lunedì 5 marzo 2018

Ispettore AEVF


Chi è l’ispettore AEVF?
Cosa fa l’ispettore AEVF?

Inizia con il tappone Viterbo – Montefiascone – Bolsena, la serie degli incontri strani, ma talmente strani che per dare una spiegazione a tali stravaganti momenti ci siamo inventati la figura dell’ “IspettoreAEVF”.
L’ispettore AEVF è una persona che noi incontriamo durante il nostro viaggio Sigericiano (da Roma al GSB) che non ha nulla a che vedere con l’ambiente che ci circonda ed è completamente fuori posto, oppure, meglio, un personaggio apparentemente perfettamente inserito nel contesto circostante, ma che poi si scopre non avere niente a che vedere con lo stesso ambiente in cui appare perfettamente inserito.
Per dare una spiegazione logica a questi incontri, immaginiamo che siano ispettori che la “famigerata AEVF”, sguinzaglia lungo la VF per controllare che noi la si percorra in modo corretto ed ortodosso.
Vale a dire che, per fare passare il tempo durante le tappe, ce ne siamo inventati di tutti i colori.
Si alternano momenti di rara saggezza ad altri di pura follia …..
Ma tempo e chilometri vanno fatti passare, in qualche modo, e, se le gambe sono allenate, la testa e il vivere insieme 24h su 24, per tanti giorni consecutivi un po’ meno…e bisogna trovare il modo di vivere insieme, sopportarsi, giocare, parlare….senza sbranarsi.
Almeno fino al 22 Maggio.
Va detto anche che, dopo il brutto momento passato in Viterbo, quando abbiamo dimenticato il “bordone” alla fontana, abbiamo deciso di identificare lo stesso come reale componente della spedizione, quindi abbiamo deciso di affibbiargli un nome, parlargli, aspettare risposte, ascoltarlo, ecc….come se fosse pellegrino anch’esso…
Non gli abbiamo messo lo zaino solo perché non sapevo come attaccarlo senza operare in modo violento sulla sua struttura.
Flora ed io non avremmo retto nel sentirlo lamentarsi.
Quindi dopo una notte dormita profondamente nell’agriturismo del sig. Luigi, altrettanto ottima colazione consumata  nello stesso luogo, ci siamo messi in cammino alla volta di Montefiascone.
Personalmente sono appassionato di storia romana (quella dei Cesari, Mario, Silla, Menenio Agrippa…eccc) e non vedevo l’ora di calpestare il famoso e meraviglioso basolato romano che si trova andando verso Montefiascone. Domenico a Viterbo, nei pochi minuti del nostro incontro ce ne aveva descritto meraviglie….
Prima di addormentarci nel morbido letto dell’agriturismo di Luigi, dopo una lunga e calda doccia, avevo provveduto a caricare l’itinerario da Viterbo a Bolsena, e a verificare la distanza fra il luogo dove eravamo alloggiati e il tracciato della VF.
Evidentemente il trambusto di quei primi giorni agitati mi aveva ottenebrato la mente…fatto è che fatti due rapidi calcoli….esordisco con un…”non c’è molto….andiamo di li, giriamo di la, prendiamo quella traversa e ci siamo……forse l’accorciamo un po’”..
Detto e fatto!!!

Peccato che, “quel giriamo di la” fosse la superstrada che va a Roma …….
Morale della favola….prima di arrivare sul tracciato ufficiale della VF abbiamo fatto almeno 5 km.
E’ vero che ne abbiamo risparmiato un paio….ma il conto è realmente deficitario.

Resomi conto del grosso sbaglio, mi profondo in 13500 scuse nei confronti della futura moglie, ma lei molto tranquillamente mi rincuora dicendo che abbiamo già fatto tante maratone, che non saranno un paio di km in più a fermarci….e se la ride e se la canta….

Sono realmente preoccupato…una moglie che passa sopra ad una cosa del genere!!! Mah!! 

Fatto è che di gran passo arriviamo presso il cimitero di Viterbo e ci immettiamo sulla retta via…
Da questa mattina Flo è dotata di apposito navigatore (Ugo) e con esso dovrebbe seguire la via, controllare che tutto combaci, e che, se Pino (il mio gps) va fuori di testa, se io mi acceco, se esco di melone,  lei e Ugo, siano in grado di seguire perfettamente la VF.
Quindi la prima parte della mattinata la passa a parlare e a litigare con Ugo che non ne vuol sapere di fare quello che dice lei, che dovrebbe essere quello che fa il mio. Uffa!
Pian pianino si accordano (Flo e Ugo) e addivengono ad un compromesso onorevole per entrambi.

Stiamo camminando in una atmosfera strana, non c’è bello, non fa freddo, non fa caldo, ma c’è una umida appiccisosità nell’aria che arriva a dare fastidio.

Aleggia a mezz’aria un qualcosa che assomiglia alla nostra nebbia, ma nebbia non è….
Per essere foschia è un po’ troppo densa, per essere nebbia è troppo rada……….

Temo che sia il prepararsi di un altro acquazzone.
Ma intanto facciam dei metri…che ogni passo fatto asciutti…..è uno in meno di acqua presa.
Quest’oggi mi sento molto Boskov (allenatore serbo che ha fatto fortuna in Italia ma soprattutto è famoso per le sue perle di saggezza del tipo: “è rigore quando arbitro dà”)  e sentenzio così, praticamente gratis.

Ad un tratto in mezzo alla campagna vedo un assembramento di camper e roulottes, e macchine, una baracca bar…e penso: “ toh! Guarda dove hanno fatto un campeggio!!”.
“Ma non è un campeggio” mi fa notare la mia futura moglie, è un bulicame.
Al mio sguardo stupito (più stupido che stupito, per il vero) mi snocciola tutto un sacco di cultura che faccio fatica a seguire.
Al mio chiedere se allora qui vicino c’è il “basolato romano” la futura moglie abbandona sconsolata la spiegazione.

Per riacquistare i punti persi nella precedente discussione esco con l’idea di dare il nome al “bordone”, visto che ormai è il nostro compagno di viaggio preferito, e che è lui il protagonista della staffetta e che non possiamo sempre dire prendi il bastone, tieni il bastone, dov’è il bastone ecc…
Come succede in tutte le famiglie quando è il momento di dare il nome al figlio c’è un po’ di silenzio e poi parte la sequenza delle proposte.
Me ne esco con VilFred (detto e scritto così) come nome e cognome e tralascio il 2 che non mi piace.
Proposta accettata!!!
Anche VilFred sembra gradire.
D’ora in poi sarà il nostro  amico VilFred….

Inorgoglito dall’onore della nuova paternità con fare saggio scruto l’aere (nella nebbia il cielo non si vede) e sentenzio che potrebbe piovere da un momento all’altro e che conviene tenere pronte mantella e ombrella (per via della rima).


La verde campagna viterbese ci accoglie uggiosa e dolcemente mossa nelle sue forme, fra campi coltivati e grandi prati macchiati dalle greggi bianche, tenute unite da solerti e precisi cani  pastore.


Gli umani, quando presenti, soggiornano in auto o in piccoli fuori strada sonnecchiando o leggendo il giornale (saranno per la Lazio o per la Roma?)

La tanto temuta pioggia alfine arriva.

Fine e fitta scende senza rumore ma bagna in maniera totale.
Non ci si salva da questo tipo di pioggia.
Noi proviamo a difenderci.
Maledizione, proprio ora che siamo sul “basolato romano”

Proprio qui che volevo godermi il “mio” basolato romano.
Non rinuncio al piacere di qualche foto a questa meraviglia di tecnica costruttiva.

Mi fermo anche a leggere i cartelli esplicativi.
E’ veramente bello, anche, e specialmente adesso, che piove.
L’acqua lo ha lucidato e messo a festa.
Le enormi pietre spianate dall’uomo e sapientemente posate, rilucono sotto l’azione della pioggia, i riflessi dell’acqua risaltano gli incavi provocati dal secolare passaggio dei carri.

E intanto siamo ai piedi di Montefiascone  


Un’erta salita ci fa sbuffare non poco, anche perché, nel frattempo, ha smesso di piovere ed è spuntato un timido, ma caldo solicello.
Poca roba, ma su quella salita si sente.
Poca roba e poco tempo, giusto il tempo di arrivare nel centro storico.


Ci affacciamo alla balconata sommitale nel parco del castello (è vero che è un castello?) e sotto di noi appare, fra nuvole e foschia il lago di Bolsena con le sue isole.


Flora iniza a nominare i nomi delle isole che non riesco a memorizzare…Margherita? Genoveffa? Non ricordo, ma mi sembrano belle.


Un’aria gelida spazza il bel parco dove pensiamo di mangiare, non c’è un punto si sia riparati dal vento di tramontana (non so se era tramontana…ma rende l’idea), nuvoloni minacciosi salgono dal lago .
Una chiesetta aperta ci offre riparo.


Ci accampiamo sui gradini del portale e il più in disparte possibile consumiamo il rapido e frugale pasto. Prendiamo in prestito anche un paio di sedie che ci servono a fare asciugare un attimo le mantelle.
Tenendo conto di dove siamo e del periodo, fa veramente freddo.
Abbiamo ancora tanta strada da fare, andiamo a cercare un bar per un caffè bollente.
Troviamo una locanda chic…entriamo, non entriamo, entriamo, non entriamo…..entriamo.
Chiediamo al gestore se poteva farci i caffè……….
Ci guarda, ci squadra, è li per dire di no……da un rapido sguardo alla clientela, e decide di fare lo sforzo dei caffè…
Io ero già infulminato e stavo per uscire….non sarà mica l’unico bar al mondo, con l’ultimo caffè rimasto!!!
Ingolliamo il nero liquido ristoratore, e ripartiamo.
Un sole accecante gioca a nascondino fra le nuvole, ora regalandoci scorci favolosi sul lago e miti temperature, ora raggelandoci col vento freddo e teso.

Il percorso ci fa  allungare un attimo la strada passando davanti ad una chiesa stupenda: la chiesa di San Flaviano.

Flora vuole visitarla a tutti i costi….io mugugno un po’, abbiamo ancora tanto da fare e il tempo è quel che è…..poi entro e …in effetti…merita.


Eh si! che merita.
Veramente molto bella .
Scatto qualche foto ricordo appoggiandomi qua e la per non usare il flash…….


Ripartiamo più contenti.
Il tempo incerto accelera il nostro passo, grasse nuvole salgono dal lago, ci passano sopra, e vanno ad ammassarsi più in la, in grossi cumuli grigio scuro che non promettono nulla di buono.

Davanti a noi, lungo una deserta strada bianca, avanza, tranquillamente, incurante dei nuvoloni un uomo, anziano, ma non troppo, modestamente vestito tanto da sembrare un pastore o un contadino….
Per essere un contadino, visto l’orario, è mancante di troppe cose….
Non ha trattore, non ha attrezzi di nessun genere, va troppo tranquillo, e non mi sembra neppure troppo vicino a casa.
Assomiglia di più ad un pastore….ma non vedo armenti, non vedo cani….non ha la bisaccia…e, guardandolo bene  non ha nemmeno la faccia da pastore…
Quando lo incrociamo, si ferma, ci saluta e ci intervista per bene.
Le solite cose, da dove, per dove, perché, per come…ecc..
Contenti di far due chiacchiere cortesi ci fermiamo volentieri.
Parla un italiano correttissimo, con uno strano accento….che non ci sembra del luogo….
All’improvviso inizia  a raccontarci la sua vita………..
Nel volgere di pochi minuti sappiamo tutto di lui, dei suoi figli e dei suoi amici…….
Ha voglia di parlare….
Noi dovremmo andare…ma…ha troppo voglia di parlare e lo lasciamo continuare.
E racconta, racconta….
Scopriamo che è un tecnico petrolifero ed ha ricoperto grandi cariche dirigenziali…..
Conosce un sacco di persone importanti……….
Ci descrive perfettamente cosa è successo nel mar del Messico, perché è uscito e sta uscendo tanto petrolio, cosa non ha funzionato e perché.
E non dice stupidaggini….
Poi d’improvviso, come aveva iniziato a parlare, smette.
Come ci aveva salutato all’inizio, ci saluta alla fine………
Come era arrivato…..va….
Con lo stesso passo tranquillo e pacato da pastore senza gregge, da contadino senza zappa….
Da petroliere in pensione.
Noi riprendiamo il nostro cammino veloce, scandito da un VilFred brillante e pimpante.
Poi rallentiamo e ci guardiamo perplessi…..
Il signore di prima…..il petroliere in pensione….che senso aveva nella nostra giornata, che senso aveva in quella campagna sotto Montefiascone, spazzata dal vento gelido……….
Era tutto fuori posto.
Era apparso, d’improvviso dietro una curva, ed era scomparso subito dopo il nostro incontro…..
Strano………
Sorridendo arriviamo alla conclusione che…anche lui stava lavorando.
Era  un ispettore AEVF
L’Associazione ha assoldato tutta una serie di personaggi, che in posti prestabiliti e nei momenti giusti devono controllare che noi stiamo percorrendo realmente la via nel modo ortodosso, che l’associazione non può permettersi di sputtanarsi per due che dicono in un modo e fanno in un altro.
Così disquisendo e ridendo di gusto il cammino avanza….
Il vento dopo aver finalmente spazzato le nuvole si è calmato e ci lascia intiepidire le ossa da un sole stupendo.
Siamo di crinale sopra il lago di Bolsena .
L’ormai assolato pomeriggio primaverile ci offre scorci incredibili.
Lago e ulivi inondano i nostri sensi di mille scintillii d’oro e d’argento.
E immaginiamo questi pendii ammantati dai gialli del grano.
Ora il verde delle spighe ondeggia morbido, accarezzato dal vento.
Ci immergiamo in un fresco parco ricco d’acqua, fra alberi secolari e, strano ma vero, iniziamo a trovare sempre più frequentemente la segnaletica VF ministeriale.
Bolsena è li…..
A pochi passi.
Il percorso si diverte invece a prenderla lunga, a farci salire e scendere, percorrere vallette, e conche….
Non si arriva più!




La stanchezza toglie poesia al nostro andare.
“Pino” mi racconta che sono più di 40 i km fatti e oltre 800 i metri di dislivello.


Abbiamo ragione ad essere stanchi……….ma abbiamo ancora tanto da fare………
A Bolsena abbiamo appuntamento con il presidente dell’Associazione dei Camperisti di Viterbo che gentilmente si è offerto di recuperarci e riportarci a Viterbo a prendere il nostro Camperone, ancora parcheggiato da Luigi.
Purtroppo non abbiamo né tempo né voglia di visitare Bolsena, che meriterebbe parecchio.


Sono più delle 18 quando ci incontriamo col “presidente” .
E’ accompagnato dalla moglie, con una macchina tenuta che è uno spettacolo, molto elegante e distinto.

Noi entriamo in questo mondo pulito e ordinato, con la grazia dei cinghiali in una campo di patate.
Siamo sporchi, sudati e stanchissimi, VilFred non sa come mettersi, è lungo e ingombrante e in un auto striscia ovunque.
Non so se siamo stati cortesi a sufficienza con chi ci ha fatto il grande favore di recuperarci e portarci a prendere il mezzo di appoggio.
Abbiamo cercato di conversare il più amabilmente possibile…..
Spero che il “presidente” non ce ne voglia….
Salutati e ringraziati tutti coloro che in questi due gg ci hanno aiutato salgo a bordo del Westf e parto alla volta di Bolsena.
Il viaggio Viterbo – Montefiascone – Bolsena è lungo in camper!!
Quasi a buio ci fermiamo in un campeggio lungo-lago a pochi metri dall’acqua.
Dopo la doccia mangiamo mentre la sera ci regala un tramonto incantato…
Ma siamo troppo stanchi per lasciarci catturare da questa sensazione.
Il vento, di nuovo forte, scuote il mezzo……..
Ci infiliamo rapidamente nel sacco a pelo……….
Buona notte………. 

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