venerdì 8 giugno 2018

Il lago nascosto


“Sentito niente tu”
“Io no”
“E tu”
“Nemmeno io, dormito come un ghiro”
Intanto bisogna sfatare un luogo comune: i ghiri di notte non dormono. Ne fanno di ogni, soprattutto se hanno un tetto con travi di legno a disposizione da distruggere.
Noi ne sappiamo qualcosa. Quando si andava a “Capanna” da Gigi, per aiutarlo con i centri estivi, normalmente dormivamo nella “stanza dei Ghiri”. Una mansardina, angusta ma molto romantica proprio nel sottotetto.
Durante la notte c’era il finimondo. Quei simpaticoni dei ghiri lavoravano tutto il tempo, trasportando di tutto, facendo rotolare materiale, rosicchiando legno ecc… e poi se la ridevano eccome, ma quanto se la ridevano, forse alla facciaccia nostra.
Bisogna dire che noi li facevamo lavorare tutte le sere e li pagavamo poco….e loro si vendicavano così….ma la storia è lunga e non c’entra nulla con la VF, anche se di li vicino passa la Via Romea Nonantonalana….
…Gia la Via Romea Nonantolana…potrebbe essere una prossima avventura!!
Di malavoglia usciamo dal sacco-peloso (sacco a pelo matrimoniale adatto per basse temperature)
E ci lasciamo cadere nel sottostante locale-colazione.
Il Camperone non è una piazza d’armi. E’ un normale furgone Volkswagen mansardato, attrezzato a camper. Il massimo della comodità nel minimo spazio. La macchina è a passo lungo, il che ha consentito di ricavare un piccolo locale uso bagno, separato dal resto della macchina, con un piccolo armadio, un lavandino e, ovviamente il gabinetto chimico.
L’allestimento è Westfalia, modello California Esclusive…un lusso.
Motorizzato con un diesel aspirato, non ha molti cavalli, è lento…ma è un mulo!!!
Per ora ci ha dato solo grandi soddisfazioni…
Con questi pensieri, chiacchierando del più e del meno ci sorbiamo tranquilli la moka da 6 che ci deve svegliare…poi pian piano si manda giù il resto della colazione che ci deve fare da carburante per il resto della giornata. Il pranzo di mezzogiorno fa da rabbocco.
Ieri sera, attorno al Fagiolone giravano pulmans e auto di turisti…oggi il traffico è in mano ai camions….
Quando siamo arrivati a Siena in bici, avevamo fretta di andare a prendere il treno per il recupero del mezzo, poi tutta la confusione in centro, che non si girava, morale della favola non abbiamo timbrato le credenziali. Gravissimo.

Quindi torniamo su in centro città per vedere se troviamo il modo di farci fare il benedetto timbro…
La tappa odierna non è lunga e abbiamo tempo….
Vorremmo approfittare di ciò per fare un po’ di turismo a Siena.
Di Lunedì mattina presto, Siena è un’altra città. Non ha nulla a che vedere con la Siena della Domenica pomeriggio.
Ieri turisti che brulicavano in ogni via, oggi da ogni via sortisce una macchina, un’ape-car, un camioncino. Per non parlare dei mezzi di recupero rifiuti che sfrecciano maleodoranti incuranti del passante…ma non solo a Siena…deve essere un virus che si annida sul sedile del mezzo adibito a recupero rifiuti. Come uno monta li in cima.. tac…viene assalito dal virus, e, come tarantolato, si sente Schumacher e …via acceleratore a tavoletta per le strade della città….ma in città non ci sono cordoli, vie di fuga e commissari di pista e box….ci sono marciapiedi, ciclisti pedoni, negozianti, turisti….
Beh, per farla breve non mi aspettavo una Siena così caotica il mattino presto, o quanto meno non mi aspettavo questo tipo di confusione.
In Piazza del Campo, stranamente non c’è nessuno!
Ma proprio nessuno…un paio di senesi in chiacchiera…qualche piccione e….due tipi strani, vestiti da montagna, con un bastone in mano…..che si fanno una foto con l’autoscatto…noi!!
Molti vanno in visibilio per il palio (Flora compresa).
A me dice molto poco, veramente poco…
E’ vero che lo vedo solo per televisione… La TV ha il pregio, spesso, di togliere fascino alle cose più stupefacenti….
Sarà che non ho mai avuto problemi di campanilismo…non ho mai capito queste rivalità terribili fra contrade….e poi mi dispiace per i cavalli, che vedo schiumanti e nervosi sotto frustini e speroni dei fantini….
Però la città è bella, veramente….ed è un peccato non potersi fermare a lungo e vedere tutto quello che richiede una visita….ma tanto Siena resta li, non scappa…torneremo con calma a visitarla come si conviene.

“ Guida, ma per fare il timbro dove andiamo?”
chiedo a Flora (che è guida turistica, guida ambientale escursionistica, guida di mtb, guida la macchina e anche il motorino, e fa anche da navigatore mentre guido la macchina)
“In Duomo, dove vuoi che andiamo!”
“come se il Duomo fosse li aperto per noi, con il vescovo che aspetta per farci il timbro, e poi chissà a che ora apre!!” dico io….
E invece il duomo è li, aperto proprio per noi con uno che aspetta solo noi per fare il timbro… (un altro ispettore AEVF?)
Ferma tutto…non è andata proprio così!!!
Siamo arrivati verso le 9 davanti al Duomo che era regolarmente chiuso.
Flora, da brava guida, sa che in ogni chiesa c’è sempre una porticina laterale che potrebbe essere aperta per le messe del mattino e/o della sera ….
Giriamo attorno alla splendida chiesa e, guarda caso c’è una porticina laterale, aperta.
C’è anche un bel cartello che dice che il duomo apre alle 10.
Però la porticina è aperta ….
Facciamo gli ignoranti ed entriamo, al massimo ci cacciano fuori….
Ma non si cacciano due pellegrini!!!!
In effetti all’interno stanno facendo dei lavori e delle pulizie….
Leggeri leggeri , con molto tatto ci avviciniamo ad un tipo (l’ispettore AEVF) e ci informiamo sulla possibilità di avere il timbro sulla credenziale…..
Il signore, gentilissimo, si prodiga in tal senso e intanto ci spiega anche qualcosa sui tesori artistici del duomo (l’ispettore si deve guadagnare lo stipendio!!).
Approfitto del momento per scattare qualche foto all’interno del duomo.
Cercando di non pestare dove è appena stato pulito usciamo dalla chiesa e cominciamo a pensare di partire per Monteriggioni.
Il cielo è grigio, ma non minaccia pioggia, almeno nell’imminente, un’aria tagliente ci consiglia di protrarre l’uso del wind stopper.
Sapendo di dover affrontare il proverbiale caldo dell’interno laziale, delle crete senesi, delle colline senza ombra, ci siamo attrezzati di materiale molto leggero, e, solo per scrupolo, abbiamo portato qualcosa di più pesante.
Gli eventi atmosferici di questi ultimi giorni ci hanno portato all’uso di tutto il materiale medio-pesante in nostro possesso…ed ora non ne abbiamo più (di pulito) …e le previsioni non sono confortanti.
Ieri sera Flora ha visto in Siena una lavanderia automatica a gettone…ma con tutta la gente che c’era in giro…non ci è sembrato il caso di attraversare il centro storico della storica città con una bracciata di biancheria emanante effluvi non propriamente esotici.
Un negozio di articoli sportivi attrae Flora…che si catapulta dentro e in pochi minuti acquista quel ci manca……….
Forse ora riusciamo a partire………
Con l’aiuto di Pino siamo immediatamente sul percorso francigeno ………
In pochissimi minuti usciamo dalla città….e questa improvvisamente scompare dalla nostra vista…come se non fosse mai esistita……inghiottita dalla collina….sparita .
Continuiamo tranquillamente la nostra marcia tra le splendide colline senesi, mentre il sole, finalmente uscito allo scoperto riscalda i vigneti (non solo i pellegrini) .
La luce riscalda i tralci ancora senza grappoli  e illumina le foglie ancora di un verde chiaro brillante.
La primavera è in ritardo e le piante hanno fretta del sole e del suo calore, protendono i rami a cercar ristoro e le nuove foglie han voglia di maturare e procurare cibo e ossigeno per la pianta.
Anche l’olivo, severo, si bea dei caldi raggi e si ammanta d’argento…..e il contrasto con i prati che si coprono di gialli fiori è di grande bellezza….
E’ meraviglioso vedere come esplode la natura quando il sole la riscalda.
E’ d’improvviso il cammino ci porta all’interno di uno stupendo  bosco di castagni.
Le prime tenere foglie hanno fatto la loro comparsa sui rami ancora infreddoliti da un inverno che non accenna a mollare la presa.
Il bosco si infittisce e la luce filtra più faticosamente fra i rami dei fitti castagni, improvvisamente sbuca dal nulla un signore anziano, leggermente claudicante.
Incurante del tracciato sconnesso cammina leggendo un libro, ricoperto di carta da pacco.
Una immagine d’altri tempi, chi fodera più un libro in questo modo…..
Il dubbio ci assale….un altro ispettore AEVF?
Stupiti e anche un po’ guardinghi salutiamo l’anziano signore che dapprima ci sorpassa e poi, dopo qualche passo ci chiama….
Ci presentiamo, si presenta.
E’ Luigi, del CAI di Siena.
Sa tutto del tratto della VF che stiamo percorrendo.
Ne siamo certi al 100%…è l’ennesimo ispettore che la dott.sa Carla ha spedito sulle nostre tracce per assicurarsi che facciamo le cose a modo….
Luigi è veramente simpatico e ci racconta tutto quello che può sulla VF senese, e sul Lago Scomparso…
Lago Scomparso? Che roba è?mai sentito….
Luigi ci spiega tutto su questo lago e decide di accompagnarci , così ci racconta meglio…
Stupendo …godiamo della sua compagnia e delle sue spiegazioni, come i bambini ascoltano il nonno che racconta le favole .
Poi, d’improvviso, dice che è tardi…deve tornare….tace,  saluta…si incammina, riapre il libro….e, per conto nostro…scompare.
Come d’improvviso si era materializzato….ora si smaterializza.
Restiamo un po’ così …e ci chiediamo, per l’ennesima volta se è stato vero…
Adesso vedremo se ci ha raccontato storie vere, frottole, o se il tutto è stato frutto delle nostre menti poco sane…

Percorriamo poca strada fuori del bosco e ci troviamo in una grande piana  con al centro una piramide.
Proprio come ci aveva detto Luigi…
Ci fermiamo un attimo a leggere i numerosi cartelli esplicativi.
In questo luogo, fino a circa 3 secoli fa esisteva un lago paludoso che, specialmente nelle stagioni calde emanava effluvi maleodoranti che si diceva portassero la malaria, e altre malattie: il lago di Santa Colomba (Apelle Dei scrisse…)
Alla fine del 700 un nobile senese chiese al sovrano il permesso di bonificare la zona.
Il Bindi (questo era il nome del nobile) non riuscì completamente nel suo intento, ma fece costruire un canale sotterraneo(oggi visitabile con guida) che convogliava le acque del lago, verso il Rigo e da qui nel Merse.
Il Granduca di Toscana  PietroLeopoldo si assunse allora il compito di terminare l’opera di prosciugamento del lago. I lavori furono terminati in 4 anni.
A ricordo dell’opera fu fatta erigere la stele che è tutt’ora visibile dove una volta c’erano le acque malsane del lago.
Luigi ci aveva detto che nei pressi si trova anche un eremo, molto bello e molto famoso.
La segnaletica ci conferma tutto….
Ci piacerebbe vedere e visitare tutto, ma il tempo è tiranno e la VF ci chiama.
VilFred ci ricorda che dobbiamo arrivare a Monteriggioni.
Lo tranquillizziamo e ripartiamo.
Il cammino è agevole, il paesaggio stupendo.
Il cielo si sta annuvolando nuovamente e il bel sole ci ha salutato lasciando il posto a nuvole poco rassicuranti e ad un vento freddo che non ci piace.
Sopra un ponticello antico, ma soprattutto asciutto e ben riparato dall’aria fredda, troviamo il luogo ideale per consumare il nostro ormai collaudato pasto.
Il meteo non ci consente di stare fermi tanto tempo, per cui, “facciam su le nostre canne” (neanche fossimo pescatori) e ripartiamo.
Il sentiero che stiamo percorrendo fa parte di un circuito di mtb che porta esattamente a Monteriggioni.
Siamo appassionati di mtb, per cui ci passiamo il tempo a considerare pregi e difetti del tracciato.
Camminiamo immersi nella natura e nella tranquillità più assoluta.
A volte attraversiamo piccoli agglomerati abitati, ma è come se passassimo attraverso una favola.
Nei pressi di una antica casa forte (ma a me sembrava un castello) incontriamo due pellegrini francesi che, strano a dirsi, stanno percorrendo la VF nel nostro stesso senso di marcia.
Ci fermiamo un attimo a fare due chiacchiere, ma hanno poca voglia di parlare.
Sono moglie e marito, e, se non ho capito male, sono della zona di Marsiglia.
La signora è visibilmente stanca e con grandi problemi di scarponi. Sta sbuffando con il marito.
Anche loro sono partiti stamani da Siena e vanno verso Lucca.
Non vogliamo violare la loro privacy oltre misura e, salutando, ce ne andiamo.
Poco più in la ci reinoltriamo nel bosco. Il fango, causato dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi ci rallenta un po’ ma, poco male.
All’uscita del bosco, poco prima del tratto finale che porta a Monteriggioni, incontriamo un altro pellegrino. E’ uno svizzero, corpulento, dotato di zaino monumentale.
Parla tedesco, ma si esprime bene anche in italiano, quanto meno si fa capire bene.
Chiacchieriamo anche con lui…..
E’ partito da Monteriggioni…..ma è pomeriggio e Monteriggioni è a pochi chilometri….è indietro da Dio se vuole arrivare a Siena.
Ci viene il sospetto che sia un ispettore anche lui….troppo fuori posto…
Gli poniamo delle domande specifiche per capire meglio…..
Domandiamo come si è trovato con gli ostelli….
Ci risponde in modo stravagante ma estremamente chiaro.
“niente ostelli!”dice
“preti sempre via!”
“io telefono e loro rispondono che non ci sono, sono a Roma, sono in Vaticano, sono sempre via!”
“allora io preferire alberghi e b&b, telefonare e essere tranquillo!”
e ridacchiando riparte col suo carico enorme.
Scompare dentro il bosco…..
Dal bosco appaiono e nel bosco scompaiono….
Siamo sicuri….anche lo svizzero è un ispettore.
SIREVA ci aiuta, ma è anche inflessibile…..ci tiene sotto controllo.
Se diciamo che stiamo andando da …a…manda qualcuno a controllare….terribile!!
E così ridendo riprendiamo la nostra marcia.
Nel frattempo la coppia francese ci ha sorpassato….Flora non ammette che vadano più veloci di noi…e accelera.
Calma…Flo …calma…con la signora sistemata in quel modo….dove vuoi che vadano.
Stanno facendo delle ripetute. Non vanno lontani, vedrai che di li a poco li riprendiamo che sono seduti da qualche parte.
Detto e fatto.
La signora francese, stremata e con evidenti dolori ai piedi si siede al primo muretto.
Chiediamo se hanno bisogno….
Dicono che è tutto ok.
Non ci sembra…ma va bene ugualmente.
Usciamo dal bosco, e come da previsione ci troviamo di fronte le mura di Monteriggioni.



Eravamo stati a visitare questo magnifico borgo un paio di anni fa in occasione di S. Silvestro…
E avevamo preso una sonora fregatura con la visita della cinta muraria….avevamo mangiato un ottimo panino e bevuto un ottimo vino….avevo anche rotto un bicchiere….chissà se si ricordano di un tipo maldestro…..che ha rotto un bicchiere….soprattutto pieno di vino (era la prima volta in vita mia che perdevo un bicchiere di vino)
Ricordando tutto questo varchiamo la porta sud del paese



…..la porta nord (da dove usciremo domani mattina è a poche centinaia di metri).
Ci rechiamo immediatamente all’ufficio turistico per contattare l’assessore che ci deve riportare a Siena al “fagiolone” per recuperare il “Camperone”.
La ragazza, gentilissima contatta l’assessore che però al momento è impegnato…ne avrà per un’oretta almeno.
Nel frattempo ci consiglia di prendere contatti con l’addetto dell’ostello.
Dobbiamo fare il timbro sulla credenziale….
Percorriamo i pochi metri che separano l’uff. turistico dall’ostello.
L’addetto ci mette il timbro, poi ci dice per la camera (come da accordi con SIREVA, che si era accordata con l’amministrazione eccc….).
La camera costa 20€ a testa….
Restiamo di…….
Dopo un attimo di stupore, gli rispieghiamo che siamo della Staffetta Europa-Compostela….
E lui ci rispiega che l’offerta minima per l’alloggio sono 20€ a testa e 15€ senza lenzuola.
Senza rancore ma un po’ risentiti gli diciamo che siamo autosufficienti, che abbiamo il Westf e non abbiamo problemi per dormire, anzi…
E lo lasciamo alle 5 o 6  signore Sud Africane che stanno facendo il loro pellegrinaggio di lusso.
Sgomenti per la cifra richiesta usciamo.
Riferiamo il tutto all’uff turistico e diciamo che aspettiamo fuori l’assessore .
Ci sediamo su una panca ed osserviamo il grande via vai di gente.
Una coppia, probabilmente tedesca, esce imprecando dall’ostello e se ne va furibonda.
Temiamo che anche a loro la richiesta, a nostro avviso esosa, di 20€ a testa per dormire, non sia andata a genio.
Flora è arrabbiata, fuori della chiesa è appeso apposito cartello che indica che l’ostello è a offerta…obbligatoria di 20€ a testa non è specificato…..
Per quanto ci riguarda…noi non abbiamo problemi…a patto che l’assessore arrivi e ci riporti a Siena, al Fagiolone, prima dello scadere delle 24h di parcheggio.
Ci dispiacerebbe, pagare altri 20€ di parcheggio …..non ne abbiamo tanti di soldi.
Non so cosa sia successo e che giro di telefonate ci sia stato, fatto sta che l’incaricato dell’ostello ci viene a cercare e scusandosi ci dice che non sapeva, ecc….
Gli ribadiamo che non siamo arrabbiati con lui ma che ci sembrava cara la cifra richiesta ai pellegrini…
Ovviamente lui non ha colpa……
Per non creare problemi accettiamo di dormire all’ostello.
Nell’attesa dell’assessore ci piazziamo.
Più che un ostello è un albergo….
Capiamo la richiesta di danaro….ma deploriamo la locandina riguardante l’offerta….
Intanto aspettiamo l’assessore che tarda….
Osserviamo attentamente e tranquillamente la notevole quantità di turisti che gironzola per lo stupendo paese , notiamo anche la profonda diversità fra noi e loro. Non vogliamo giudicare, osserviamo semplicemente il diverso atteggiamento, modo di fare, abbigliamento.
Notiamo bambini che piangono davanti ad un negozio di souvenirs, signore elegantissime che girano sul selciato appollaiate sopra tacchi vertiginosi.
Noi stiamo benissimo dentro le nostre scarpe da trail e godiamo tantissimo il nostro abbigliamento tecnico.
Fischia un’aria gelida, ma noi, dalla nostra panchina di fianco alla chiesa ci godiamo lo spettacolo.
L’assessore, gentilissimo, finalmente arriva.
Ci carica in macchina e ci accompagna velocemente al “Fagiolone”
Il suo atteggiamento è molto diverso da quello di Fausto a Radicofani, o di Emilio e Mauro a S.Quirico.
Ci è parso più freddo e distaccato.
Ma va bene ugualmente, non pretendiamo feste….anzi.
Ritornati in possesso del nostro Westf, salutiamo il gentilissimo ragazzo dell’area di sosta camper di Siena e partiamo.
Prima di fare rotta su Monteriggioni facciamo una scappata a far spesa.
Flora, che per certe cose ha un  colpo d’occhio tremendo ha notato dei market poco lontano.
Parcheggio con difficoltà mentre Flora va a far spesa.
Esce poco dopo inviperita.
Come mai?
Mi spiega, molto infervorata, che tutto costa molto meno che da noi, e non riesce a spiegarsi il perché.
Intanto, dal banco macelleria ha acquistato due enormi “fiorentine”.
Questa sera si festeggia!!!. Abbiamo anche il vino buono…cosa vuoi di più dalla vita!!
Accendo il mio personalissimo navigatore (Flora) e dirigo il “camperone” verso Monteriggioni.
Piazziamo il mezzo nel parcheggio sotto le mura e ci concediamo una solenne doccia all’ostello.
Poi andiamo all’assalto delle due “fiorentine” spartanamente cucinate sul fornello del Westf.
Non saranno cucinate in modo canonico ma ce le godiamo da matti.
Satolli e contenti, faticosamente riguadagnamo la via dell’ostello……


 



giovedì 7 giugno 2018

L'Eroica


Non ricordo se ci ha svegliato la sveglia, il sole, o le campane della chiesa.
Fatto è che siamo emersi dal sonno profondo di una notte riposata bene.
Uno splendido sole nell’aria fresca del mattino illumina la piazza e la splendida chiesa.

Dopo un attimo realizziamo di essere nel palazzo del podestà a S.Quirico d’Orcia.
Lo svegliarci ogni mattina in un posto diverso ci scompiglia un po’ i riferimenti, non siamo ancora entrati a pieno regime nei panni del viaggiatore errante che ogni giorno si sveglia in un posto diverso. E’ solamente una settimana che siamo via da casa, e solo ora iniziamo ad essere rodati e funzionanti al 100%. I primi giorni gli automatismi da pellegrino non erano perfetti e si tardava un po’ ad ingranare la marcia giusta.
Penso che, se tutto andrà come penso, nei prossimi 4 o 5 gg saremo al massimo delle nostre prestazioni.
Tra le altre cose ho programmato le tappe cercando di alternare in modo giusto le tappe a piedi con le multitappe in bicicletta, in modo da non affaticare troppo questa o quella parte del corpo.
Dopo una serie di tappe faticose a piedi una tappa di 40/50 km in bici da sollievo ai piedi.
Più avanti avremo una serie di tappe in bici con un intermezzo a piedi per alleviare le fatiche del fondoschiena, e così via.
Perché tappe in bici e tappe a piedi?
E’ necessario fare un paio di passi indietro, nel tempo…
Quando ci hanno detto che sarebbe partita la staffetta Europa – Compostela e c’era da organizzare il tratto italiano da Roma al Gran San Bernardo, Flora ed io abbiamo preso la palla al balzo e ci siamo offerti volontari per percorrerla tutta.
Ma…ma c’era da fare i conti con il posto di lavoro e con le ferie a disposizione.
Sul sito dell’AEVF sono previste, per tutto il percorso italiano n° 44 tappe per un totale di 1024 km o giù di li…
Facendo qualche modifica si poteva raddoppiare qualche tappa ma non si guadagna più di tanto.
A lavorare non ci davano più delle consuete 2 settimane di ferie consecutive….
Pensa che ti ripensa…è partita l’idea folle
Era un po’ di tempo che ci si pensava…ecco l’idea giusta.
Ci sposiamo!!!
Abbiamo sempre pensato di organizzare un matrimonio sobrio, veloce, con pochi fronzoli ma pieno di bei significati…..quale occasione migliore?
Sposarci durante il percorso della VF. Nel giorno di passaggio da Fidenza…matrimonio….e partenza per il viaggio di nozze.
A piedi sulla VF.
Unendo poi il congedo matrimoniale alle ferie si ottiene un bel mese….
Tutti felici, ottimisti, entusiasti…si comincia a preparare tutto…staffetta e matrimonio….
Si ma un mese è fatto di 30 gg….le tappe sono 44….
Abbiamo provato a considerare di fare giusti giusti 34 km/di, e il conto grossomodo torna…ma dove ci fermiamo a mangiare e a dormire e a lavarci un po’? in mezzo alla campagna o alla montagna. Non abbiamo il fisico per dormire sotto le stelle e mangiare quel che si trova o panini per un mese…
Poi c’è un altro aspetto da considerare….
Non abbiamo sponsor………..e star via un mese in due…a mangiar fuori 3 volte al giorno e dormire fuori per tanto tempo, anche in strutture povere….viene a costare una cifra che non ci possiamo permettere……..
Ma abbiamo il nostro Camperone, il nostro Westf…..abbiamo le biciclette….
Con il Camper possiamo mangiare e dormire come a casa e possiamo trasportare le bici per le tappe doppie e triple che servono a compensare il divario fra 44(le tappe canoniche) e 32 (giorni a disposizione).
Rapidamente stendo un piano organizzativo e lo passo all’AEVF.
Il problema è lo spostamento del camper da un posto all’altro.
A me sembra un problema da poco, invece si rivela essere un ostacolo piuttosto arduo da superare.
SIREVA si mette al lavoro alacremente .
Raggiungiamo qualche compromesso onorevole con associazioni e amministrazioni locali….
Dove non abbiamo aiuto….ci aiutiamo da soli…con i mezzi pubblici.
Detto così sembra facile…ma SIREVA ha sudato le proverbiali sette camice per riuscire ad avere più aiuto possibile….
Così con molto ottimismo in tasca siamo partiti….

Ora siamo qui che ammiriamo la chiesa di S.Quirico d’Orcia dal palazzo del Podestà.
Molti amici ci stanno aiutando e sappiamo che altri amici ci aiuteranno anche più in là….
Sappiamo anche che avremo qualche buco, facilmente compensabile con i mezzi pubblici.

A proposito di amici…..
Alle 9 Emilio e Marco verranno a prendere il Westf  per portarlo a Monteroni, da dove passeremo in tarda mattinata prima di ripartire per Siena, punto di arrivo della tappa odierna.

La tappa è doppia e la percorreremo con le nostre mtb.
Monteroni è fuori del percorso ufficiale ma ci è stato chiesto di passare di li perché ci dovrebbe/potrebbe essere una cerimonia di accoglienza  tra le 12 e le 14 ecc…(c’erano dei contatti con qualcuno dell’amministrazione comunale…)

Ho quindi modificato il tracciato e caricato la nuova traccia su Pino che vado ad installare su apposita staffa posta sul manubrio della mia Specialized…che affettuosamente chiamo Gigia (perché me l’ha venduta ad un prezzo stracciato il nostro amico Gigi).

Abbiamo appena finito di prepararci
quando, puntualissimi arrivano Marco ed Emilio.
Ci onora tantissimo e ci commuove che questi due amministratori-amici si scomodino di Domenica mattina presto per fare il trasporto del nostro Camper.

Non sappiamo come fare per ringraziarli adeguatamente.
Marco ci lascia anche uno splendido taccuino per gli appunti. Ci sarà molto utile in seguito per annotare tante cose….
 Scopriamo poi che all’interno hanno scritto due righe di augurio per noi….veramente carini.

Vedere partire il nostro “camperone” è sempre un bel momento. Spero che faccia il bravo e non dia problemi ai nostri amici.
Quando ci imbattiamo in persone così brave, impegnate, entusiaste, che si prodigano per noi andiamo sempre in imbarazzo….non sappiamo come ringraziarli in maniera adeguata.
Offriamo loro, solamente tutta la nostra riconoscenza ed una copia della rivista ufficiale della VF .

In ogni caso resteranno per sempre nei nostri cuori.




La traccia del percorso che ho ridisegnato, tiene anche conto delle info avute l’altro ieri dalla ragazza-pellegrina in bici.
Le piogge degli ultimi gg hanno inzuppato le carraie, fango ed erba alta non agevolano certo la pedalata, specialmente in salita.
Non avendo bene chiaro il tipo di terreno da attraversare, nel ridisegnare la traccia ho tentato di seguire il più possibile il tracciato ufficiale, per svicolare su strade secondarie e non, quando il percorso si addentra su terreni non ben definiti. Purtroppo le carte IGM a mia disposizione non sono aggiornate e soprattutto non tengono conto dei piccoli sentieri fra un podere e l’altro.
Le carte computerizzate Garmin sono ancora meno dettagliate.
Quindi utilizzo le carte meno dettagliate per stare sul sicuro, e le ricontrollo sulle IGM. Se tutto combacia , diciamo che dovremmo saltarci fuori discretamente bene.
Il tranquillo saliscendi fino a Torrenieri lo facciamo per strada asfaltata. Di domenica mattina presto, traffico non ne troviamo si va svelti, senza problemi.
L’aria è fredda….io non sono in formissima (Flo ha tentato di avvelenarmi facendomi bere del latte?) …fatto è che devo infilarmi il wind stopper per non battere i denti…

Le colline della Val d’Orcia dipinte di un bel verde intenso corrono veloci sotto le nostre ruote tassellate.
Qua e là ci fermiamo per scattare foto. Il sole limpido, l’aria tersa, il verde, le dolci curve delle colline sono un ottimo cocktail per delle belle foto.
Con il giallo del grano maturo lo spettacolo sarà sicuramente migliore,
ma anche il caldo potrebbe essere un deterrente notevole per fermarsi a lungo durante il tragitto.
In effetti stiamo notando che, negli ultimi gg, lungo il percorso scarseggiano le ombre.
Preferisco di gran lunga avere un tempo fresco e piovoso che giornate di sole battente.
Dal freddo e dall’acqua in qualche modo riesco a difendermi….dal caldo torrido, non saprei quale stratagemma adottare. L’unica soluzione è partire ancora con il buio….o quasi, e arrivare a destinazione per mezzogiorno o giù di li. Ora con una borraccia da mezzo litro d’acqua cammino tre giorni (è anche vero che a mezzogiorno, a pasto, bevo una lattina di birra, e che a colazione mi faccio una bella scodella di te e bevo succo di frutta), col caldo ci vogliono almeno 2 litri d’acqua/dì... e poi e poi…non è detto che siano sufficienti. E’ da considerare anche che di fontane ne abbiamo incontrate poche, e non sempre i bar e i supermercati sono a portata di mano, quindi bisogna far bene i conti e raggiungere il miglior compromesso peso-zaino/sete-accettabile
Prima di Buonconvento rientriamo nel percorso ministeriale. E’ presto e ne approfittiamo per girare il paese. C’è mercato. Bene, cerchiamo di procurarci un po’ di  frutta fresca.

Stiamo diventando socio-patici…la piccola confusione creata dal mercato domenicale in questo piccolo centro ci infastidisce.
Risaliamo sulle bipedaliche (le mtb) e ripartiamo alla volta di Ponte d’Arbia.
Questo tratto del percorso corre lungo una via “storica” del ciclismo eroico.



La strada bianca, non asfaltata è usata come tracciato del circuito definito “l’Eroica” .
Questo è un circuito ciclistico permanete di circa 160 km costituito in gran parte da strade bianche da percorrere in bici, possibilmente  con biciclette e vestiario anni 60. Su questo tracciato si svolge anche una gara che richiede tali bici e vestimenti.
Noi abbiamo mezzi un po’ più moderni…ma ci sentiamo eroici…ad honorem.
E’ ancora presto quando arriviamo a Ponte d’Arbia.
Ora….Emilio e Mauro hanno lasciato il Westf a Monteroni d’Arbia  come da accordi….
Il percorso ministeriale non passa da Monteroni….
C’era stato un certo carteggio fra SIREVA e il comune di Monteroni e ci era stata chiesta una deviazione …..pochi km in più li facciamo volentieri se serve a dare lustro alla staffetta Europa-Compostela…
Sembra anche che da Monteroni ci possano portare il camper in una area di sosta a Siena.
A Monteroni c’è anche la stazione ferroviaria in collegamento con Siena , che se qualcosa dovesse andare storto…sappiamo come arrivare a riprendere il mezzo.

Bene bene… abbandoniamo ancora una volta il tracciato ufficiale e per la Cassia ci avviamo verso il piccolo centro di Monteroni.
A Lucignani un ultima salitella sotto le mura di un castello e in un attimo siamo a Monteroni, proprio pochi minuti prima di mezzogiorno.


Giriamo in paese…avanti e indietro, con circospezione, per vedere se c’è traccia di accoglienza…davanti al comune…nessuno…nel parco giochi c’è gente…ma sostanzialmente extracomunitari e non penso che siano interessati, anzi ci guardano diffidenti.
Andiamo a cercare il camper e poi facciamo un altro giro.
Il camper, sempre per via di quei famosi contatti doveva essere portato nei pressi della stazione dei carabinieri che avrebbero dovuto “buttare un occhio”.
Che qualcosa non avesse funzionato lo avevamo sospettato poco dopo la partenza, quando Emilio ci aveva comunicato che il camper era a Monteroni ma non vicino alla caserma perché i carabinieri non ne avevano voluto sapere….
Monteroni è un paesino…abbastanza anonimo…ma capiamo presto anche il perché.
Trovato il mezzo, controllato tutto, facciamo un altro giro di scrupolo…nessuno…
Andiamo a cercare la stazione…è proprio vicino al parco. Bene.
La stazione è un po’ come il resto del paese………poco da stare allegri
Sempre per scrupolo estremo telefoniamo a Fidenza per saperne di più…e capiamo che il tutto era caduto nel nulla…..che i contatti si erano scontattati…e i num di telefono che avevamo squillavano inutilmente a vuoto……..Pazienza.
All’ombra del Westf, consumiamo il nostro solito pasto frugale e ripartiamo.
A questo punto sorgono un po’ di divergenze fra me e Flora….
Lei voleva assolutamente seguire la segnaletica e fare il percorso ortodosso…io propendevo di più per una diretta via asfaltata che ci avvicinasse molto rapidamente a Siena, nel caso arrivasse improvviso il solito temporale pomeridiano.
Nel frattempo Flora comincia a lamentarsi per uno strano prurito che le prende braccia e gambe.
Da Monteroni ci riallacciamo per un attimo al percorso canonico…giusto in tempo per vedere uno splendido borgo con castello….


poi dopo una secca litigata abbandoniamo la retta via per riprendere la statale per Siena.
Flora vorrebbe seguire la segnaletica….lei ha naso e va benissimo ad istinto e so anche che non si sbaglia…ma non sono sicuro che la direzione sia quella giusta…non vorrei tornare indietro.
Non ci insultiamo…ma mi mette giù il muso…e che muso.
Il traffico crescente sulla statale la fa arrabbiare ancora di più….poi con il prurito che la innervosisce……
In assoluto silenzio pedaliamo alla volta di Siena.
Il percorso che ho disegnato, alle porte di Siena fa una deviazione e va a riprendere il tracciato ufficiale. In questo modo entriamo a Siena dalla parte giusta e ritroviamo tutto quello che dobbiamo.
Questa deviazione provoca una grossa litigata fra chi si dovrebbe sposare fra meno di 15 gg…e la sposa dovrebbe arrivare su una bicicletta!!!
I passanti che assistono ci guardano molto male…siamo furibondi…
Ne fa le spese anche un inserviente di un ristorante di lusso che passando guasta l’inquadratura di una foto….secondo me gli fischiano ancora le orecchie.
Tutto questo non è pellegrino…ma è umano..
Se Dio vuole arriviamo alle porte di Siena….
Ci calmiamo per bene. La bufera è passata.
Entriamo in città con le bici.
In men che non si dica siamo in Piazza del Campo. C’è un mare di gente, ci deve essere anche una festa, perché di sente rullare di tamburi e ci sono bandiere di contrada esposte e si vede gente in costume.
Scendiamo dalle bici e le conduciamo a mano….
Ci facciamo fare una foto in piazza vestiti da ciclisti.
Oggi non abbiamo incontrato nessuno (per forza), ma a Siena, nel mezzo della piazza dove si svolge il palio….si fa vivo l’ennesimo ispettore AEVF.
Sotto le mentite spoglie di vigile urbano, per altro educatissimo, ci avvicina e ci prega di non salire sulle bici prima di essere usciti dal centro storico, pieno di gente.
“Ma dove vuoi che vada con questo casino qui!!!”
Ero li li per divenire maleducato…ma ho capito la buona fede del vigile….e ho capito che stava solo facendo il suo lavoro di ispettore AEVF. Voleva solo controllare che i due ciclisti fossimo noi, arrivati li come da programma.
Ci facciamo una grande risata (ci voleva) e con le bici a mano seguiamo il corteo di gente in costume con tamburi al seguito.
Usciti dalla confusione ora dobbiamo cercare di andare in stazione. Dobbiamo tornare a Monteroni a recuperare camper e VilFred (oggi a riposo).
Ad un angolo di strada vediamo con stupore lo sportello bancario di Cariparma. Ne approfittiamo per fare bancomat. Poi fidandomi delle indicazioni di Pino, partiamo alla volta della stazione che in effetti è lontana.
Grazie alle nostre bici arriviamo velocemente. Biglietti e gelato mentre aspettiamo il treno.
Il tragitto da Siena a Monteroni, in treno è veramente veloce.
Sistemiamo le bici e rifacciamo rotta (in camper questa volta ) per Siena…dobbiamo cercare il “fagiolone” .
Il fagiolone è un’area di sosta proprio sotto le mura della città.
Le indicazioni stradali sono perfette e senza sbagliare arriviamo a destinazione.
Un ragazzo gentilissimo ci dà tutte le indicazioni che servono, paghiamo, scarichiamo le acque grigie e ci piazziamo.
Siamo al centro di una grande rotatoria stradale….ma, dopo cena, andiamo a letto che è ancora chiaro….cadiamo in un sonno profondo………………..