venerdì 2 novembre 2018

Vernaccia o vino nero?


Il meteo non lascia scampo, le previsioni entro le 72 ore sono quasi sicure all’ora.
Alcuni siti internet cui noi facciamo riferimento ci danno, paese per paese, ora per ora, le previsioni, e alla previsione fanno seguito i fatti…ora più ora meno.
Noi abbiamo dalla nostra la “benedizione ad ombrello” di Don Bruno…..ma anche questa non può andare oltre il lecito.
Uscendo dalla porta di Monteriggioni il cielo plumbeo dipinge una campagna toscana con colori saturi e pesanti.
Il verde delle coltivazioni è prepotente e presuntuoso, il colore della terra è di  un rosso impegnativo.
Il vino non può che essere buono….
Non sono un intenditore di vino.
Ho il palato grezzo.
Mi piace da matti il vino rosso, ma riesco solo a definire due stati : buono – non buono.
Per essere preciso ed onesto dovrei dire : mi piace….mi piace così così…
Tanto riesco a bere anche ciò che assomiglia vagamente al vino…cioè quello che sull’etichetta porta scritto vino…possibilmente rosso.
Resto ammirato e stupito davanti a quelli che annusando, ossigenando, sorseggiando, un niente di vino riescono a capirne profumi sfumature e quant’altro.
A volte mi viene anche il dubbio che ci giochino anche un po’ su.
Quando un eminente sommelier dice di trovare aroma di cocco in un vino…..mah…non so…
Può essere, dicono che ci voglia molto allenamento…..
Io mi alleno correndo e o pedalando nella natura , respirando profondamente gli odori e i profumi che escono da quel cespuglio da quell’erba, da quei fiori.
Non ho tempo e nemmeno voglia di fermarmi a cercare il generatore di quel particolare odore…semplicemente lo accetto e lo faccio mio, come parte della natura che mi circonda.
Così come stamani accetto e faccio mio il profondo odore di terra bagnata che viene dalla campagna toscana.
La terra ormai imbevuta d’acqua all’inverosimile si è arresa, evidenzia qua e la profonde pozzanghere d’acqua stagnante. L’erba è altissima,  non si riesce a tagliare, domina il paesaggio anche con l’odore tipico. Nei campi non c’è anima viva. Tutto sembra sospeso, in attesa.
L’aria umida contribuisce a far galleggiare questa atmosfera irreale di impasse….
Flora, VilFred ed io ci muoviamo in questo ambiente ovattato.
Guardo il cielo e cerco di capire quando e quanto pioverà ancora.
Le scarpe e il bastone non fanno rumore nella carraia infangata, scricchiolano leggermente sulla ghiaia bianca compattata dall’acqua.
Le mura chiare di Monteriggioni vanno rimpicciolendosi man mano che i nostri passi si sommano.
Le fotografiamo più volte da varia distanza….fanno cornice alle foto ora campi di pisello nero, ora impettiti e supponenti grassi papaveri rossi.
Già il pisello nero…
Non lo conoscevo per niente.
Questo tipo di pianta è stato oggetto di discussioni chilometriche (nel senso che sono durate per diversi chilometri) fra me e Flora. E’ una fava, una varietà di fagiolo, soia? (soja me?) Alla fine un pio cartellino ai bordi di un campo ha risolto l’arcano : pisello nero!
Come san Tommaso….non ci credevo e sono andato a raccogliere un baccello…..
Troppo grosso…non può essere….e invece si….pisello nero….
Si eviti qualsiasi facile stupida grassa ironia da osteria. Grazie.
Sul campo l’ho fatta…la stupida ironia
Flo mi ha sgridato, abbiamo riso….e intanto i metri passano.
Passa anche il tempo….Fidenza si avvicina, e quindi anche il nostro matrimonio.
L’abbiamo organizzato tanto in fretta….che mi sembra ancora così irreale.
Ne parliamo ancora poco, forse per scaramanzia…forse perché è ancora lontano, forse perché abbiamo altro a cui pensare…per ora.
A volte ci chiediamo se verranno tutti gli invitati…se abbiamo invitato tutti quelli che dovevamo…
Avremo dimenticato qualcuno, avremo dimenticato qualcosa?
Boh!
Per intanto sono sicuro di non avere una camicia da mettermi sotto il vestito….
Per la cravatta mi sono accordato con Flavio (lo suocero), non la mettiamo nessuno dei due…e siamo a posto. Per ora.
Ma tutte le preoccupazioni durano giusto il tempo che intercorre fra un acquazzone e l’altro…cioè poco.
Qua e la fra i campi sorge qualche centro abitato; non sempre l’itinerario ci porta ad attraversarli, ma, anche in lontananza si respira aria di storia.
Tutta la poesia medievale e rinascimentale toscana, i dipinti dei grandi maestri rivivono magicamente , appaiono improvvisi panorami già visti….sui libri d’arte, nelle pinacoteche.
Il vento sembra recitare versi del dolce stil novo.
Rapito taccio, cammino lento con passo leggero per non disturbare….
Flora, più colta, mi spiega, cita, recita, richiama alla mia memoria quel dipinto o quell’affresco.
Brusco la zittisco….mi piace ascoltare il fruscio dei secoli, la storia raccontata dall’aria che si intrufola nelle mura antiche.
Camminiamo ora per un’ampia strada bianca limitata ai bordi da secolari muretti a secco…
Flo, VilFred ed io….immagino noi tre, viandanti nel 1400….
Un po’ troppo tecnologicizzati….
A volte mi piacerebbe fare un salto indietro nel tempo per toccare con mano il vero vivere di allora…
Passiamo un bosco dove il fango la fa da padrone

e poi ancora sulla strada bianca, contornata da un verde irreale sotto il cielo plumbeo.
A volte la scura coltre di nubi apre un spiraglio e il raggio di sole si infila, come dardo sul bersaglio, e colpisce qua è la a casaccio illuminando ora un lembo di terra bruna che si atteggia a rossa, ora una gialla macchia di fiori di campo che si pavoneggia ad oro, ora un verde prato che immediatamente si accende e si veste a festa.
Costeggiamo un immenso vigneto pestando la rossa terra, cercando di non sbagliare passo, per non riempire le suole delle scarpe di materiale inutile.
Dopo un avventuroso passaggio all’interno di un parco, fra grandi pozzanghere, rigagnoli esondati, e fango a profusione, incontriamo un vecchio complesso industriale abbandonato.
La natura si sta riappropriando dei suoi spazi e il vecchio edificio (una filanda?) pian piano viene inglobato, ingoiato dall’erba esuberante, dalle edere che tutto avvolgono e pian piano divorano.
Licheni e muschi insieme al lavoro lento e paziente dell’acqua, del ghiaccio e del sole, nel tempo sminuzzeranno i mattoni, e i cumuli di macerie diventeranno tana di animali….
La natura si adatta all’uomo, ne subisce la violenza, ma poi alla fine si riprende il suo.
Eppure, in un altro tempo in questa manifattura lavorava tanta gente, negli edifici intorno vivevano famiglie e nei cortili giocavano e lavoravano bambini. Nel silenzio con il solo ruscello che scorre sembra di sentire ancora il trambusto della “fabbrica”…..
La giornata è cupa, l’aria greve, e i pensieri non sono allegri e spensierati come in altre occasioni.
I nostri passi svelti, come il tempo, passano oltre e lasciano al destino le vecchie mura.
La bianca sinuosa carraia ci porta a spasso per la verde collina, apparentemente disabitata.
Incontriamo qualche vestigia del passato, acrocchi di case, una piccola cappella…ma cristiani…zero.
Attraversando una frazioncina l’urlo di una marmitta ad espansione di un motorino, seguito dal vociare di alcuni ragazzi ci riporta all’attualità e ci scrolla dai pensieri che silenziosamente ci stavamo facendo. Percorrendo un antico selciato medievale
sentiamo che i ragazzi stanno provando il motorino. Nell’atmosfera dormiente di questo ambiente vestito d’autunno, il rumore della marmitta diventa un urlo lacerante che stride fortemente col secolare selciato che le ruote tassellate della moto percuotono pesantemente.
Flora si irrita e si arrabbia e chiama selvaggi questi ragazzi che, in modo molto normale, provano il loro gioco.
Il rumore infastidisce anche me…
Ma alla fine siamo noi due che siamo un po’ spostati e troppo calati nelle vesti medievali….
Forse ci infastidirebbe anche il cloppete cloppete del cavallo.
I ragazzi, educatamente, quando ci vedono, forse un po’ imbronciati, cambiano strada e vanno a fare le loro accelerate/impennate un po’ più in là.
Mi scappa da ridere. Ma sono di aspetto così cattivo!
Flo mi guarda…e mi consola dicendo che non sono io ad aver fatto paura ai ragazzi, e nemmeno VilFred….bensì il campanello scaccia-orsi appeso al mio zaino..
Ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaafff……..
Questo sonaglio, che potrebbe star bene appeso al cappello di un antico giullare, l’abbiamo comprato a Brunico l’anno scorso.
Ne abbiamo uno per uno.
Sulla striscia di velcro che fa da aggancio c’è disegnato un orso. Flo sostiene che nelle istruzioni allegate sia spiegato tutto, e che il sonaglio serve per tenere lontani gli orsi, che come si sa , abbondano nelle colline toscane.
Quella volta a Brunico comprammo anche il “banana box” ma è un’altra avventura con altre implicazioni, che il sociologo Alberoni dovrebbe studiare attentamente…
Fatto sta che ho preso l’abitudine di agganciare il campanello allo zaino e se non c’è mi sento solo…quando trascorre troppo tempo senza udire il suono, scuoto lo zaino, salto e mi dimeno fino a percepire il tintinnio…
La scena non è certo edificante, e chi mi vede di bordone munito saltare in codesta maniera, pensa sicuramente ad un indiavolato da esorcizzare e comunque un pazzo da evitare.
La campagna senese continua a regalarci ampi spazi di verde brillante, il percorso entra ed esce da tratti alberati; le piante fanno da cornice a squarci di campi lucidati dalla pioggia appena caduta.
E’ incredibile quante tonalità di verde si possano distinguere appena finito di piovere!!
Così nel bel mezzo della poesia, dai prati sbucano i resti di un complesso agroindustriale abbandonato! Terribile! Non ho parole per descrivere. E’ solo da andare a vedere!
Il rudere della “manifatturiera” di prima aveva un che di storico, di antico, di un abbandono soft…non so come dire…
Questo, recente allevamento per ingrasso suini, completo di impianto di produzione di Biogas, lasciato li, sporco, cadente, in un stato di abbandono brutto, da veramente fastidio.
I ruderi di prima davano un lontano senso di nostalgia, malinconia, e muovevano ricordi di un tempo e di un modo di vivere di un’altra epoca….qui siamo davanti agli scempi della modernità, del malcostume, dell’uso maldestro e iniquo dei soldi pubblici….Flora ed io ci inferociamo davanti a tutto ciò, ed anche VilFred , che è un bordone educato, sobbalza inquieto e dissenziente.
Tutti e tre borbottanti, ognuno a modo suo, proseguiamo il nostro su e giù alla volta di S.Gimignano.
Già, S. Gimignano, dov’è?
Anche lui come S.Quirico d’Orcia l’hanno spostato?
E’ un bel po’ che andiamo….
Consulto Pino (sempre lui, il navigatore), lavoro sulle scale, allargo, ingrandisco, rimpicciolisco…
Insomma pistolo un po’ sul tecnologico schermo “tach scrin” fino a che riesco a visualizzare la nostra posizione rispetto all’arrivo.
No, non manca un gran chè…e non è poi nemmeno tardi.
Il cammino però continua a riservare sorprese…
Una rapida serie di guadi
ci costringe ad diverse fermate per mettere il atto il nostro sistema di attraversamento “piedi nudi-scarpe in mano” (tanto la pelle non assorbe, i piedi si asciugano subito, mentre scarpe e calze no).
L’acqua è limpida, il fondo sassoso…non c’è pericolo.
Al netto di una temperatura veramente bassa. Ma dicono che faccia bene alla circolazione e che riposi le gambe, e che qui e che la…fatto è che non c’è da perder tempo altrimenti i piedi fanno male.
Di fianco ad una casa colonica, dove hanno la brutta abitudine di togliere le indicazioni,
imbocchiamo un ripido sentiero tenuto veramente male e risaliamo una costa….
Pino ci dice che, da su, dovremmo vedere e rapidamente arrivare a S.Gimignano.
La cosa ci scalda il cuore e un raggio di sole scalda il nostro corpo.
Era ora, della giornata bigia, di acqua sopra e sotto, non se ne poteva più!
Sulla via incontriamo anche delle indicazioni che non avevo ancora notato.
Un piccolo cartello con una lettera simile ad un T.
Chiedo alla mia enciclopedia passeggiante (Flora) cosa, come e perché di quella lettera.
Mi spiega tutto sulla TAU e sui cavalieri del TAU.
Non mi sembra il caso, per brevità, di riportare il tutto.
Di sicuro anche VilFred è soddisfatto della risposta e sbacchetta felice sul selciato contento del sole che lo asciuga.
Come previsto da Pino, siamo in vista delle torri di S.Gimignano.
Che belle.
C’eravamo già stati qualche anno fa per festeggiare il S.Silvestro e il conseguente 1° dell’anno.
Ma visto di qui è veramente suggestivo.
E’ veramente un “bel vedere”.
Capisco le quantità di turisti, specialmente stranieri che scendono a pulmanate da tutto il mondo.
Dopo una giornata di completo isolamento dal mondo entrare in S.Gimignano è uno shock.
Pieno, pieno murato di gente.
Di tutte le razze, di tutte le lingue, di tutte le forme e misure, di tutte le età.
Per Dio ma c’è tutto il mondo oggi qui!!!
Con VilFred riflettiamo che per qui è normale, siamo noi che siamo un po’ poco normali, almeno per oggi….dopo tanto silenzio, questo via vai di gente, pulman, macchine…ci disorienta non poco.
Dopo le foto di rito all’ingresso del paese, solerti, andiamo alla ricerca dell’uff. Turistico, dove ci stanno aspettando, e dove probabilmente troveremo notizie del “Camperone”.
Già il nostro mitico Westf. Dove sarà parcheggiato con questo casino?
La ragazza che lo aveva preso in consegna avrà avuto difficoltà?
SIREVA ci ha detto che lo avrebbero messo in un campeggio…è quello che abbiamo trovato sui nostri passi poco prima di entrare in S.Gimignano?
Fra poco sapremo tutto.
Non so come fa, ma Flo sa già dove è l’uff. Turistico, è come se lavorasse li….
In ufficio ci sono decine di persone….ma quando ci vedono, le ragazze ci salutano come se fossimo vecchi amici.
Flo è perfettamente a suo agio….VilFred ed io siamo un po’ più spaesati…ma partecipiamo felici e sorridiamo..
Un’accoglienza davvero bella….le ragazze ci dicono di aver pazienza un attimo l’assessore e il consigliere comunale che ci diranno tutto stanno per arrivare che erano occupati in riunione…
Noi siamo arrivati…siamo tranquilli, c’è il sole….aspettiamo volentieri.
L’attesa è di pochi minuti….Gentilissimi e veramente carini, la signora assessore e il consigliere ci salutano come se fossimo grandi personaggi.
Siamo commossi e un po’ disorientati. Alla fine siamo pellegrini (di senso contrario) come gli altri…
Intanto che chiacchieriamo ci raggiunge anche la ragazza che ha recuperato il camperone .
Vedendola mi convinco che non può avere avuto difficoltà col Westf.
E’ una mora di sguardo severo e di buone spalle.
Flo fa la furbina e dandomi di gomito, mi sussurra:” chiedile se ha avuto problemi col camper”
“Si, e da che parte comincio?”
Arrossendo non poco accenno alla signora ausiliare del traffico se ha avuto difficoltà col mezzo…
Con un garbo che non mi aspettavo mi assicura che non ha avuto problemi e che si è divertita!!
Cara Flo …..tiè!
Dopo i primi momenti di dialogo ufficiale e foto di rito veniamo invitati a far quattro passi per S.Gimignano e ad andare a bere un sorso di buon vino.
Pochi passi di buona passeggiata in amichevoli chiacchiere e ci ritroviamo in un posto incantevole, una terrazza sulla vallata.
Fratello Sole ha il buon gusto di farsi vedere e di scaldare quest’angolo di paradiso, mentre un venticello grazioso evita che ci si scaldi troppo.
Cosa vuoi di più dalla vita?
Un buon bicchiere di vino!!
Ed eccomi accontentato.
Ci sediamo all’esterno di una stupenda enoteca, e poco dopo mi sento rivolgere la fatidica domanda:
“Vernaccia o vino rosso?”
Se fossi sfacciato direi “tutt’e due…prima uno e poi l’altro”
Ma sono un ragazzo morigerato….non voglio figurare male, e poi sono anche a stomaco vuoto e qui i vini “picchiano”…resto un attimo nel dubbio atroce di sbagliare…
Ma qui è impossibile sbagliare !!!
È tutto ottimo….
La mia passione per il vino rosso ha il sopravvento e decido…….
Flo è astemia e si fa portare un succo di frutta con visibile disprezzo dell’enotecario (come si chiama colui che mesce il vino nell’enoteca?).
Un po’ per darmi contegno, un po’ per provare e vedere se veramente si riesce ad assaporare qualcosa di più, faccio ossigenare bene il vino ed inizio ad assaporare il mio rosso….
Colui che mi ha versato il vino, mi ha anche detto la qualità e l’anno, ma ero troppo attratto dal colore brillante e pieno…e già tentavo di aspirarne i profumi..
Rapito dal mio bicchiere di rosso mi sono estraniato per un po’ dalla conversazione, ormai amichevole, che Flo sosteneva, praticamente da sola, con i nostri amici.
Dopo qualche minuto di pura goduria noto VilFred che mi guarda storto.
OK
OK….
Lascio il mio rosso ad ossigenarsi un altro po’ ed entro nella conversazione.
I nostri ospiti, oltre ad essere di una gentilezza incredibile sono anche notevoli conoscitori della VF e alle nostre osservazioni su alcune cose da sistemare, ci rispondono con competenza, conoscenza, spiegandoci anche le problematiche del caso.
La luce radente sulla vallata sottostante esalta il panorama già stupendo, mentre un raggio malandrino si infila nel mio bicchiere accendendo il rosso del contenuto.
Mille e un riflesso, mille e un rosso in quel mezzo bicchiere.
Da perderci una sera ad ammirarlo per colore sapore e profumo….
Comincio a capire i sommellier.
Non è passata più di un’ora da quando ci siamo seduti all’enoteca, ma mi è sembrato di essere li da sempre….
I nostri amici hanno impegni istituzionali e anche la signora ausiliare del traffico deve andare….
Ci salutiamo calorosamente e ringraziamo veramente di cuore quegli amministratori che hanno sottratto il loro tempo prezioso per ricevere questi due pellegrini VilFred muniti.
La ragazza che ha fatto il trasporto camper ci accompagna velocemente nel campeggio dove il Westf è stato parcheggiato.
Veramente un bel campeggio!!! Non c’è che dire, mi sembra perfettamente strutturato, bene organizzato….quasi come da Sisto in Val Badia.

Ringraziamo la ragazza e ci apprestiamo a sistemarci per la notte.

Giro il camper dal verso giusto, mi allaccio alla presa di corrente ed eccoci  pronti…per una bella doccia.
L’occhio rapido di Flora ha notato la lavanderia automatica……e, intanto che mangiamo i vestiti sporchi si lavano e si asciugano………..

Prima di addormentarci consideriamo ancora la calorosa accoglienza riservataci.
Flora mi dice quanta gente passa di qui ogni anno….milioni di visitatori…una cosa incredibile…
Eppure c’è stato il tempo per salutare questi 3 viandanti!!!
Con questo pensiero di buon auspicio, ci addormentiamo…………..



 



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