbe la meglio cosa
                                   Sorridere alla vita che è meravigliosa

Purtroppo una macchia si è aggiudicata
Il nostro paese e la vallata
Si tramanderà ai posteri questa avventura
Ed un perché si è ribellata così, la natura

                                   Un ricordo affettuoso per chi ci ha lasciati
                                   Da un destino crudele attanagliati
                                   Una preghiera per loro fare
                                   E con umiltà tutti insieme poterci aiutare

Maria….

           

Chiacchierando di questo andiamo svelti lungo il fiume.
Abbiamo un passo superiore ai 5 km/ora…se continuiamo così, a Pietrasanta arriveremo sicuramente presto.
Scorgiamo un individuo che cammina svelto, e ci viene incontro.
Non ha zaino, non è un pellegrino.
Non ha ombrello…è un pazzo!
Ci incrocia, ci sorride con gentilezza, saluta educato…e svelto, se ne va.
Un altro ispettore AEVF.
Ne siamo sicuri!
SIREVA, vuole assicurarsi che siamo realmente partiti a piedi….ed ha mandato uno dei suoi uomini migliori e fidati a controllare (cosa ci poteva fare lungo il Serchio a quell’ora senza ombrello?)
VilFred annuisce, mentre noi ce la ridiamo.
Flora canta una canzone di montagna, che parla di acqua sopra i coppi e di scarpe rotte, e occhi belli…
Mi è sempre piaciuta molto quella canzone…l’ascolto commosso mentre marciamo spediti con VilFred che, preciso, detta il passo.
L’ombrello resta chiuso per poco tempo.
Appena dopo il ponte sul Serchio,


molto prima di S. Macario, la pioggia riprende il suo cadere pesante.
In fila indiana senza parlare molto percorriamo la stretta strada, che è poco trafficata, ma quelle poche macchine passano ad alta velocità.
Siamo sempre tranquillamente sopra i 5km/h….non caliamo di un decimo……
Se continuiamo così siamo forti.
La tappa di oggi è lunga, oltre 32 km, con la salita a Montemagno, sopra Camaiore.
Ed eccoci qui…a riguardare l’acqua che scende dal sentiero.

Pe allegrini…avanti…
Risaliamo decisi.
Con ombrello  e navigatore e VilFred nelle mani è un bel casino mantenere l’equilibrio mentre l’acqua scende copiosa lungo il sentiero…o meglio il torrente.
L’ombrello si impiglia nei rovi che è un piacere.
La pioggia accenna ad una timida diminuzione.
Con l’ombrello chiuso si procede un po’ meglio.
Oggi, con questa situazione, dovessi scendere da questo sentiero…avrei un po’ di timore.
La culata sarebbe assicurata!! (quante rime mi vengono oggi…e poi di alta classe!!)
Almeno ho VilFred che mi sostiene…ma sono il più vecchio...ho bisogno di un appoggio…poi  Flo lo porta a spasso  e non lo utilizza…quindi…tanto vale e lo adoperi io.
Appena prima di Piazzano cessa di piovere. Bene.
In lontananza, verso il mare mi sembra di scorgere una lieve schiarita…così proprio un chiarore tenue…ma chiarore.
Ma è da la che arrivano le perturbazioni….chiedo conferma al mio tecnologico orologio che ha anche la bussola.
E’ proprio sud-sud ovest. Perfetto.
Annuncio a Flora che presto cammineremo in canottiera, e prima di Pietrasanta si dovrà mettere la crema protezione 50.
Un sonoro vaffa…non me lo leva nessuno…
Scommettiamo?
Un contadino che passa lento per la strada ci guarda convinto che siamo due folli scappati dal manicomio, o quantomeno è li li per chiamare la neuro.
Non abbiamo l’aria di persone sane di mente.
Siamo bagnati come pulcini, sporchi come maialini, trasandati e con mille aggeggi appesi dappertutto…in più gobbi.
Nonostante la situazione così sistemata, ce la ridiamo pure e parliamo di creme solari.
Dopo la scivolosa  discesa che porta a Valpromaro ci incamminiamo verso Montemagno.
L’azzurro che era così lontano un’ora fa , adesso è sopra di noi e il sole inizia a scaldarci.
I raggi del sole oltre a noi scaldano anche l’asfalto che gradatamente si asciuga generando quella sottile nebbiolina che indugia incerta qualche tempo a mezzo metro di altezza prima di involarsi rapida verso il cielo.
Stiamo andando come le frecce.
Flo ha messo su un ritmo infernale…se regge…è veramente forte.
Anche in salita siamo sempre ben oltre i 5 km all’ora.
"Ma cosa hai messo nel caffè?" chiedo, parafrasando una vecchia canzone (la cantava  Antoine).
A Montemagno
ci fermiamo su una panchina al sole e ci concediamo la meritata pausa pranzo.
Incastro VilFred fra le doghe della panchina e stendo la roba bagnata al sole.
Non farà molto, ma, putost che gnent, lè ‘mmei du toast (dice mio fratello….).
Flora ha tutto un giro curioso di telefonate, qualche cosa è seria, qualcos’altro un po’ meno….
Tutto oggi viaggia di corsa. E di corsa raccattiamo la nostra roba e ci avviamo a prendere il caffè.
Una voce lontana ci chiama rabbiosa.
Oddio VilFred, lo abbiamo lasciato sulla panchina incastrato….
Fiuuu……..meno male.
Con la barista chiacchieriamo del tempo…
Il buon caffè entra immediatamente in vena… e ripartiamo con il nostro ritmo forsennato.
Poco sotto Montemagno, scendendo verso Camaiore il percorso ufficiale si addentra per stradine e sentieri secondari che non conosciamo.
Abbiamo i minuti contati e tanta strada da fare. Seguiamo il percorso che conosciamo.
Ad una prossima volta il collaudo del percorso ministeriale. Notiamo con disappunto che, tra l’altro non c’è segnaletica di sorta. Un peccato.
Su asfalto la discesa a Camaiore è molto veloce….ma io me la ricordavo più corta.
Durante la discesa Flora si attarda al telefono. Siamo in fila indiana a causa del traffico e non capisco di cosa e con chi stia parlando. Ogni tanto dall’ufficio la chiamano per chiarimenti di questo o di quel problema, ma non mi sembra che la discussione e l’interlocutore dall’altra parte riguardino lavoro di ufficio.
Rallento, l’aspetto e origlio in silenzio.
Lì per lì non capisco, poi la cosa si fa più chiara mano a mano che seguo la discussione.
Non è possibile…..
Una giornalista, chiedeva informazioni per redigere un articolo sul nostro matrimonio …in itinere.
Fin qui tutto bene…ma l’assurdo è che ne chiede l’esclusiva….
Ma per favore!!!
Siamo gente di campagna…..percorriamo la VF per piacere, sicuramente non per soldi né per notorietà……..
Licenziata con cordiale fermezza la giornalista, Flo comincia una tremenda serie di borbottii.
Fin dopo Camaiore brontola come una pentola di fagioli in ebollizione…..
Anche VilFred si dice scandalizzato (è un bordone educato e non dice parolacce)
Pietrasanta non è lontana.
Ora il sole splende sicuro nel cielo che si è progressivamente pulito. Fa caldo
Facciamo un paio di soste per svestirci un po’….altrimenti arriviamo bagnati…ma di sudore.
Anche qui il tracciato ministeriale prende una via strana. Molti pellegrini hanno lamentato la impercorribilità del tratto. Non abbiamo né tempo né voglia di verificare. Dobbiamo essere presto a Pietrasanta. Poi ci aspetta una serata di appuntamenti mondani che sicuramente ci stancherà  più della lunga tappa.
Quindi, testa bassa e via veloci.
Conosciamo bene il tratto che ci separa da Pietrasanta, lo abbiamo percorso più volte accompagnando i pellegrini di Cammina Cammina da Fidenza al Volto Santo.
Andiamo sicuri senza problema.
All’altezza dell’Istituto Cavanis
ci sorpassa una ragazza che corre, fa allenamento.
Guardandola bene si vede che è una atleta forte.
A guardarla bene mi sembra di conoscerla, quanto meno…l’ho già vista da qualche parte.
Siamo curiosi e, quando la vediamo girare indietro la fermiamo un attimo.
Cortese (la cosa è sospetta….) si ferma qualche minuto a parlare con noi (una che fa le ripetute che si ferma e interrompe l’allenamento….sempre più sospetta) . Le chiediamo cosa stesse facendo, che tipo di allenamento e via. Sta facendo delle ripetute in salita.
Le chiedo se ci conosciamo, e se ha partecipato agli italiani di mezza maratona di Riva del Garda….mi sembra una faccia nota…e a Riva io sono arrivato insieme ad una delle prime donne…e abbiamo fatto la volata….Ci conferma di essere fra le migliori in Italia…ma a Riva non c’era, era infortunata. Mah! Eppure quel viso e quelle gambe non mi sono nuove. Non me la conta giusta.
Sto invecchiando, ma la memoria visiva è ancora buona.
Non ce l’ha raccontata tutta…per bene.
Ci diamo appuntamento a non so quale gara, ma ci diamo appuntamento (agonisticamente parlando).
Flora la guarda ripartire, invidiandola non poco.
Scompare dietro la curva. Ci fermiamo un po’ per vedere se torna……niente da fare.
Gentile, apparsa all’improvviso, scomparsa e non più tornata………
Noooooooo, anche lei!
SIREVA!!!! Assoldi anche gli atleti per controllarci meglio? Ma dai!!!
Parlando di corse, gare e quant’altro arriviamo alle porte di Pietrasanta, con quasi un’ora di anticipo.
Telefoniamo all’ufficio Turistico di Lucca per dire che siamo quasi a destinazione, e se l’incaricato del recupero pellegrini (noi) vuol partire…
La voce con cui parlo è quella del recuperatore.
Ci accordiamo velocemente.
Dovremo aspettare qualche minuto.
Ne approfitteremo per fare il timbro sulla credenziale e per mangiare un meritato gelato.
Si…il timbro, non se ne parla nemmeno.
In chiesa c’è un matrimonio e onestamente non me la sento di entrare così conciato.
Vorremmo mandare VilFred, sempre così elegante, impettito, anche se un po’ rigido….ma si rifiuta categoricamente.
Aspettiamo un po’ intanto che mangiamo il gelato….
Il matrimonio non si schioda dalla chiesa.
Chiediamo notizie ai curiosi che sostano davanti alla chiesa.
Dovrebbero aver già finito…ma nessuno accenna ad uscire.
Beh…va beh…faremo il timbro domani mattina…la tappa verso Avenza non è lunga…
Ci dirigiamo verso il luogo dell’appuntamento con Lorenzo (il nostro recuperatore di pellegrini…anzi Peallegrini ) Flo si accorge che stanno uscendo dalla chiesa, e, come se non avesse fatto niente tutto il giorno scatta, credenzial munita, alla volta del duomo e scompare fra gli invitati al matrimonio.
E rimaniamo VilFred ed io, li, come due baccalà a far il palo. Uno, VilFred, è già palo di suo, l’altro, io, riesce ad imitarlo benissimo.
Qui arriva Lorenzo a bordo di una stupenda auto…di Flora nemmeno l’ombra..
Me la immagino in mezzo all’orda di invitati, additata come profanatrice di matrimoni, scacciata come zingara maleodorante.
Invece no.
Dopo pochi minuti arriva vittoriosa agitando le credenziali.
Le credenziali appena timbrate vanno agitate all’aria perché asciughino bene…mica per altro.
Altro che zingara scacciata, Flo si era fermata a guardare la sposa …eheheeh fra una settimana tocca a lei!!!
A te no? Mormora VilFred…..
Già…ma io sono vecchio …sono esperto…per una donna è un’altra cosa…cosa vuoi sapere te….?
Puzzolenti, ma regalmente sistemati sulla macchinona condotta dal buon Lorenzo, rientriamo verso Lucca.
Lorenzo è un ragazzo simpaticissimo, molto elegante, molto “a posto” ma anche molto alla mano.
Chiacchieriamo con la massima naturalezza, e non si schifa del nostro odore di selvatico ( a spusum ad cagnuss). Ad arrivare a Lucca col macchinone impieghiamo un bel 40 minuti….via autostrada che si allunga anche.
Gentilmente Lorenzo ci sbarca proprio accanto al Westf che ci accoglie con soddisfazione.
Fra poco dovrebbe arrivare l’autista del nostro sindaco (quello di Salsomaggiore che è anche presidente dell’AEVF) che ci preleverà  e ci porterà al centro universitario dove c’è il famoso convegno per il premio eccc……..
Non ci laviamo!
Ci cambiamo e basta….ci prenderanno così come siamo al dolce profumo di pellegrino non lavato (eau de cagnuss..la nostra colonia).
Abbiamo ancora qualche minuto e Flo ne approfitta per fare una scappata nel negozietto di ieri per comprare altra frutta e molta altra panzanella. Ci dovrebbero/potrebbero invitare a cena…ma …non si sa mai.
L’impeccabile autista arriva puntuale e noi saliamo sulla macchina straordinariamente pulita e profumata.
VilFred lo abbiamo lasciato a far compagnia al Westf… non si sa mai!!!
Arriviamo, le gentili hostess ci accompagnano al convegno…
Sorpresa!!!!!
C’è la Valentina!!!
Ma che bello….baci e abbracci, e qualche lacrimuccia….
Ci scusiamo per il nostro stato…………
Intanto nel corridoio c’è via vai di personaggi curiosi molto ben vestiti…..qualcuno lo conosciamo…altri no…
Ci presentiamo e si fa qualche chiacchiera.
Ma noi cosa c’entriamo? Cosa dobbiamo fare?
Boh!
C’è una stupenda tavola apparecchiata con qualche stuzzichino assai invitante, anzi stuzzicante.
Cominciamo con il reintegrare un po’ di energie disperse e sali minerali sudati.
Dopo un po’ qualcuno ci invita ad entrare in aula.
Una serissima signora termina il suo intervento….un lungo e sentito applauso a cui ci uniamo(anche se non sappiamo nulla di quello che ha trattato) .
Il moderatore di turno ci presenta e ci fa accomodare al tavolo dei relatori. Oddio. Cosa dobbiamo fare o dire  ?
Flo ed io ci guardiamo negli occhi e, volentieri le cedo l’onere e l’onore di parlare.
Fra gli applausi ci consegnano un bel premio, un trofeo in vetro a ricordo del nostro cammino e soprattutto del nostro matrimonio (che non c’è ancora stato…ma arriveremo a sposarci?)
Poi  Flo comincia a parlare e a spiegare un po’ cosa stiamo facendo e perché……
Ci interrompono subito.
E’ arrivata l’onorevole.
Proviamo a squagliarcela…ma ci trattengono al tavolo.
Azz…al tavolo con l’onorevole.
A dire il vero la signora onorevole ci sembra un po’ stranita, ma snocciola il suo discorso in modo molto scolastico, quasi scontato.
Poi le spiegano chi siamo….e lei, sinceramente incuriosita si interessa al nostro viaggio e pare entusiasta del nostro sposarci in cammino….
Ora ci sembra più sciolta e a suo agio…ma un non so chi, forse un portaborse, o comunque un politicante, molto maleducatamente richiama l’onorevole all’ordine e la porta via lasciando Flo con le parole fra i denti.
Vedo che a Flora si accendono le orecchie….
Fa niente dai…..la Valentina la riporta alla serenità e insieme si dedicano al pettegolezzo.
Ora la comitiva, di cui sembra dobbiamo far parte anche noi, parte alla volta di una mostra di pittura della presentatrice TV  Fiorella Pierobon .
Andiamo con Luca che è rimasto a rappresentare il sindaco che si è dileguato con autista e macchinone. Ora siamo con macchinetta e amici. Meglio.
Fiorella Pierobon è ancora una bella signora, molto distinta, molto elegante. Ha sempre occhi bellissimi e molto vivi. Mi fa un’ottima impressione.
I suoi quadri parlano di Cammino. Ecco cosa c’entriamo noi!!
Noi camminiamo.
Tutti ammassati nei piccoli spazi, ci muoviamo a fatica.
Facciamo parecchie conoscenze e qualche persona si ferma a parlare con noi di VF.
Alcuni sono veramente interessati. Comunque c’è qualche altra cosa da mettere sotto i denti e qualche bicchiere di buon vino.
Maleducatamente assaggio e bevo.
Qui si fa tardi e nessuno parla di andare a cena.
Meglio prevenire….che patire la fame….noi domattina dobbiamo ripartire….
Fiorella fa la sua presentazione, l’onorevole ripete diligentemente il discorso di prima…
Qualcuno ci presenta alla Pierobon, la quale si dimostra sinceramente interessata ed incuriosita…il  maleducato di turno, con un urlo, richiama all’ordine la bionda signora e ancora una volta le parole restano fra i denti Flora.
Non si arrabbia più, ma, come il mio babbo, si limita a scuotere la testa.
Il gruppone si infila su per le scale per vedere la seconda parte dei lavori di Fiorella.
Noi prendiamo Luca da una parte e gli chiediamo di portarci al Westf….dobbiamo mangiare, e poi spostarci a Pietrasanta…ed è violentemente tardi.
Luca che ha anche mal di testa, acconsente…e anche Valentina si accoda….
Sul Westf si respira un’aria a noi più consona.
Allestiamo una cenetta veloce (viva la panzanella) e poi facciamo rotta verso Pietrasanta…..
Sono talmente suonato che non so nemmeno che strada sto facendo.
Meno male che il mio personalissimo navigatore ha le idee chiare….e dopo quasi un’ora siamo a Pietrasanta.
Parcheggiamo nei pressi della stazione ferroviaria.
Approntiamo la nostra mansarda .
E’ tardissimo………anzi di più…
Anche se la panzanella viaggia un po’, fa niente….

 
 

giovedì 17 gennaio 2019

Non ce la faremo mai!!!


E’ con questo pensiero poco edificante che mi sveglio molto presto...troppo presto!
Il ticchettio che sento sopra di me è il rumore della pioggia che batte sopra il tetto in plastica del Westf.
Cominciamo bene.
E’ ancora l’alba, sollevo appena la tendina di fianco al mio posto letto e sbircio fuori.
Il sole non è ancora sorto, cioè, non si vede, le nuvole grigie e gonfie d’acqua la fanno da padrone.
Deve essere piovuto tutta notte.
Ieri sera quando ci siamo infilati nel sacco a pelo abbiamo sentito parecchie macchine e macchinoni, (SUV e biolche cubiche in genere) che scaricavano gente che andava al night, ma poi non le abbiamo sentite ripartire, ma soprattutto non abbiamo sentito il cicaleccio che fa la gente prima di salutarsi e andare a dormire….sarà che oggi è un giorno lavorativo?
Le pozzanghere nel piazzale dove abbiamo parcheggiato sono ampie….
Le previsioni per stamattina erano confortanti, segnalavano una breve tregua,  del maltempo.
Ma qui di tregua non se ne vede…
Anzi.
Le nuvole si sono ben posizionate e non accennano a mollare la presa…
Aspetto con pazienza che suoni la sveglia, nel frattempo, dal caldo del saccopeloso, ascolto il picchiettio della pioggia sul tettuccio del Westf….
Se non dovessi partire in bici, potrei dire che non è un rumore ma un romantico suono che concilia il riposo lo stare abbracciati a lungo sotto le coperte….
Siamo o non siamo in viaggio di nozze…anche se le nozze devono ancora essere celebrate…
Questo è solo un aperitivo…
Il pranzo sarà poi…
Bici o non bici mi godo il calduccio e ascolto l’acqua che cade e il muoversi di Flora qui accanto…
Quando dico qui accanto…è proprio accanto…
Qui in alto nella mansarda del camperone riusciamo a dormirci giusto noi che siamo piccolini.
Oltretutto per andare a letto abbiamo la necessità di compiere un paio di passi di arrampicata.
Il pericoloso è scendere per andare in bagno quando si è mezzo addormentati.
Già, perché siamo dei signori, e nel Westf abbiamo anche un piccolo bagno che ci consente di non fare i selvaggi e andare in giro di qua e di la per i bisogni.
Così avvolto dal tepore cerco di mettere in moto il cervello e di  fare i conti delle tempistiche della giornata…
Ancor più convinto di ieri sera mi dico….non ce la faremo mai!!!
Poi questa acqua proprio non ci voleva…
Probabilmente la traccia del percorso ci porta fuori strada, su sentieri e per campi, che saranno sicuramente fradici, e la terra pesante e appiccicosa……..
Staremo a vedere…
Non abbiamo ucciso nessuno e nessuno ci ucciderà se modificheremo un po’ il piano di battaglia e il percorso.
Speriamo solo che SIREVA, la diabolica, non abbia tempestato il percorso di ispettori!!!
E così me la ridacchio mentre la sveglia (questa si che è diabolica) trilla e sveglia Flo.
Faccio finta di dormire cosicché lei è costretta ad uscire dal saccopeloso per spegnerla.
Con l’occhio aperto ancor pieno di sonno, e l’altro nel sonno pieno, mi chiede come è il tempo.
Faccio finta di cadere dalle nuvole (tanto sono basse basse) apro la tendina e mostro il cielo grigissimo.
Flo non si scompone.
Propone innanzitutto un ricchissimo caffè e una buona colazione…poi ci penseremo!!
Ottima filosofia!
Intanto che consumiamo il nostro ricco pasto mattutino, un timido lembo d’azzurro compare all’orizzonte.
Lo osservo speranzoso, sperando che esso si allarghi e avanzi verso di noi…
Speranza vana…scompare subito, inghiottito dal grasso grigiore che lo circonda.
Decidiamo di chiamare Flavio a casa….perché ci dia in tempo reale le previsioni.
Come nella popolare trasmissione di Jerry Scotti, anche noi abbiamo l’aiutino, della telefonata a casa (oggi penso che ce li dobbiamo giocare tutti…sia il 50 e 50, che l’aiuto … pubblico).
Flavio ci conferma il temporaneo miglioramento, anzi, aggiunge che guardando le immagini del satellite in tempo reale, dovremmo essere al sole….
Oddio…che il sole ci sia da qualche parte , non lo mettiamo in dubbio…qua no, per il momento.
Intanto che Flo discute e chiacchiera con il babbo vedo apparire all’ orizzonte un’altra pezzuola d’azzurro che brilla nel color piombo circostante.
Che sia la volta buona?
Frattanto con Flo abbiamo messo a punto il piano “B”.
Dovrei dire “C” che sarebbe reale…ma fa poco telefilm….e allora vada per il B
Qual’ora dovesse essere brutto davvero, ce ne andremo a piedi fin su a S.Miniato alto a visitare il borgo…che merita….
Poi di qui sempre a piedi verso Altopascio, dove ci aspettano e abbiamo qualcuno che ci riporta al camperone.
Poi in camper fino a Lucca.
Il tratto da Altopascio a Lucca è veramente brutto e attraversa zone industriali poco pulite ecc…
Ci spiace non fare il tratto da Gambassi a S.Miniato….ma non possiamo perdere tempo, abbiamo i giorni contati…anzi…i minuti contati.
Però l’azzurro avanza deciso e le grigie nubi sono costrette a battere in ritirata.
Un bel sole riscalda il Westf e anche i nostri animi.
Decidiamo di rischiare le bici. Il più velocemente possibile scarico i mezzi e li appronto alla partenza.
Un controllo generale a freni e sospensioni, una lubrificata alla catena e sono pronte.
Ci vestiamo e partiamo alla volta Di S.Miniato alto.
Siamo fortunati, la traccia del percorso ufficiale passa poco lontano di qui, e siamo rapidi a raggiungerla.
Una salita tosta ci porta al borgo alto senza però attraversarlo. Un vero peccato.
Non abbiamo tempo.
Proseguiamo.
Le dolci colline toscane.
Dolci una forca!!!
Dopo una discesina lieve lieve il percorso si inerpica decisamente.

Avevo calcolato bene quando avevo previsto questa tappa così lunga, perché l’altimetria per una volta era favorevole, disegnando un profilo decisamente in discesa. Purtroppo gli eventi e i mancati aiuti per il trasporto Westf ci hanno fatto modificare il planning iniziale.
E allora siamo qui a spingere in salita.

Decisamente non si rende….
Spargiamo sudore per pochi metri….
Faremo quel che potremo, rincuoro Flo.
Ci diamo un tempo max di andata verso Gambassi e poi rientriamo per partire verso Altopascio.
Nel frattempo suona insistentemente il cell di Flo.
Il mio è impossibile che suoni…è spento.
Adoperiamo un cellulare per volta, per averne sempre uno carico….non si sa mai.
Al telefono c’è Giovanni, dell’ AVFT .
Avrebbe piacere incontrarci e ci chiede dove ci fa comodo.
Gli spieghiamo dove siamo e cosa stiamo facendo…….
Ci accordiamo per trovarci su al castello  di S.Miniato Alto davanti al Duomo.
Noi siamo già saliti per una buona ora e forse più….
Il primo che arriva aspetta….
In discesa si va veramente meglio….e facciamo relativamente presto ad arrivare a S.Miniato.
Poi andiamo a cercare il duomo….facile.
Flo con il suo proverbiale fiuto ma soprattutto conoscenza dell’arte medievale, trova immediatamente il posto.
Giovanni non è ancora arrivato.
Facciamo i turisti.

Il sole comincia a scaldare….e ci scaldiamo.

Intanto che Flo visita il duomo…sto fuori per veder se arriva Giovanni.
A dire il vero sono un po’ scocciato…stiamo perdendo tempo prezioso…..
Mentre saliamo alla torre per osservare il panorama arriva Giovanni.
Inizialmente non capiamo chi abbiamo davanti né cosa voglia da noi, né perché ci ha contattato.
Siamo un po’ sulle nostre…quasi risentiti.
Per la riuscita del nostro cammino, dell’evento, abbiamo la necessità della collaborazione di comuni, enti, associazione e quanti altri abbiano voglia di collaborare.
Noi, in cambio possiamo offrire solo un sorriso, possiamo fare le nostre osservazioni sulla VF, e portare tanta gratitudine a chi ci onora della sua amicizia.
Tutto qui…
Quando non abbiamo collaborazioni o quasi, come oggi, cerchiamo di arrangiarci come possiamo.
Sfortunatamente non possiamo permetterci soste supplementari o ritardi di alcun genere.
Abbiamo tanti appuntamenti già presi...
Il 21 sera dobbiamo essere a Fidenza…
Il 22 ci sposiamo
E il 2 giugno dobbiamo essere su….al Gran San Bernardo….
Il 3 si torna a lavorare.
Quindi, inizialmente non riusciamo a capire il gran scusarsi di Giovanni per non aver saputo in tempo per non averci dato aiuto ecc…

Il tempo passa….e la processione….non pedala!!
Soprattutto sappiamo che nel pomeriggio il tempo dovrebbe iniziare a peggiorare decisamente.
In qualche modo faremo.

Pian piano il clima della conversazione con Giovanni diventa più amichevole. Si entra in reciproca sintonia.
Alla fine sembriamo amici di vecchia data.

Seduti su quella panchina, al sole, con la Toscana ai piedi…non si sta neanche malaccio…

La campana del mezzogiorno ci richiama all’ordine.
Il nostro amico deve andare….noi a maggior ragione dobbiamo pedalare alla volta di Fucecchio..e poi Altopascio…e poi Lucca.
Da Lucca fino a Piacenza poi….beh potremmo fare tranquillamente senza Pino (il gps), abbiamo già percorso questo tratto parecchie volte, non siamo preoccupati, sappiamo già con chi  e con cosa avremo a che fare, e siamo tranquilli.
Però dobbiamo arrivare a Lucca, questa sera, ad ogni costo…senza morirci dentro…
Salutiamo l’amico Giovanni e, in sella alle nostre fide mtb scendiamo a S.Miniato basso.
In realtà non seguiamo al metro il percorso ufficiale.
Abbiamo fretta…siamo in bici…seguiamo l’asfalto che ci consente maggiore velocità, quindi recupero di tempo.
Oggi abbiamo diversi nemici: il tempo(l’orologio, le ore che passano inesorabili), il tempo (inteso come meteo)  e il terreno. Temo di trovare lungo il percorso dei tratti in cui sia veramente difficile procedere speditamente.

Purtroppo i miei timori non sono infondati.
Tra S. Miniato basso e Fucecchio saliamo su un argine (l’Arno?) che si rivela abbastanza ostico a causa dell’erba alta che si infila spesso fra i pignoni del cambio, e del terreno molle che risucchia le ruote.

Dall’ argine notiamo anche il passaggio di diversi pellegrini sulla statale sottostante.
Non abbiamo né tempo né voglia di andarli a intervistare, abbiamo troppo da pensare del nostro.
Se Dio vuole arriviamo a Fucecchio, è ancora abbastanza presto. Il cielo ha già cominciato a popolarsi di nuvole che vanno via via ingrandendosi. Qualcuna ha già la base nera e ampia. Brutto segno.
Fucecchio è un bel paese, e c’è aria di palio o simile….è pieno di bandiere di contrada.

E’ evidente che qui in Toscana, sono molto sentite le sfide di paese fra quartieri e contrade. E’ ancora molto acceso il campanilismo fra paese e paese.
Da noi queste sfide, questi sani campanilismi fra paesi e città sono molto più rare, anche perché sono sempre più rari gli indigeni.
La commistione delle razze e delle etnie sta facendo si che pian piano vadano perdute tradizioni, dialetto e sane rivalità di paese.
Fino a pochi anni fa si capiva la provenienza di una persona dalla inflessione di una vocale nel pronunciare una parola…quello è di S.Secondo, quello è di Roccabianca, quello è di Soragna, quello è di Fidenza, non senti come arrota la R…e così via.
 
Flo, decide che è ancora presto per mangiare, e si prosegue.
Seguiamo Pino, che nelle strette vie del paese va in difficoltà. Le segnaletiche mancano e quindi ci dobbiamo affidare alle paturnie del navigatore.
E’ difficile capire bene la direzione da prendere, quando è necessario dover scegliere fra due strade molto vicine, parallele e che divergono fra di loro per il solo fatto di essere una in piano e l’altra in salita o in discesa….
In ogni caso vedo dove va a parare la corretta via… e alla fine rientriamo sul percorso.

Rientrare sul percorso significa riprendere argini, arginelli, e simil carraie.
Il problema ritorna.
Erba alta, fango, tracce non tracce….almeno adesso.

Non si va…c..zo, non si va.
Cominciamo ad innervosirci. Andiamo alla velocità di uno a piedi, forse nemmeno.
A volte siamo costretti a scendere dalla bici perché non si avanza.
Anche spingere è grande fatica.
Al primo incrocio con la strada asfaltata decidiamo di abbandonare la traccia e seguire l’asfalto.
Ieri sera, stupidamente non ho tracciato il famoso “percorso alternativo”
E adesso?
Adesso improvvisiamo, non siamo mica in Africa!!!
Allargo la scala del navigatore e faccio il punto. L’allunghiamo un po’…ma seguiamo questa strada qui per andare a riprendere la statale la….e con la statale anche la VF che in quel punto passa di li…
Pensavo che questo tratto di VF fosse piano….forse la traccia ufficiale lo è!!
La stradella che abbiamo scelto noi, no!
Un paio di rampe  piuttosto sul piuttosto anziché no ci fanno sudare e Flora mi stramaledice fra i denti…
La strada, di per sé sarebbe anche molto bella, ombreggiata, tranquilla, paesaggi stupendi, ma ci sta facendo perdere tempo.
Arriviamo in un paesino con le strade a soqquadro per lavori di ristrutturazione….non sappiamo che pesci prendere e al primo bar chiediamo.
Gli avventori, tranquillamente seduti al tavolino, ci squadrano come se fossimo UFO.
Poi con il loro accento tipico, ci indicano la strada per Altopascio.
Abbiamo pedalato più di un’ora per fare 7 km….robe da matti.
Pazienza.
Ancora un po’ di salita e poi, su quel passo dovremmo vedere la pianura , Altopascio e tutta la zona industriale che è alle sue spalle.
E il cielo inizia ad imbronciarsi.
Gli sprazzi di sole sono sempre più radi…ma si va.
Ho paura di dover affrontare la statale sotto l’acqua…col traffico che c’è diventerebbe un suicidio.
E tiro il collo alla povera Flo che inizia ad esser stanca.
Se Dio vuole arriviamo nei pressi di Galleno.

Lasciamo la statale quando dal grigio cielo iniziano a cadere le prime gocce di pioggia.
Con un po’ di difficoltà percorriamo il selciato medievale che caratterizza questo tratto di VF.
Certamente la VF originale passava su queste pietre ancora ben conservate.
Cavalcature, carri, piedi di pellegrini per secoli hanno calcato questo tratto. Ora anche le nostre “ruote grasse” hanno l’onore di passare di qui.

A dire il vero l’estremo riguardo con cui percorriamo questo breve ma stupendo tratto immerso fra gli alberi è dovuto essenzialmente alla estrema scivolosità del terreno.
Il caldo umido, l’erba appena tagliata, le due gocce d’acqua, hanno reso l’antico selciato quasi una pista di pattinaggio. Le nostre ruote tendono ad andare per i cavoli loro, e si fatica davvero a mantenersi in equilibrio.

Bella!!!, ma che fatica.
Mentre consideriamo la fatica fatta, inizia un discreto acquazzone. Come da previsione….anche se speravo che i divini rubinetti venissero aperti più tardi….
Chiediamo asilo politico ad un paio di cavalli, e sotto un’ampia tettoia ci ripariamo un po’ mentre ci infiliamo i fidi giubbini antiacqua, antivento, antitutto…o quasi.
Fortunatamente “lo sguasso” dura poco.
Poco più in là all’inizio della antica via, c’è un’area attrezzata per la sosta…e noi sostiamo per mangiucchiare qualcosa.



Ci è stato detto che ad Altopascio ci sarà un momento di accoglienza…e pensiamo e speriamo che ci sia anche qualcosa da rosicchiare e da bere. Acceleriamo i tempi e ripartiamo.
Da qui fino ad Altopascio non c’è alternativa: Statale.
Rischiamo la pelle almeno un paio di volte a causa di maleducati che compiono manovre folli alle spese di due malcapitati ciclisti (noi).
A Dio piacendo arriviamo nel centro del paese, dove c’è la stupenda chiesa, l’ospitale, e il palazzo comunale.
Un isola di pace.
Trasportiamo le bici su per ripide scale, (fidarsi è bene, non fidarsi è meglio) e arriviamo alla biblioteca comunale, dove abbiamo appuntamento con il Vicepresidente dell’AEVF , il sindaco di Altopascio ecc..ecc..
A me interessa soprattutto colui che ci trasporterà indietro a S.Miniato a prelevare il Westf.
Pensavamo di “essere famosi” e di essere attesi…ci avevano detto di una cerimonia di accoglienza.
Pensavamo di dover perdere tempo in mille e una stretta di mano, foto, giornalisti e amenità di questo genere….
Niente di tutto ciò.
In biblioteca hanno stentato a capire cosa stavamo facendo….ci hanno offerto un goccio di acqua fredda (fuori c’era già freschino) e abbiamo aspettato che arrivasse il Vicepresidente AEVF e quindi il sindaco per le foto di rito. Molto volentieri, per carità. Ma abbiamo sentito intorno a noi un’atmosfera fredda e solamente formale. Nulla che avesse qualcosa in comune con il calore sincero di altre occasioni. Niente di male, ma in queste situazioni mi prende una fretta tremenda e mi viene voglia di mille altre cose da fare, terminare, sistemare.
Viene chiamato il vigile urbano che ci dovrebbe riaccompagnare a S.Miniato.
Quando arriva il vigile, per nulla al corrente dell’evento e del fatto che ci dovesse riaccompagnare, chiede sottovoce a qualcuno: “chi sono questi due? Cosa ci fanno qui? Dove li devo portare?”
Sono sordo…ma non sempre…diciamo che ho qualche problemino d’udito, qualche frequenza meno chiara, ma quando voglio riesco a sentire bene. Si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…ma quando uno vuol sentire o si sente tirato in ballo….beh le orecchie diventano smisuratamente lunghe….
Se ne accorge bene anche Flo che è molto più sensibile di me a queste cose…mi guarda, la guardo…ci restiamo abbastanza male.
Ma le sussurro pian piano, ma nemmeno troppo, che è questione di poco…
Rilasciamo qualche parola e qualche dato per un articolo da giornale, e sempre per il medesimo articolo facciamo le foto di rito con Vicepresidente AEVF e sindaco di Altopascio, che con mossa da attore consumato si sistema il ciuffo sulla fronte.

Mentre facciamo la foto mi accorgo, prima con rammarico, poi con grande divertimento, che puzzo come una capra, mentre il sindaco, accanto a me è profumatissimo.
Io mi accorgo del suo profumo…probabilmente lui si accorge della mia capritudine.
La cosa mi diverte da matti. Non riesco a stare serio.

Fortunatamente le cerimonie si consumano rapidamente e partiamo alla volta di S.Miniato a bordo dell’auto della polizia municipale.
Il vigile, si rivela subito simpaticissimo, e ci intendiamo velocemente. E’ un ciclista provetto e si informa sulle bici, quel che facciamo, ci spiega dove e come si allena ecc…
Finalmente una conversazione sana e rilassata. Ci scusiamo con lui delle nostre condizioni poco profumate. Accenniamo al profumo del sindaco e tutti insieme ci si fa una sana risata.
Il nostro accompagnatore ci accenna al Palio di Fucecchio che è il palio più grande dopo quello di Siena.
Ecco il perché di tutte quelle bandiere esposte!
C’è il palio!
Visto il nostro interesse ci accompagna al campo di allenamento dei cavalli e ci spiega come avviene l’abbinamento cavallo/cavaliere, con che criterio i proprietari delle scuderie presentano il cavallo che poi verrà sorteggiato…tutte le manovre che si fanno prima del palio …
Veramente interessante…ma il tempo è tiranno,ma soprattutto il cielo è piuttosto scuro.
A S. Miniato ringraziamo il vigile così gentile e facciamo una foto ricordo, come si fa fra vecchi amici.

Non mi cambio nemmeno le scarpe, salto sul Westf, metto in moto e facciamo rotta di nuovo verso Altopascio.
E’ troppo tardi per andare tutti e due a Lucca in bici, andare in stazione, sperare che ci sia un treno comodo e tornare a prendere il camper, tornare a Lucca andare all’ufficio turistico, contattare Antonella….accomodarci a S.Frediano: E’ lunga perfino a pensarla.
Piano C.
Installo la mtb di Flo sul portabici, metto Flo alla guida, nonostante le sue proteste, e parto, pedalando a più non posso. Flo dietro a faticare alla guida del Westf.
Faccio poca strada ….un violento acquazzone mi annebbia la vista. Meno male che so nuotare bene. Un paio di saette accompagnate da forti tuoni fanno scattare la mano di Flo che da dietro mi da un colpo di clacson. Ho appena passata Badia Pozzeveri. E’ sempre più diroccata. Come dice il cartello appeso :”E’ un vero peccato!”. Vorrei arrivare a Porcari, poi magari si apre…e spingo sui pedali. Lungo uno stupendo viale alberato la situazione diventa insostenibile, e, come già a Formello, desisto e do retta all’ amorevole consiglio della futura moglie.
Metto la bici dentro il Westf, mi arrampico in qualche modo all’interno dove, al caldo, mi asciugo e mi cambio.
I : “te l’avevo detto…dovevi darmi retta…adesso se t’ammali…ecc…” di Flora si sprecano e si ripetono per un po’…faccio finta di niente, però ha ragione. Va bene la VF, ma il buon senso deve prevalere comunque. Non saranno 15 o 20  chilometri in camper ad inficiare la validità del nostro lungo viaggio .
Così conciati arriviamo a Lucca…che c’è uno splendido sole…
In lontananza si nota un cielo nero da far paura e si sente ancora il brontolio del tuono….
Pur concordando appieno con Flo…però brucio non poco….
Flora, ora che non è alla guida e io sono all’interno del Westf , è più tranquilla e, come sempre in queste occasioni, funge da signorina navigatore. A differenza della signorina navigatore ogni tanto mi sgrida, specie se azzardo qualche manovra non proprio ortodossa….e non posso nemmeno spegnerla! Non si intenerisce nemmeno con un bacio.
Però come navigatore è grande.
Rapidamente arriviamo alla porta giusta, entriamo, parcheggiamo e andiamo all’ufficio turistico a cercare di Antonella che dovrebbe procurarci l’entrata all’ostello di S.Frediano.
Oh! Ma quante Antonelle troviamo?
Comunque Antonella è in riunione.
La signora dell’Ufficio Turistico, gentilissima ci mette il timbro sulla credenziale….e ci procura il contatto per farci entrare col “camperone” nel cortile dell’ostello.
Sta funzionando tutto a meraviglia.
Bene!!!
Ci manca solo qualcosa da mangiare.
Flora che in queste cose è un genio e ha un occhio fenomenale, ha già notato un negozietto poco distante che potrebbe fare al caso nostro.
Prima che chiuda riusciamo a procurarci la cena….semplice ma eccezionalmente buona….
C’è poi la “paniccia” (?) che è un piatto tipico della zona che emana un profumino….
Sistemati all’interno dell’ostello (proprio di fianco alle cucine…non abbiamo fame a sufficienza?) intanto che Flo organizza la cena, provvedo a sistemare la mia mtb sul portabici.
Non sembra  ma è una operazione che richiede il suo tempo. Voglio assicurarle bene e coprirle adeguatamente, per ripararle il più possibile dalle intemperie. Sul portabici c’è sistemata anche la mtb nuova…il regalo di nozze che mi ha fatto Flo.
Cioè, abbiamo fatto la lista di nozze nel negozio dove acquistiamo le bici, e, quello che gli invitati verseranno, servirà per il pagamento della mia nuova “all mountain” e altro abbigliamento ciclistico per Flora.
Ma il grosso della spesa è la mia mtb.
La cosa ha sconvolto alcuni invitati dall’ anima tradizionale…ma facciamo finta di niente.
A dire il vero l’idea geniale è stata di Flora, io sono rimasto un po’ li così…pensando al comune pensare, poi ho gradito il suo pensiero e….come potevo non gradire?
Praticamente non l’ho ancora “spianata” ….. soggiorna “vergine” sul portabici.
Ma, dopo le nozze, prima di finire il viaggio, un giro glielo faccio fare…poi ci scateneremo su e giù per i colli salsesi.
Siamo quasi  pronti per la cena, quando arriva di volata, bici munita, la nostra brava Antonella.
Una ragazza di grandissima simpatia.
Ci conquista subito.
Già il fatto che a quest’ora, invece di andare a casa, passi a salutarci ci commuove…poi è arrivata in bici…poi si capisce al volo che è una ragazza simpatica e sportiva.
Bastano pochi minuti di serrata conversazione per diventare amici. Pare che ci si conosca da anni.
E’ straordinario, stiamo incontrando persone veramente speciali.
Anche con Antonella facciamo un paio di foto ricordo.



Poi scappa, veloce sui pedali.
E’ tardi, ma soprattutto ha ripreso a brontolare il cielo.
Speriamo che arrivi a casa asciutta.
Noi siamo asciutti ma ….potremmo tranquillamente andare a pascolare
Non ci cambiamo nemmeno….che ci mettiamo a cena .
Pasto frugale ma consumato con appetito e soddisfazione.
Caffè, grappino e sigaro toscano (come potrebbe essere diversamente?) chiudono in bellezza una giornata intensa, ricca di incontri .
Da domani fino a Piacenza conosciamo il percorso come le nostre tasche.
Carico ugualmente i tracciati su Pino.
I tracciati che conosciamo divergono in qualche punto dal percorso ministeriale.
Quindi, se abbiamo tempo e voglia, potremmo anche andare ad esplorare questi nuovi passi. Alcuni pellegrini hanno detto che hanno trovato difficoltà.
Potrebbe essere il momento buono di capire dove sono le difficoltà, se sono reali o solo presunte ecc..
SIREVA ce ne sarà grata.
Speriamo che d’ora in avanti si moderi un po’ con l’invio degli ispettori. Costano!!!
Con l’ennesimo tuono e il ronzare sordo del ventilatore della cucina dell’ostello ci infiliamo nel saccopeloso .
Buonanotte…