lunedì 12 marzo 2018

Nell'occhio del ciclone


Un forte vento ha scosso il camper per tutta la notte.
Ci svegliamo con comodo.
La tappa per arrivare ad Acquapendente non è lunga, quindi la possiamo prendere relativamente comoda e recuperare un po’ le energie spese ieri.
Con gli occhi ancora pieni delle briciole del sonno (cit.) scendo dal letto e butto un occhio al termometro che indica la temperatura esterna.
8°C.
Leggo e rileggo il numero con attenzione.
So di non essere al top della lucidità e dopo aver riletto il numero sul display, mi chiedo dove sono?
Sono sulla VF o sono in Val Badia….
Normalmente queste sono le temperature del mattino al campeggio Sass d'Lacia a Sarè, sotto il P.so Falzarego a quota 1700mt slm.
Ora, in teoria, dovrei essere sulle sponde del Lago di Bolsena….nel Lazio…
Scosto i pannelli alluminati che oscurano e isolano i vetri del “Camperone” e butto un occhio all’esterno.
Quello che ho davanti è uno specchio d’acqua e anche di grandi dimensioni….che ricordi io in Val Badia tanta acqua così tutta insieme…non c’è.
Quindi siamo sulla VF e sul lago di Bolsena, se ieri sera, dalla stanchezza, non ho sbagliato lago ecc..ecc…
Intorpiditi ingolliamo una caffettiera da 6 di nero caffè bollente, per svegliarci….
Colazione tipicamente alpina, e, dopo aver preparato il Westf  alla partenza, lasciamo le chiavi del mezzo alla signora del campeggio.
Oggi, per la prima volta, ci trasportano il camper  fino a destinazione.
Noi col fido VilFred ci avviamo verso il centro di Bolsena.
Dobbiamo ancora mettere il timbro sulle credenziali.
In chiesa troviamo il parroco che, cordialissimo, oltre ad accoglierci con calore ci fa da guida  turistica . Abbiamo tempo e lo ascoltiamo volentieri.


Il meteo, anche oggi, non garantisce una giornata decente, ma noi contiamo sulla benedizione di Don Bruno.
Una corona di basse nuvole grigiastre circonda il lago, più in alto fuggono nubi sottili.
Abbiamo indossato i nostri wind stopper da montagna e non ce ne pentiamo.
Flora ha lasciato l’ombrellino giallo e rotto, in camper….
Una rapida occhiata al cielo ci consiglia vivamente l’acquisto di un nuovo e più robusto ombrello.
La nostra richiesta fa inorridire più di un negoziante.
Una signora con cenno sdegnato ci indica che più in la ….c’è un negozio di roba colorata, dovrebbero averli.
Capiamo tutto poco dopo.
All’uscita del paese c’è un negozio di cinesi che espone merce di ogni tipo, e tutta coloratissima.
Hanno anche gli ombrelli pieghevoli.
Per pochi euro ne acquistiamo uno che ha l’aria di essere robusto. E’ un po’ pesante ma va benone.
Ora siamo completi di tutto: VilFred presente, gli zaini sono a posto, cappello in testa, mantelle ok, ombrello c’è, viveri anche, scarseggia la voglia di camminare.
A questo punto non abbiamo scelta!!
Vengono a prendere il Westf al campeggio, non abbiamo le chiavi, dobbiamo arrivare ad Acquapendente. Coraggio.
Sbuffando e con fatica saliamo la prima rampa





che ci porta fuori paese, ogni scusa è buona per la sosta, una foto, guarda li, guarda il lago, che bello……….
Una volta in quota il cammino diventa più agevole e, le gambe un po’ più sciolte, ci portano ben presto ai nostri ritmi abituali.
Normalmente teniamo una media di viaggio oltre i 4km/h…a volte arriviamo fino ad oltre 5km/h, ma non vogliamo forzare, dobbiamo sempre avere energie di scorta per gli eventuali imprevisti.
Inizialmente Flora aveva un passo decisamente superiore.
Un bel passo rapido come di chi sta andando in stazione a prendere il treno ed è in ritardo, ma è un passo che si può mantenere per poco tempo.
Io, se non corro, ho il classico passo di chi sta andando al bar a prendere il caffè; è un passo che si può tenere per giorni….ma non rende..
Abbiamo trovato un bel compromesso, e un’andatura sui 4,5 km/h ci permette di fare tanta strada senza distruggere le gambe.
In pratica, una volta giunti a fine tappa siamo in grado di andare in giro a fare turismo e a visitare chiese e musei, oppure, se le circostanze lo richiedono, siamo in grado di accelerare tranquillamente per rientrare nei tempi previsti o per andare a trovare riparo in caso di pioggia battente.
In ogni caso abbiamo notato che il passo che abbiamo standardizzato ci consente di essere mediamente in anticipo sui tempi previsti e nello stesso tempo ci consente di chiacchierare e cantare (Flora) tranquillamente.
A volte filosofeggiamo pure (bisogna pur passare il tempo)
Poi il cammino da fare è ancora tanto.

Lungo un bel sentiero, vista lago, aria tersa e fresca con un sole a tratti limpido e a tratti malato, incontriamo un gruppo di anziani pellegrini/escursionisti che sta andando in direzione Roma.
Sono tutti Italiani.

Ce ne accorgiamo subito, oltre che dalla lingua, anche dalla quantità di lamentele che hanno da fare .
Chi si lamenta perché c’è troppo asfalto, chi si lamenta perché le tappe sono lunghe, la segnaletica dovrebbe farla il CAI, la ce n’è, la non ce n’è…chi per questo, chi per quello… In pochi minuti riescono a farmi innervosire….
Flora con un secco calcio negli stinchi mi zittisce.
Amabilmente saluta, e da loro appuntamento all’ufficio turistico di Fidenza, qual’ora dovessero passare di li….
Io mugugno, sbuffo e brontolo….
Non è possibile, incroci pellegrini stranieri, mediamente sono sorridenti, soddisfatti, l’espressione della serenità. Incroci pellegrini italiani….tutto un bofonchiare un lamentarsi….
Ma, pellegrino italiano benedetto…. guardati attorno, non andare via a testa bassa, guarda in che natura stupenda stai camminando, è il paradiso…non farlo diventare per forza un purgatorio.
E’ un pellegrinaggio, non una punizione divina, anzi.
Ci sono bellezze stupende da osservare con calma, attentamente, in ogni particolare, si incontrano persone bellissime con cui fermarsi a fare due parole, perché lamentarsi sempre e comunque….
Avanziamo immersi in una  atmosfera strana, irreale.



Sole limpido, aria fresca, la campagna ci regala colori meravigliosi,
lucidi e sfolgoranti……….ma non c’è un rumore, non c’è uccellino che canti.
Silenzio.
In lontananza il rumore attutito di attività contadine.
S’è fermato anche il vento.
Per un attimo abbiamo anche caldo….
Mi fermo per fare qualche foto…..
Lo spettacolo è incredibile.

Sopra di noi un perfetto cerchio di azzurro limpido ci tiene al sole, tutto intorno nuvoloni plumbei che come onde si riversano verso di noi.
Noi due, statue sulla strada bianca, ad osservare il cielo.
Sotto di noi il lago è ormai grigio fumo di Londra.
Noi qui al sole………
Stranamente pacifico e tranquillo dico alla mia futura moglie:
“siamo nell’occhio del ciclone”
“prepara mantella e ombrella (sempre per la rima)”
“da li a li ne vien giù una gamba”

e lei…bella tranquilla….
“ eh si!!”
e comincia a cantarsela
e fa cantare anche me…”viva l’amor”
Vigliacco se azzecco un attacco, ma tanto fa .

Un paio di goccioloni , scagliati come proiettili dal vento alzatosi d’improvviso, ci fanno tornare all’efficienza e, in un attimo siamo pronti a ricevere le secchiate d’acqua di cui sopra.


Invece no….
Il cielo come si è chiuso si riapre, e ci regala il nostro solito buco d’azzurro.
Ci bagniamo un po’ arrivando in San Lorenzo. Attraversiamo un prato erboso, che, ancora intriso d’acqua, impregna scarpe e pantaloni….
Poco male, il sole che spunta e l’aria secca ci asciugano quasi subito.



Teniamo le mantelle ancora un po’ proprio per farle asciugare bene prima di rimetterle nello zaino.
Arriviamo a San Lorenzo poco dopo mezzogiorno.
Approfittiamo dello sprazzo di sole per fermarci a mangiare.
Il paese è ancora “bagnato”.
Ampie pozzanghere lungo le strade e le panchine della piazza piene d’acqua ci indicano che qui è venuta molta più pioggia di quella che abbiamo preso noi lungo il cammino.
Ci accomodiamo su una panchina al sole, usando le mantelle come cuscino.
Il  camioncino di un ambulante li vicino emana un profumo decisamente invitante.
E’ un venditore di porchetta….
Flo non ha mai mangiato un panino con la porchetta. Ma dai!!!
Rapido consulto familiare e si decide che è ora di provare l’intensa emozione di un buon panino con porchetta.
Flora parte all’assalto, ordina due panini.
“Quant’è?” chiede
“3 €” risponde il porchettaro
e candida come sempre, abituata ai prezzi di casa nostra, Flo mette sul banco una cartamoneta da 5€ e una moneta da 1€.
Il venditore la guarda scandalizzato, e restituisce la moneta da 1€ e il resto di 2 € per arrivare a 5€.
Flo ritorna senza parole ( non è mica facile) .
Oltretutto la porchetta è veramente buona.

Ci vorrebbe anche un bel bicchiere vino (il vino del pellegrino col panino e maialino….che poesia…che rime!!!! Potenza di un buon panino) ma sobriamente mi accontento della birra.
Flo torna dal porchettaro per complimentarsi della bontà del panino e lui pare veramente contento dei complimenti.
Refoli di vento freddo ci consigliano di recuperare velocemente un bar, per un caffè, e partire altrettanto rapidamente alla volta di Acquapendente.
Anche qui….i prezzi…perché a casa un caffè costa 1€ mentre in queste zone non lo paghi più di 0,80€? Ma anche in centro a Roma!!
Così mugugnando ci chiediamo come mai abbiamo pagato così poco n° 2 panini con porchetta.
Tra le altre cose, il pane era fresco e buono, la porchetta era tanta e buona, bella tenera cotta bene, ben condita….va bene che abbiamo fame…
Flo, come sempre, ha la risposta pronta……….
“E’ ovvio, che ci tratti bene!!!”
“quello non è un porchettaro come gli altri!” “ è un altro ispettore AEVF”
“aaaaaaaaaaahhhhhhh” ho capito, non c’ero arrivato subito….è vero…non può che essere così!!”
Se siamo così conciati dopo 5 giorni di cammino….siamo a posto.
Ce la stiamo ridendo di gusto quando all’improvviso passa un furgone che ci suona…..
Ma è il nostro “camperone”….
L’autista si ferma…..noi facciamo una volata a salutare il nostro mezzo….
Ci informiamo dai conduttori se è tutto a posto….
Li salutiamo e li ringraziamo di cuore, e guardando il Westf che sfreccia verso Acquapendente….ci commuoviamo….
Che bei momenti!!
Per arrivare alla meta mancano pochi chilometri, ma stranamente impieghiamo tanto tempo.
Frequenti ed improvvisi, arrivano scrosci di pioggia; brevi ma tali da farci perdere tempo ad indossare la mantella e aprire ombrella (!)….poi finito lo scroscio il sole scalda e bisogna togliere mantella e chiudere ombrella (e dai!!) .

Il tutto condito da: posa VilFred prendi VilFred, tieni Pino, dammi Pino, ti tengo Ugo, prendi Ugo e così via.
Abbiamo un certo traffico.
Però stiamo bene….
Il nostro lavoro è camminare…non dobbiamo fare altro che camminare.
L’uomo è stato costruito per camminare, è una macchina da passi……….
Noi stiamo camminando, per di più camminiamo immersi in paesaggi di grande bellezza, non abbiamo nessuna preoccupazione, cantiamo e chiacchieriamo……….ci teniamo per mano, e più il tempo passa meglio andiamo, siamo veramente 3 corpi un anima (Flora, VilFred ed io…Pino ed Ugo sono un gradino sotto se pur utilissimi).
Questo antico, nuovo modo di vivere ci sta insegnando molto, ci sta donando tanta serenità, tanta pace interiore, respiriamo bene….siamo noi stessi…ci sentiamo “belli”.


Fra qualche giorno ci sposeremo e dovremo camminare insieme una vita…stiamo imparando a camminare
Camminando s’impara a Camminare…..
Bello! Mi piace proprio
Camminando si impara a Camminare
Mi sembra il concetto più bello del pellegrinaggio…
Non mi sembra nemmeno giusto inserire l’idea della meta………
Così impegnati arriviamo ad Acquapendente quasi d’improvviso.
Un pezzo di strada trafficata ci riporta sulla Terra……
Ora dobbiamo trovare l’ostello presso il quale hanno parcheggiato il  Westf e dove probabilmente alloggeremo stanotte.

Chiediamo in giro, ma sembra che la gente che incontriamo non abiti li….
Strano…
Alla fine incontriamo qualcuno con le idee chiare, che ci fa tornare indietro e ci manda su per una via……….
Madonna che salita…ma mi hanno portato il camper su di qui?
Gli hanno tirato il collo!!!
Alla fine della ripida salita si apre uno spiazzo con una chiesina e un gruppo di case.
Una giovane signora sorridente ci accoglie….
Fa piacere venire accolti con sorriso sincero.
Ci spiega della piccola comunità che vive li insieme alle due suore.
Conosciamo suor Cecilia (nome inventato)……………..
E’ una suora stupenda, con grande sorriso e grande cuore.
Questo gruppo mantiene con amore e dedizione questo ostello, molto dignitoso e semplice, ma pulito e accogliente……
Ci si sente a casa qui da loro….
E’ una bella sensazione.
Sono tutti gentilissimi, siamo quasi in difficoltà. Ci forniscono anche una presa di corrente volante per il camper. Stanotte dormiremo nel Westf, ma approfittiamo dell’ostello per la doccia.
Vogliamo fare comunque offerta per il mantenimento dell’ostello e per ringraziare le suore e la comunità per l’accoglienza.
Suor Cecilia ci raccomanda di fare un offerta equa….non troppo…a loro basta poco, pochissimo…anche troppo poco aggiungiamo noi.
Fuori del convento campeggia una bellissima piastrella con i nomi delle due suore e un’altra che dice che il pellegrino è sempre accolto con entusiasmo.
A noi colpisce tantissimo la gioia e la serenità che si respira su questo cocuzzolo fuori paese.
Un piccolo angolo di paradiso. Non hanno niente di speciale qui…..solo tanta gioia……e si sente e si vede.
Flora ha male ai piedi…….
Ma dobbiamo scendere in paese a depositare le chiavi del mezzo al bar di fianco al comune….che domani il sig. P. le passa prendere per portare il Westf a Radicofani. Poi dobbiamo fare qualche acquisto.
Flora scende coi sandali.
Intanto che scendiamo Giove Pluvio apre i rubinetti del cielo.
Ma quant’acqua!!!!
Le vie del paese diventano ruscelli, in breve abbiamo i piedi immersi nell’acqua…
Dapprima ci ripariamo ad un parcheggio coperto, poi saltiamo a destra e sinistra riparandoci sotto portici e grondaie. Dobbiamo consegnare le chiavi del "camperone" in un bar (Natale) che dovrebbe essere vicino al municipio....alla destra del "Televisore" (così ci hanno detto).... Televisore??? mah!!
Facciamo un’altra tappa in un negozio di ferramenta, e poi raggiungiamo il famoso bar alla destra del “televisore” sotto i portici del comune.
A noi la storia del televisore sotto i portici del comune ha sempre fatto un po’ specie e non capivamo………..
Adesso lo vediamo….un bel maxi schermo che trasmette continuamente notizie, le più varie…..
C’è!!!
Entriamo nel bar e lasciamo le chiavi………
Il cielo si oscurato completamente e c’è acqua ovunque.
Flo ha i piedi bagnati e freddi
Ne approfittiamo per una bella cioccolata calda!!!
Ma siamo a maggio…..nel Lazio, ma giuro che ci voleva!!!
Finito il temporale ritorniamo su in fretta………
Dal cocuzzolo dove si trova il convento si ammira un panorama stupendo.
Il temporale ha spazzato via l’umidità e i colori della sera infiorano lo stupendo arcobaleno che segna la fine del temporale.
La, in fondo, ma molto in fondo, si intravede un cocuzzolo.
Flora sentenzia: Radicofani!!
A Flo è passato anche il mal di piedi.
Potenza del pellegrinaggio!!!   (e dell'acqua fredda del temporale....ha fatto un pediluvio di acqua fredda che ha rigenerato le articolazioni offese dagli scarponi....che usati sul terreno non adatto...fanno assai male)
    

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