venerdì 15 marzo 2019

Tutti al Mare



Sigerico, durante il suo viaggio di ritorno, quello documentato, avrà fatto una capatina al mare?
Può essere, visto che Luni è stato per tanto tempo porto fiorente. Ma non ricordo con precisione quando iniziò la sua decadenza e non ricordo se, all’epoca di Sigerico, il porto fosse ancora attivo.
C’è la leggenda dei vescovi di Lucca e di Luni che abbordarono la nave inavvicinabile su cui furono poi ritrovati la Croce Lignea del Volto Santo e l’Ampolla col Sangue di Nostro Signore…è vero…ma non ricordo a che epoca risale la leggenda che racconta i fatti.
Comunque sia, Sigerico o non Sigerico quest’oggi, la nostra tappa da Pietrasanta ad Avenza, noi la facciamo passare dal mare.
Poche balle!
Prima di partire, e ancora l’anno scorso avevo confrontato il tracciato ministeriale con il tracciato proposto da Cammina Cammina, e senza ombra di dubbio avevo trovato più agevole il secondo.
Sicuramente meno bello, sicuramente meno naturalistico, storicamente meno attendibile (non ne sono sicuro) ma sicuramente più lineare e scorrevole.
Spesso il pellegrino ha l’esigenza di far chilometri a bassa fatica, tanta gente viaggia con zaini di dimensione e pesi biblici (per autopunirsi?) senza pensare che la strada è tanta e quello che è realmente utile è veramente poco. Ad esempio, perché non utilizzare i servizi pubblici e spedirsi materiale  qualche tappa avanti?
E’ comunque vero che dopo tanti chilometri, spesso in solitudine, la fatica si fa sentire davvero e c’è la necessità di limitare al massimo lo sforzo, anche a costo di veder qualcosa in meno.
A diminuire la fatica, aiuta molto anche il contatto con la civiltà. Il poter contare su un bar, su un autobus che passa, anche un supermercato può essere di conforto per il pellegrino stanco.
A noi non interessa più di tanto…siamo due pazzi in viaggio di nozze…ma proprio per questo oggi ci concediamo la gita al mare.
Ho promesso alla mia futura sposa di portarla al mare….e le promesse vanno mantenute.!!
Alla facciaccia di Sigerico, SIREVA e AEVF.
Quella che si presenta ai pellegrini in viaggio di nozze, completi di bordone VilFred, non è certo la giornata ideale per andare in spiaggia.
Tanto per cambiare…piove.

Il sereno di ieri pomeriggio non era altro che l’intervallo tra una perturbazione e l’altra.
Va bene che siamo Pe_allegrini ….ma la taca a fiachear!!
Non c’è niente da fare…piove e basta, si va via veloci come ieri mattina…sperando che smetta un po’. La tappa non è lunga, il percorso che abbiamo scelto è quasi completamente asfaltato….assetto leggero e via.
Salutiamo il Westf e partiamo.
Ah! Siamo messi mica male! Va bene dare nome e cognome e parlare con il bordone…ora parliamo anche con il camper come si fa con i bambini…fai il bravo, stai attento, non ti muovere…e così via.
La prima parte di percorso è micidiale, lungo la statale, con le macchine che sfrecciano all’ora dell’ufficio, la strada piena d’acqua, e noi ce la prendiamo tutta, quella che cade dal cielo e quella che ci spruzzano le macchine…gli ombrelli svolazzano di qua e di la sballottati dalle folate di vento provocate dalle auto.
In verità il percorso ufficiale passa un po’ più fuori mano, almeno per un pezzo, ma si va su un argine…con erba alta…basta acqua!!
Acceleriamo il passo fino a che non siamo fuori pericolo.
Non è lunghissimo il tratto pericoloso…ma non lo si finisce più.
Quando prendiamo il piccolo viottolo




che porta poi all’antico ponticello (romano?) a Vallecchia ci rilassiamo un po’ cominciamo con il nostro solito chiacchiericcio, canzoni da coro, pettegolezzi vari ecc.
E piove, piove, piove sul nostro amor , cantava Modugno Domenico negli anni 60…e piove piove piove davvero e non ha intenzione di smettere.
A Strettoia si comincia la lunga salita verso il castello Aghinolfi  di Montignoso.
Le colline sopra di noi sono avvolte da affettuose nubi che le circondano vaporose come sciarpe di soffice lana .
Siamo in zona di Linea Gotica.
Su una lapide ai bordi della strada un lungo elenco di caduti muove la commozione. Una preghiera per tutte le vittime della guerra, di questa e di tutte le altre, è doverosa.
Riprendiamo il nostro ormai collaudato passo da pioggia.
Rigorosamente sopra i 5km/h.
I fratelli Damilano, promulgatori del Fitwalking sarebbero fieri di noi.
Già perché tra le altre cose l’anno scorso abbiamo anche preso il brevetto da istruttori di Fitwalking. Ne andiamo fieri.
Per la verità il nostro stile FitWalking, non è proprio perfetto…ma mettetevi nei nostri panni, anzi nelle nostre mantelle!!! Per di più con ombrello (l’ombrellino del pellegrino…che mi piace molto), VilFred (che avendo una gamba sola, non è autosufficente nella deambulazione) , e Pino (per sicurezza in caso di vuoto di memoria) per le mani.
Ho poi un curioso cappello che mi da un aria da Crocodile man… fuori zona…
(poi non ho il coltellaccio al seguito, bensì l’officina portatile….pinze, cacciavite, forbice, coltello e cavatappi ecc il tutto in un unico attrezzo multifunzione…un’officina portatile per l’appunto)
Castello Aghinolfi ci appare tutto d’un tratto fra la nebbia.
L’imponente costruzione domina la valle con superbia . L’abbiamo già visitato più volte, ma resta sempre una visione affascinate.
Per evitare un lungo tratto di strada scendiamo lungo un ripido sentierino nel bosco. Il tracciato ufficiale passa di qui, ma è possibile anche percorrere la strada asfaltata, c’è poca differenza di tempo.
Siamo lanciati …………e ci va di rischiare una scivolata (leggere “culata”) .

Il mare è la in fondo…non  lontano. Il cielo grigio si immerge nell’acqua, grigia anch’essa, fondendosi in unica entità apparentemente indivisibile.
Non si riesce a vedere dove finisce l’uno e comincia l’altro, acqua e cielo avvinghiati e abbracciati, stretti in perfetta commistione d’intenti: rilasciare acqua…
Ci stanno riuscendo benissimo.
Sembra che il cielo assorba l’acqua del mare per poi scaricarla sopra i pe_allegrini…

Scendendo dal Castello Aghinolfi incrociamo tre pellegrini in rapida successione. Tutti rigorosamente stranieri. La stagione inclemente non concede un gran che alle chiacchiere.
I primi due sono sicuramente tedeschi, marito e moglie, ma si vede chiaramente che non hanno
voglia di fermarsi e accennano solo ad un fugace saluto (sicuramente stavano stramaledicendo la “terra do sole”…. “o sole mio”…dove sta?), il terzo personaggio è un ragazzo giovane, svizzero se non ricordo male, che viaggiava ad una velocità incredibile.
Un pò in inglese, un po’ in italiano, ci scambiamo qualche parola, e poi lo vediamo ripartire col suo passo velocissimo, in un attimo scompare dietro la curva…..
che sia un ispettore AEVF anche lui?
Non penso, era semplicemente uno che andava forte  e voleva far tanta strada….ma quanto andava!! 
Più giù, una volta arrivati in piano mi giro a cercare le cime delle Alpi Apuane….cerco con lo sguardo le stupende montagne che l’uomo ha sfregiato in maniera violenta alla ricerca del prezioso marmo bianco.
Le nuvole mi nascondono la visione.
Mi basta immaginarle, là dietro, maestose ed orgogliose.
Di quelle cime ne ho risalite parecchie, il Pisanino, Grondilice, le Panie, la Tambura, il Contrario e il Cavallo, la cresta del Garnerone, il Corchia il Forato, il Procinto, Pizzo d'Uccello, Penna di Sumbra…..che meraviglia!!! Che salite stupende!! E sono proprio li dietro a pochi chilometri. In pochissimi chilometri si passa dal mare all’alta montagna.
Il Pisanino è la cima più alta delle Alpi Apuane e sfiora i 2000 metri, ma ha tutte le caratteristiche e le difficoltà dell’alta montagna.
Mario (il presidente della nostra sottosezione CAI, grande conoscitore di montagne) le definisce “le grandi montagne di bassa quota”, ed ha ragione.
Intanto per salirle, in genere, è necessario superare dislivelli notevoli, spesso in ambienti senza vegetazione, e senza acqua. Per salire la Tambura da Resceto, seguendo per buona parte del percorso l’antica Via Vandelli (che bella storia anche quella!!) bisogna coprire un dislivello di circa 1400 metri….così come risalire sulla Pania della Croce partendo da Pruno, e così via…

L’ispettore AEVF, lo troviamo sulla porta del bar del piccolo centro tennis/bocciodromo, che si trova all’inizio di un corto sentierino che ci porta poi in Via Fonda in Massa…
Non ci aspettavamo un ispettore qui!!!
Siamo fuori sentiero ufficiale…è vero che di qui passiamo con Cammina Cammina…
Questo signore, quando ci vede arrivare, si sbraccia in saluti e si precipita da noi a far due chiacchiere. Che la gente di qui sia estroversa lo sapevamo…ma così tanto?
Ci chiede di dove siamo, dove andiamo, e non ci chiede perché passiamo di li….è tutto fuori percorso ufficiale…
Poi saputo che siamo di Salsomaggiore, si mette a parlare di aerei, di libri, di trasmissioni radio, di manifestazioni in Salsomaggiore…una festa che non ti dico.
Noi che si veniva dal parlare tra noi, così, descrivendo le tante ascensioni in Apuane, si resta un po’ storditi da tanta chiacchiera amichevole. Non capiamo nemmeno dove voglia andare a parare.
Gli diamo corda volentieri, intanto che tiriamo il fiato, magari ci offre anche un caffè caldo…ne avremmo anche bisogno. Niente caffè solo molte chiacchiere, e ci parla dei libri che ha scritto. Pazienza. Ma è un tipo simpatico e alla fine ci facciamo anche delle sane risate.
Ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima manifestazione di marconisti aeronautici a Salsomaggiore (ma la faranno ancora?)
 Quattro passi ancora e arriviamo al ponte sul Frigido.  A pochi passi c’è la stupenda Pieve di San Leonardo al Frigido.



Tutte le volte che siamo passati di qui avevamo fretta e non ci siamo fermati…
Oggi siamo in anticipo sulla tabella di marcia….direi molto in anticipo…e quindi ci fermiamo.
Purtroppo non si può entrare…ma la chiesetta romanica è veramente bella.
Spicca, su un muro vicino alla chiesa una lapide dedicata alla lotta partigiana….una medaglia d’oro alla provincia Apuana….che bello, “la provincia Apuana”. Questa terra ha sacrificato molte vite nella lotta partigiana, la linea gotica passava qui sopra, e non sono stati dei bei momenti per questa gente.
Ma qui sono cavatori, sono gente tosta, ma tosta davvero, e innamorati della propria terra e delle proprie tradizioni, e della propria libertà.
Mi raccontavano a Cardoso, che tanta gente ha risistemato il “metato” di famiglia, e d’estate ci va a passare le ferie. Mi spiego meglio.
Il metato è una costruzione caratteristica della zona e serviva per l’essicazione delle castagne.
Quindi la gente dei paesi bassi, ha risistemato i metati uso abitazione e d’estate ci va a passare le ferie….a pochi chilometri da casa…500 metri di quota sopra….
Come se, io che abito in via Milano a Salsomaggiore, andassi a fare le ferie al valico di S.Antonio, tra Salso e Pellegrino….
Gente così!!! Legatissima alle proprie terre e tradizioni.
Una volta, in gita Apea verso il Picco delle Saette, ci fermammo ad una casa chiamata “la Noce” per via di una vecchissima e gigantesca noce che ombreggiava la casa ed il cortile.
Ci fermammo a chiedere un goccio d’acqua al padrone…ormai molto anziano. Tra le altre cose che ci raccontò che era adiratissimo  con la figlia che si era maritata con un “garfagnino” (uno della garfagnana ….a pochi chilometri da li…anzi appena di la dal monte). Ma sentire il tono con cui pronunciava la parola “garfagnino”!!!
Imbocchiamo il sentiero ciclopedonale del lungo Frigido che ci porterà finalmente al mare.
E’ presto, prestissimo, se continuiamo così ad Avenza ci siamo all’una…troppo presto. Il sig. Pietro ci aspetta per le 16…
Visto che è presto ci fermiamo su una panchina e consumiamo il pasto del pellegrino.
E con lo sguardo del pellegrino in ferie (questa è gratuita…mi è venuta così), sbocconcellando parmigiano e crackers, spettegoliamo sui passanti.
Diciamo che l’ora è quella della pausa pranzo (per chi va a lavorare…ma oggi non è sabato?) e tanta gente esce per fare due passi, una corsetta, portare il cane a fare pipì….e tanti chiacchierano fra di loro….e noi ascoltiamo le loro chiacchiere e i loro pettegolezzi e a nostra volta spettegoliamo su di loro….
Dura la vita del pellegrino!!!
Quella del Pe_allegrino  no! Divertente direi… 
Un’ultima volata e siamo al mare….
“Visto, sposa mia che ti ho portato al mare?”
Facciamo qualche foto sul lungo mare. Nonostante il tempo inclemente respiriamo a pieni polmoni l’aria satura di salsedine.
Le onde che, schiumanti, si schiantano sulla battigia liberano benefiche sostanze che noi inaliamo volentieri.


VilFred si guarda attorno stupito e attonito. Non aveva mai visto il mare….non dice nulla, ma si adegua e anche lui respira profondamente assorbendo i benefici flussi iodati.
Quando ero bambino, a casa mia, la parola ferie era un vocabolo privo di significato.
Bisognava lavorare, e lavorare sodo per sbarcare il lunario.
La macchina….c’era la bicicletta, tanto lo zuccherificio (dove lavorava il mio babbo) era appena fuori paese.
Quando si andava al mare era perché i bambini ne avevano bisogno.
Andare al mare... cioè venire qui in Versilia (una mia zia aveva una pensione al lido di Camaiore…pensione Montecarlo), era una avventura epica, un viaggio epocale.
Cinquecento giardiniera (ora sono station Wagon…allora però…) carica e stracarica, all’attacco dei tornanti di Piantonia e poi verso il passo della Cisa, quando ancora non c’era l’A15.
Già la nostra mezzo litro non era un fulmine, ma sui tornanti c’erano i camions, belli in fila che andavano su ai 20-30 all’ora. E con che cosa sorpassi…con la 500?
Si faceva prima a sorpassare in bicicletta.
E così il viaggio che adesso si fa in un’ora e mezzo, diventava una trasferta epica, robe da Far West, ci mancavano solo gli indiani con le frecce.
E le ferie il babbo le prendeva solo per portare noi bambini al mare, e poi per tornare a riprenderci.
Quando andava bene si fermava un giorno o due, giusto per far raffreddare il motore della 500. 

Cielo grigio su, sabbia grigia giù, acqua grigia appena li…………beata California!!!
Nemmeno oggi si riesce a bagnare i piedi nell’acqua!, siamo in spiaggia, vestiti da montagna, col Windstopper. 
Non che ci sia freddissimo, ma non è il caso di bagnarsi ancora…ci stiamo asciugando proprio ora .
Non è la prima volta che vado in spiaggia tappato da montagna; qualche anno fa con gli amici storici di “quelli che…la montagna” eravamo partiti per un’escursione con piccozza e ramponi nel gruppo del monte Maggiorasca nell’Appennino piacentino/ligure/parmigiano. Al passo del Tomarlo tirava una bufera che si faceva fatica a stare in piedi. Fuori della macchina era una cosa incredibile, una tormenta polare . Abbiamo optato allora per una escursione mare/monti.
Va e va e va...alla  fine siamo approdati a Sestri Levante. E siamo finiti in spiaggia …completi di abbigliamento da alta montagna, scarponi di plastica per i freddi polari, giacche a vento...e così via.
Piccozza e ramponi abbiamo avuto la bontà e il pudore di lasciarli in macchina.
Così combinati, visto che ormai era mezzogiorno siamo finiti al ristorante a mangiar pesce…e che buono!!
Poi giro turistico per Sestri…e piccola camminata digestiva prima del rientro.

Così noi oggi, vestiti da escursione in montagna….a pestar sabbia….
Ma la soddisfazione di aver fatto vedere il mare a VilFred è impagabile.
E ce ne andiamo ridendo…tutti e tre.
E’ presto, e abbiamo appuntamento con Pietro fra  2 ore.
Cosa facciamo, visto che, camminando pian piano, all’indietro, e sulle mani, in un’ora al max siamo ad Avenza?
Facile, intanto che siamo qui  a zonzo cerchiamo il campeggio dove andare a sistemarci per la notte.
Abbiamo bisogno di una sosta in campeggio per effettuare il carico/scarico delle acque del mezzo e per il carico/scarico dati dal navigatore via pc. Poi possiamo approfittare della serata tranquilla per una cenetta a base di pesce….in ristorante (è sabato sera) e alla fine con le energie residue…spedire qualche info a SIREVA.
Per trovare il campeggio giusto approfittiamo del solito aiutino da casa. Telefoniamo a Flavio.
Quando chiedi qualche informazione, è rapido e preciso. Non ci sono storie.
In tempo reale ci relaziona sul campeggio aperto più vicino al mare e più vicino ad Avenza…
Stupendo.
Andiamo e concordiamo con il gestore. Passeremo più tardi con il mezzo.
Oggi la processione va…e anche forte, siamo costretti a disturbare Pietro una bella ora prima del concordato.
Il sig Pietro ormai è un amico. Ci siamo già incontrati diverse volte accompagnando i pellegrini di Cammina Cammina.
Questa volta facciamo sia da guida che da pellegrini.
Come sempre Pietro è di una gentilezza incredibile.
E’ un uomo di grande vitalità, di grande entusiasmo, si fa in quattro per la sua terra di cui è innamoratissimo. Ci mostra la chiesa finalmente completamente restaurata e i capolavori in essa contenuta e ci omaggia di opuscoli e libri interessantissimi.  Mi fa sorridere la sua cadenza e il suo modo di parlare…che non è toscano…non riesco a definire la parlata…è…non lo so… Apuana!
Mi ricorda l’amico dott. Antonio…che è di queste parti, e non vado oltre nelle definizioni di appartenenza perché se sbaglio si offendono. Qua sono estremamente sensibili, ci sono i carrarini di monte (cavatori eccezionali) e i carrarini di marina (marinai da sempre), guai ad accomunarli nella stessa provenienza.
Ma sicuramente non chiamateli mai massesi!!! Per carità !!
Tra Massa e Carrara c’è una rivalità tremenda. Accomunarli nella medesima provincia è stata una atrocità bestiale. E’ come mettere nella stessa gabbia un cane e un gatto. Forse peggio.
Parliamo anche con il parroco, don Marino, che è di Aulla, e ci accordiamo per il parcheggio del mezzo per l’indomani. A dire il vero ci offre ospitalità anche per la sera, ma noi abbiamo la necessità di compiere alcune operazioni tecniche col mezzo, e ci dispiace non accettare.
Visto che è presto, vista la grande disponibilità di Pietro, buttiamo il discorso sul tracciato del percorso ministeriale. Gli chiediamo se ne sa qualcosa, se sa dove passa di preciso, e come mai parecchi pellegrini si lamentano di questa parte di tracciato.
E’ stato come buttare un fiammifero nella benzina .
Pietro ci da la sua versione dei fatti e ci spiega i perché e i percome della faccenda.
Riportare qui il tutto è inutilmente lungo.
Il problema sostanziale è che si è cercato di unire il turista al pellegrino, facendo transitare la VF sulla strada dei colli del vino di Candia.
Di per se…non c’è niente di male.
Anzi.
Il problema è che l’imbocco del sentiero è presso una casa abbandonata ed è infrascato e pieno di rovi.
Si passa all’interno di una stupenda vigna …ma che è un podere privato.
Pietro ci ha portato a percorrere l’intero tracciato (in auto questa volta, anche perché ha ripreso a piovere copiosamente) . Abbiamo intervistato i proprietari del podere, i quali non hanno nulla in contrario al passaggio dei pellegrini….anzi…quando passano si fanno anche due chiacchiere e penso che offrano volentieri un bicchiere di vino.
Il problemi sono due….o forse anche tre…l’imbocco difficoltoso, il notevole dislivello (abbastanza gratuito) ma soprattutto più avanti si trovano indicazioni per la Via Del Volto Santo. Molti pellegrini si sbagliano, accomunano questa via prevalentemente automobilistica, alla VF e si perdono regolarmente fra le colline.
Pietro poi ci dice che sarebbe possibile ricavare una tracciato storicamente più valido, breve e sicuro percorrendo un certo numero di vie interne e sbucando nei pressi della pieve di S.Leonardo al Frigido.
Grazie alla nostra guida siamo riusciti, dopo diversi passaggi, a toccare con mano le problematiche reali di questo tratto di VF.
Capiamo anche perché in questa zona non si trova un segnale ufficiale a dire uno.
Vedremo di riferire a SIREVA tutto quello che abbiamo visto, faremo le nostre considerazioni poi….speriamo che sistemino la faccenda.
Gentilmente, Pietro, si offre di riportarci fino ad Pietrasanta, ma, siamo a Massa, nei pressi della stazione ferroviaria….ci facciamo lasciare li, poi, tra l’altro il nostro Westf , a Pietrasanta, è proprio nel parcheggio dietro la stazione…quindi…ringraziamo l’amico Pietro e saltiamo, letteralmente, sul primo treno verso Lucca.
Il viaggio è veramente breve, e in pochi minuti siamo al nostro fedele mezzo.
Sistemata per bene la nostra roba, riposto VilFred, partiamo alla volta del campeggio.
Flavio ci aveva consigliato bene, il posto è bene attrezzato, abbastanza economico, e molto vicino ad Avenza. Oramai è una consuetudine, prendere un po’ di pioggia…era già qualche ora che si era asciutti…non vorrei mai che ci si disabituasse, perbacco. Giusto per questo, intanto che allaccio la corrente elettrica, scarico le acque nere, carico l’acqua pulita  ecc…mi prendo la giusta dose di pioggia, che interpreto un po’ come un benvenuto del posto ai due pellegrini. Questa sera, visto che siamo al mare, visto che è sabato, ci concediamo una cenetta intima….andiamo a mangiare il pesce…
Il campeggio è un po’ fuori paese, il lungo mare è li vicino, ma il grosso dei ristoranti no, poi è bassissima stagione e molti locali sono ancora chiusi.
Il cielo grigio, l’aria fredda e una curiosa stanchezza ci fanno optare per il ristorante attaccato al campeggio.
Noi abbiamo fatto nostra la totale libertà dell’essere completamente indipendenti, mangiamo quando abbiamo fame, dormiamo quando abbiamo sonno ecc…le nostre cene sono sempre frugali e nutrienti, ma soprattutto molto veloci, specie nella realizzazione….quindi i tempi di attesa del ristorante ci destabilizzano un po’.
Abbiamo una fame notevole e mangeremmo anche i tavoli, poi un po’ di abbiocco dovuto anche al salto di temperatura fuori/dentro…
La nostra asocialità sta progredendo, mi da fastidio anche la televisione accesa, proprio li davanti, anche se c’è la partita, per di più del mio Milan….ma non mi va…preferisco il tranquillo silenzio del Westf.
Tra una portata e l’altra telefoniamo a casa e ci accordiamo bene con Flavio.
Domani vengono a trovarci i suoi di Flora.
La prossima tappa ci porterà da Avenza ad Aulla. Tappona!!
Vorremmo far fare all’Anna e Flavio il tratto da Sarzana ad Aulla, che a nostro avviso è veramente molto bello.
Fatti un po’ di conti decidiamo di ritrovarci a Sarzana verso le 11.
Satolli, usciamo dal ristorante, decisi ad una romantica passeggiata in riva al mare.
Tra una settimana giusta giusta saremo marito e moglie…e già a Fiorenzuola…fra una settimana…
Non riesco a capire se una settimana è lunga, è corta…ho perso completamente la cognizione del tempo.
Siamo completamente avulsi dalla società, dalla vita di tutti i giorni. I problemi fuori dal nostro camper, fuori dalle nostre scarpe e dalle nostre mantelle, non esistono.
Teniamo regolarmente i contatti con i nostri cari….ma se loro stanno bene…stop…finito.
Il mondo non esiste.
Che bella vita!!!
Camminare e basta!
Come Rinaldo.
Rinaldo chi?
Rinaldo e Basta.
Un cantante parmigiano che ha avuto un momento di successo quando ero ragazzino
Rinaldo e Basta.
C’erano Nico e i Gabbiani, complessi famosi come i Corvi, L’Equipe 84, i Dik Dik, i Nomadi…
Lui era Rinaldo…e Basta.
Mio babbo, tradizionalista lo chiamava ironicamente Ebasta come se fosse il cognome.
A me era simpatico, aveva una espressione che ricordava il mio maestro delle elementari…allora mi era simpatico …e basta.

L’aria fredda ci consiglia una veloce ritirata….per la passeggiata sulla spiaggia…un’altra volta.
Flora tutta dentro al suo fedele windstopper (mai soldi furono spesi così bene) propende per una dignitosa ma veloce ritirata dentro il saccopeloso .
Specifico con decisione, che io volevo fare la passeggiata al mare…..
Specifico che al mare, la sposa ce l’ho portata….
Che poi non si recrimini che qui…che la…che su…che giù.
Effettivamente la stanchezza si fa sentire….la tappa di domani è impegnativa…e dentro il saccopeloso si sta veramente bene…


 



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