Un forte vento ha scosso il camper per tutta la notte.
Ci svegliamo con comodo.
La tappa per arrivare ad Acquapendente non è lunga, quindi
la possiamo prendere relativamente comoda e recuperare un po’ le energie spese
ieri.
Con gli occhi ancora pieni delle briciole del sonno (cit.) scendo
dal letto e butto un occhio al termometro che indica la temperatura esterna.
8°C.
Leggo e rileggo il numero con attenzione.
So di non essere al top della lucidità e dopo aver riletto
il numero sul display, mi chiedo dove sono?
Sono sulla VF o sono in Val Badia….
Normalmente queste sono le temperature del mattino al
campeggio Sass d'Lacia a Sarè, sotto il P.so Falzarego a quota 1700mt slm.
Ora, in teoria, dovrei essere sulle sponde del Lago di
Bolsena….nel Lazio…
Scosto i pannelli alluminati che oscurano e isolano i vetri
del “Camperone” e butto un occhio all’esterno.
Quello che ho davanti è uno specchio d’acqua e anche di
grandi dimensioni….che ricordi io in Val Badia tanta acqua così tutta
insieme…non c’è.
Quindi siamo sulla VF e sul lago di Bolsena, se ieri sera,
dalla stanchezza, non ho sbagliato lago ecc..ecc…
Intorpiditi ingolliamo una caffettiera da 6 di nero caffè
bollente, per svegliarci….
Colazione tipicamente alpina, e, dopo aver preparato il
Westf alla partenza, lasciamo le chiavi
del mezzo alla signora del campeggio.
Oggi, per la prima volta, ci trasportano il camper fino a destinazione.
Noi col fido VilFred ci avviamo verso il centro di Bolsena.
Dobbiamo ancora mettere il timbro sulle credenziali.
In chiesa troviamo il parroco che, cordialissimo, oltre ad
accoglierci con calore ci fa da guida
turistica . Abbiamo tempo e lo ascoltiamo volentieri.
Il meteo, anche oggi, non garantisce una giornata decente,
ma noi contiamo sulla benedizione di Don Bruno.
Una corona di basse nuvole grigiastre circonda il lago, più
in alto fuggono nubi sottili.
Flora ha lasciato l’ombrellino giallo e rotto, in camper….
Una rapida occhiata al cielo ci consiglia vivamente l’acquisto
di un nuovo e più robusto ombrello.
La nostra richiesta fa inorridire più di un negoziante.
Una signora con cenno sdegnato ci indica che più in la ….c’è
un negozio di roba colorata, dovrebbero averli.
Capiamo tutto poco dopo.
All’uscita del paese c’è un negozio di cinesi che espone
merce di ogni tipo, e tutta coloratissima.
Hanno anche gli ombrelli pieghevoli.
Per pochi euro ne acquistiamo uno che ha l’aria di essere
robusto. E’ un po’ pesante ma va benone.
Ora siamo completi di tutto: VilFred presente, gli zaini
sono a posto, cappello in testa, mantelle ok, ombrello c’è, viveri anche,
scarseggia la voglia di camminare.
A questo punto non abbiamo scelta!!
Vengono a prendere il Westf al campeggio, non abbiamo le
chiavi, dobbiamo arrivare ad Acquapendente. Coraggio.
Sbuffando e con fatica saliamo la prima rampa
Una volta in quota il cammino diventa più agevole e, le
gambe un po’ più sciolte, ci portano ben presto ai nostri ritmi abituali.
Normalmente teniamo una media di viaggio oltre i 4km/h…a
volte arriviamo fino ad oltre 5km/h, ma non vogliamo forzare, dobbiamo sempre
avere energie di scorta per gli eventuali imprevisti.
Inizialmente Flora aveva un passo decisamente superiore.
Un bel passo rapido come di chi sta andando in stazione a
prendere il treno ed è in ritardo, ma è un passo che si può mantenere per poco
tempo.
Io, se non corro, ho il classico passo di chi sta andando al
bar a prendere il caffè; è un passo che si può tenere per giorni….ma non
rende..
Abbiamo trovato un bel compromesso, e un’andatura sui 4,5
km/h ci permette di fare tanta strada senza distruggere le gambe.
In pratica, una volta giunti a fine tappa siamo in grado di
andare in giro a fare turismo e a visitare chiese e musei, oppure, se le
circostanze lo richiedono, siamo in grado di accelerare tranquillamente per
rientrare nei tempi previsti o per andare a trovare riparo in caso di pioggia
battente.
In ogni caso abbiamo notato che il passo che abbiamo
standardizzato ci consente di essere mediamente in anticipo sui tempi previsti
e nello stesso tempo ci consente di chiacchierare e cantare (Flora)
tranquillamente.
A volte filosofeggiamo pure (bisogna pur passare il tempo)
Poi il cammino da fare è ancora tanto.
Lungo un bel sentiero, vista lago, aria tersa e fresca con
un sole a tratti limpido e a tratti malato, incontriamo un gruppo di anziani
pellegrini/escursionisti che sta andando in direzione Roma.
Sono tutti Italiani.
Ce ne accorgiamo subito, oltre che dalla lingua, anche dalla
quantità di lamentele che hanno da fare .
Chi si lamenta perché c’è troppo asfalto, chi si lamenta
perché le tappe sono lunghe, la segnaletica dovrebbe farla il CAI, la ce n’è,
la non ce n’è…chi per questo, chi per quello… In pochi minuti riescono a farmi
innervosire….
Flora con un secco calcio negli stinchi mi zittisce.
Amabilmente saluta, e da loro appuntamento all’ufficio
turistico di Fidenza, qual’ora dovessero passare di li….
Io mugugno, sbuffo e brontolo….
Non è possibile, incroci pellegrini stranieri, mediamente
sono sorridenti, soddisfatti, l’espressione della serenità. Incroci pellegrini
italiani….tutto un bofonchiare un lamentarsi….
Ma, pellegrino italiano benedetto…. guardati attorno, non
andare via a testa bassa, guarda in che natura stupenda stai camminando, è il
paradiso…non farlo diventare per forza un purgatorio.
E’ un pellegrinaggio, non una punizione divina, anzi.
Ci sono bellezze stupende da osservare con calma,
attentamente, in ogni particolare, si incontrano persone bellissime con cui
fermarsi a fare due parole, perché lamentarsi sempre e comunque….
Avanziamo immersi in una
atmosfera strana, irreale.
Sole limpido, aria fresca, la campagna ci regala colori
meravigliosi,
lucidi e sfolgoranti……….ma non c’è un rumore, non c’è uccellino
che canti.
Silenzio.
In lontananza il rumore attutito di attività contadine.
S’è fermato anche il vento.
Per un attimo abbiamo anche caldo….
Mi fermo per fare qualche foto…..
Lo spettacolo è incredibile.
Sopra di noi un perfetto cerchio di azzurro limpido ci tiene
al sole, tutto intorno nuvoloni plumbei che come onde si riversano verso di
noi.
Noi due, statue sulla strada bianca, ad osservare il cielo.
Sotto di noi il lago è ormai grigio fumo di Londra.
Noi qui al sole………
Stranamente pacifico e tranquillo dico alla mia futura
moglie:
“siamo nell’occhio del ciclone”
“prepara mantella e ombrella (sempre per la rima)”
“da li a li ne vien giù una gamba”
e lei…bella tranquilla….
“ eh si!!”
e comincia a cantarsela
e fa cantare anche me…”viva l’amor”
Vigliacco se azzecco un attacco, ma tanto fa .
Un paio di goccioloni , scagliati come proiettili dal vento
alzatosi d’improvviso, ci fanno tornare all’efficienza e, in un attimo siamo
pronti a ricevere le secchiate d’acqua di cui sopra.
Invece no….
Il cielo come si è chiuso si riapre, e ci regala il nostro
solito buco d’azzurro.
Ci bagniamo un po’ arrivando in San Lorenzo. Attraversiamo
un prato erboso, che, ancora intriso d’acqua, impregna scarpe e pantaloni….
Poco male, il sole che spunta e l’aria secca ci asciugano
quasi subito.
Teniamo le mantelle ancora un po’ proprio per farle
asciugare bene prima di rimetterle nello zaino.
Arriviamo a San Lorenzo poco dopo mezzogiorno.
Approfittiamo dello sprazzo di sole per fermarci a mangiare.
Il paese è ancora “bagnato”.
Ampie pozzanghere lungo le strade e le panchine della piazza
piene d’acqua ci indicano che qui è venuta molta più pioggia di quella che
abbiamo preso noi lungo il cammino.
Ci accomodiamo su una panchina al sole, usando le mantelle
come cuscino.
Il camioncino di un
ambulante li vicino emana un profumo decisamente invitante.
E’ un venditore di porchetta….
Flo non ha mai mangiato un panino con la porchetta. Ma
dai!!!
Rapido consulto familiare e si decide che è ora di provare
l’intensa emozione di un buon panino con porchetta.
Flora parte all’assalto, ordina due panini.
“Quant’è?” chiede
“3 €” risponde il porchettaro
e candida come sempre, abituata ai prezzi di casa nostra,
Flo mette sul banco una cartamoneta da 5€ e una moneta da 1€.
Il venditore la guarda scandalizzato, e restituisce la
moneta da 1€ e il resto di 2 € per arrivare a 5€.
Flo ritorna senza parole ( non è mica facile) .
Oltretutto la porchetta è veramente buona.
Ci vorrebbe anche un bel bicchiere vino (il vino del
pellegrino col panino e maialino….che poesia…che rime!!!! Potenza di un buon
panino) ma sobriamente mi accontento della birra.
Flo torna dal porchettaro per complimentarsi della bontà del
panino e lui pare veramente contento dei complimenti.
Refoli di vento freddo ci consigliano di recuperare
velocemente un bar, per un caffè, e partire altrettanto rapidamente alla volta
di Acquapendente.
Anche qui….i prezzi…perché a casa un caffè costa 1€ mentre
in queste zone non lo paghi più di 0,80€? Ma anche in centro a Roma!!
Così mugugnando ci chiediamo come mai abbiamo pagato così
poco n° 2 panini con porchetta.
Tra le altre cose, il pane era fresco e buono, la porchetta
era tanta e buona, bella tenera cotta bene, ben condita….va bene che abbiamo
fame…
Flo, come sempre, ha la risposta pronta……….
“E’ ovvio, che ci tratti bene!!!”
“quello non è un porchettaro come gli altri!” “ è un altro
ispettore AEVF”
“aaaaaaaaaaahhhhhhh” ho capito, non c’ero arrivato subito….è
vero…non può che essere così!!”
Se siamo così conciati dopo 5 giorni di cammino….siamo a
posto.
Ce la stiamo ridendo di gusto quando all’improvviso passa un
furgone che ci suona…..
Ma è il nostro “camperone”….
L’autista si ferma…..noi facciamo una volata a salutare il
nostro mezzo….
Ci informiamo dai conduttori se è tutto a posto….
Li salutiamo e li ringraziamo di cuore, e guardando il Westf
che sfreccia verso Acquapendente….ci commuoviamo….
Che bei momenti!!
Per arrivare alla meta mancano pochi chilometri, ma
stranamente impieghiamo tanto tempo.
Frequenti ed improvvisi, arrivano scrosci di pioggia; brevi
ma tali da farci perdere tempo ad indossare la mantella e aprire ombrella
(!)….poi finito lo scroscio il sole scalda e bisogna togliere mantella e
chiudere ombrella (e dai!!) .
Il tutto condito da: posa VilFred prendi VilFred, tieni
Pino, dammi Pino, ti tengo Ugo, prendi Ugo e così via.
Abbiamo un certo traffico.
Però stiamo bene….
Il nostro lavoro è camminare…non dobbiamo fare altro che
camminare.
L’uomo è stato costruito per camminare, è una macchina da
passi……….
Noi stiamo camminando, per di più camminiamo immersi in
paesaggi di grande bellezza, non abbiamo nessuna preoccupazione, cantiamo e
chiacchieriamo……….ci teniamo per mano, e più il tempo passa meglio andiamo,
siamo veramente 3 corpi un anima (Flora, VilFred ed io…Pino ed Ugo sono un
gradino sotto se pur utilissimi).
Questo antico, nuovo modo di vivere ci sta insegnando molto,
ci sta donando tanta serenità, tanta pace interiore, respiriamo bene….siamo noi
stessi…ci sentiamo “belli”.
Fra qualche giorno ci sposeremo e dovremo camminare insieme una vita…stiamo imparando a camminare
Camminando s’impara a Camminare…..
Bello! Mi piace proprio
Camminando si impara a Camminare
Mi sembra il concetto più bello del pellegrinaggio…
Non mi sembra nemmeno giusto inserire l’idea della meta………
Un pezzo di strada trafficata ci riporta sulla Terra……
Ora dobbiamo trovare l’ostello presso il quale hanno
parcheggiato il Westf e dove
probabilmente alloggeremo stanotte.
Chiediamo in giro, ma sembra che la gente che incontriamo
non abiti li….
Strano…
Alla fine incontriamo qualcuno con le idee chiare, che ci fa
tornare indietro e ci manda su per una via……….
Madonna che salita…ma mi hanno portato il camper su di qui?
Gli hanno tirato il collo!!!
Alla fine della ripida salita si apre uno spiazzo con una
chiesina e un gruppo di case.
Una giovane signora sorridente ci accoglie….
Fa piacere venire accolti con sorriso sincero.
Conosciamo suor Cecilia (nome inventato)……………..
E’ una suora stupenda, con grande sorriso e grande cuore.
Questo gruppo mantiene con amore e dedizione questo ostello,
molto dignitoso e semplice, ma pulito e accogliente……
Ci si sente a casa qui da loro….
E’ una bella sensazione.
Sono tutti gentilissimi, siamo quasi in difficoltà. Ci
forniscono anche una presa di corrente volante per il camper. Stanotte
dormiremo nel Westf, ma approfittiamo dell’ostello per la doccia.
Vogliamo fare comunque offerta per il mantenimento
dell’ostello e per ringraziare le suore e la comunità per l’accoglienza.
Suor Cecilia ci raccomanda di fare un offerta equa….non
troppo…a loro basta poco, pochissimo…anche troppo poco aggiungiamo noi.
Fuori del convento campeggia una bellissima piastrella con i
nomi delle due suore e un’altra che dice che il pellegrino è sempre accolto con
entusiasmo.
A noi colpisce tantissimo la gioia e la serenità che si
respira su questo cocuzzolo fuori paese.
Un piccolo angolo di paradiso. Non hanno niente di speciale
qui…..solo tanta gioia……e si sente e si vede.
Flora ha male ai piedi…….
Ma dobbiamo scendere in paese a depositare le chiavi del
mezzo al bar di fianco al comune….che domani il sig. P. le passa prendere
per portare il Westf a Radicofani. Poi dobbiamo fare qualche acquisto.
Flora scende coi sandali.
Intanto che scendiamo Giove Pluvio apre i rubinetti del
cielo.
Ma quant’acqua!!!!
Le vie del paese diventano ruscelli, in breve abbiamo i
piedi immersi nell’acqua…
Dapprima ci ripariamo ad un parcheggio coperto, poi saltiamo
a destra e sinistra riparandoci sotto portici e grondaie. Dobbiamo consegnare le chiavi del "camperone" in un bar (Natale) che dovrebbe essere vicino al municipio....alla destra del "Televisore" (così ci hanno detto).... Televisore??? mah!!
Facciamo un’altra tappa in un negozio di ferramenta, e poi
raggiungiamo il famoso bar alla destra del “televisore” sotto i portici del
comune.
A noi la storia del televisore sotto i portici del comune ha
sempre fatto un po’ specie e non capivamo………..
Adesso lo vediamo….un bel maxi schermo che trasmette
continuamente notizie, le più varie…..
C’è!!!
Il cielo si oscurato completamente e c’è acqua ovunque.
Flo ha i piedi bagnati e freddi
Ne approfittiamo per una bella cioccolata calda!!!
Ma siamo a maggio…..nel Lazio, ma giuro che ci voleva!!!
Finito il temporale ritorniamo su in fretta………
Dal cocuzzolo dove si trova il convento si ammira un
panorama stupendo.
Il temporale ha spazzato via l’umidità e i colori della sera
infiorano lo stupendo arcobaleno che segna la fine del temporale.
La, in fondo, ma molto in fondo, si intravede un cocuzzolo.
Flora sentenzia: Radicofani!!
A Flo è passato anche il mal di piedi.
Potenza del pellegrinaggio!!! (e dell'acqua fredda del temporale....ha fatto un pediluvio di acqua fredda che ha rigenerato le articolazioni offese dagli scarponi....che usati sul terreno non adatto...fanno assai male)
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