giovedì 17 gennaio 2019

Non ce la faremo mai!!!


E’ con questo pensiero poco edificante che mi sveglio molto presto...troppo presto!
Il ticchettio che sento sopra di me è il rumore della pioggia che batte sopra il tetto in plastica del Westf.
Cominciamo bene.
E’ ancora l’alba, sollevo appena la tendina di fianco al mio posto letto e sbircio fuori.
Il sole non è ancora sorto, cioè, non si vede, le nuvole grigie e gonfie d’acqua la fanno da padrone.
Deve essere piovuto tutta notte.
Ieri sera quando ci siamo infilati nel sacco a pelo abbiamo sentito parecchie macchine e macchinoni, (SUV e biolche cubiche in genere) che scaricavano gente che andava al night, ma poi non le abbiamo sentite ripartire, ma soprattutto non abbiamo sentito il cicaleccio che fa la gente prima di salutarsi e andare a dormire….sarà che oggi è un giorno lavorativo?
Le pozzanghere nel piazzale dove abbiamo parcheggiato sono ampie….
Le previsioni per stamattina erano confortanti, segnalavano una breve tregua,  del maltempo.
Ma qui di tregua non se ne vede…
Anzi.
Le nuvole si sono ben posizionate e non accennano a mollare la presa…
Aspetto con pazienza che suoni la sveglia, nel frattempo, dal caldo del saccopeloso, ascolto il picchiettio della pioggia sul tettuccio del Westf….
Se non dovessi partire in bici, potrei dire che non è un rumore ma un romantico suono che concilia il riposo lo stare abbracciati a lungo sotto le coperte….
Siamo o non siamo in viaggio di nozze…anche se le nozze devono ancora essere celebrate…
Questo è solo un aperitivo…
Il pranzo sarà poi…
Bici o non bici mi godo il calduccio e ascolto l’acqua che cade e il muoversi di Flora qui accanto…
Quando dico qui accanto…è proprio accanto…
Qui in alto nella mansarda del camperone riusciamo a dormirci giusto noi che siamo piccolini.
Oltretutto per andare a letto abbiamo la necessità di compiere un paio di passi di arrampicata.
Il pericoloso è scendere per andare in bagno quando si è mezzo addormentati.
Già, perché siamo dei signori, e nel Westf abbiamo anche un piccolo bagno che ci consente di non fare i selvaggi e andare in giro di qua e di la per i bisogni.
Così avvolto dal tepore cerco di mettere in moto il cervello e di  fare i conti delle tempistiche della giornata…
Ancor più convinto di ieri sera mi dico….non ce la faremo mai!!!
Poi questa acqua proprio non ci voleva…
Probabilmente la traccia del percorso ci porta fuori strada, su sentieri e per campi, che saranno sicuramente fradici, e la terra pesante e appiccicosa……..
Staremo a vedere…
Non abbiamo ucciso nessuno e nessuno ci ucciderà se modificheremo un po’ il piano di battaglia e il percorso.
Speriamo solo che SIREVA, la diabolica, non abbia tempestato il percorso di ispettori!!!
E così me la ridacchio mentre la sveglia (questa si che è diabolica) trilla e sveglia Flo.
Faccio finta di dormire cosicché lei è costretta ad uscire dal saccopeloso per spegnerla.
Con l’occhio aperto ancor pieno di sonno, e l’altro nel sonno pieno, mi chiede come è il tempo.
Faccio finta di cadere dalle nuvole (tanto sono basse basse) apro la tendina e mostro il cielo grigissimo.
Flo non si scompone.
Propone innanzitutto un ricchissimo caffè e una buona colazione…poi ci penseremo!!
Ottima filosofia!
Intanto che consumiamo il nostro ricco pasto mattutino, un timido lembo d’azzurro compare all’orizzonte.
Lo osservo speranzoso, sperando che esso si allarghi e avanzi verso di noi…
Speranza vana…scompare subito, inghiottito dal grasso grigiore che lo circonda.
Decidiamo di chiamare Flavio a casa….perché ci dia in tempo reale le previsioni.
Come nella popolare trasmissione di Jerry Scotti, anche noi abbiamo l’aiutino, della telefonata a casa (oggi penso che ce li dobbiamo giocare tutti…sia il 50 e 50, che l’aiuto … pubblico).
Flavio ci conferma il temporaneo miglioramento, anzi, aggiunge che guardando le immagini del satellite in tempo reale, dovremmo essere al sole….
Oddio…che il sole ci sia da qualche parte , non lo mettiamo in dubbio…qua no, per il momento.
Intanto che Flo discute e chiacchiera con il babbo vedo apparire all’ orizzonte un’altra pezzuola d’azzurro che brilla nel color piombo circostante.
Che sia la volta buona?
Frattanto con Flo abbiamo messo a punto il piano “B”.
Dovrei dire “C” che sarebbe reale…ma fa poco telefilm….e allora vada per il B
Qual’ora dovesse essere brutto davvero, ce ne andremo a piedi fin su a S.Miniato alto a visitare il borgo…che merita….
Poi di qui sempre a piedi verso Altopascio, dove ci aspettano e abbiamo qualcuno che ci riporta al camperone.
Poi in camper fino a Lucca.
Il tratto da Altopascio a Lucca è veramente brutto e attraversa zone industriali poco pulite ecc…
Ci spiace non fare il tratto da Gambassi a S.Miniato….ma non possiamo perdere tempo, abbiamo i giorni contati…anzi…i minuti contati.
Però l’azzurro avanza deciso e le grigie nubi sono costrette a battere in ritirata.
Un bel sole riscalda il Westf e anche i nostri animi.
Decidiamo di rischiare le bici. Il più velocemente possibile scarico i mezzi e li appronto alla partenza.
Un controllo generale a freni e sospensioni, una lubrificata alla catena e sono pronte.
Ci vestiamo e partiamo alla volta Di S.Miniato alto.
Siamo fortunati, la traccia del percorso ufficiale passa poco lontano di qui, e siamo rapidi a raggiungerla.
Una salita tosta ci porta al borgo alto senza però attraversarlo. Un vero peccato.
Non abbiamo tempo.
Proseguiamo.
Le dolci colline toscane.
Dolci una forca!!!
Dopo una discesina lieve lieve il percorso si inerpica decisamente.

Avevo calcolato bene quando avevo previsto questa tappa così lunga, perché l’altimetria per una volta era favorevole, disegnando un profilo decisamente in discesa. Purtroppo gli eventi e i mancati aiuti per il trasporto Westf ci hanno fatto modificare il planning iniziale.
E allora siamo qui a spingere in salita.

Decisamente non si rende….
Spargiamo sudore per pochi metri….
Faremo quel che potremo, rincuoro Flo.
Ci diamo un tempo max di andata verso Gambassi e poi rientriamo per partire verso Altopascio.
Nel frattempo suona insistentemente il cell di Flo.
Il mio è impossibile che suoni…è spento.
Adoperiamo un cellulare per volta, per averne sempre uno carico….non si sa mai.
Al telefono c’è Giovanni, dell’ AVFT .
Avrebbe piacere incontrarci e ci chiede dove ci fa comodo.
Gli spieghiamo dove siamo e cosa stiamo facendo…….
Ci accordiamo per trovarci su al castello  di S.Miniato Alto davanti al Duomo.
Noi siamo già saliti per una buona ora e forse più….
Il primo che arriva aspetta….
In discesa si va veramente meglio….e facciamo relativamente presto ad arrivare a S.Miniato.
Poi andiamo a cercare il duomo….facile.
Flo con il suo proverbiale fiuto ma soprattutto conoscenza dell’arte medievale, trova immediatamente il posto.
Giovanni non è ancora arrivato.
Facciamo i turisti.

Il sole comincia a scaldare….e ci scaldiamo.

Intanto che Flo visita il duomo…sto fuori per veder se arriva Giovanni.
A dire il vero sono un po’ scocciato…stiamo perdendo tempo prezioso…..
Mentre saliamo alla torre per osservare il panorama arriva Giovanni.
Inizialmente non capiamo chi abbiamo davanti né cosa voglia da noi, né perché ci ha contattato.
Siamo un po’ sulle nostre…quasi risentiti.
Per la riuscita del nostro cammino, dell’evento, abbiamo la necessità della collaborazione di comuni, enti, associazione e quanti altri abbiano voglia di collaborare.
Noi, in cambio possiamo offrire solo un sorriso, possiamo fare le nostre osservazioni sulla VF, e portare tanta gratitudine a chi ci onora della sua amicizia.
Tutto qui…
Quando non abbiamo collaborazioni o quasi, come oggi, cerchiamo di arrangiarci come possiamo.
Sfortunatamente non possiamo permetterci soste supplementari o ritardi di alcun genere.
Abbiamo tanti appuntamenti già presi...
Il 21 sera dobbiamo essere a Fidenza…
Il 22 ci sposiamo
E il 2 giugno dobbiamo essere su….al Gran San Bernardo….
Il 3 si torna a lavorare.
Quindi, inizialmente non riusciamo a capire il gran scusarsi di Giovanni per non aver saputo in tempo per non averci dato aiuto ecc…

Il tempo passa….e la processione….non pedala!!
Soprattutto sappiamo che nel pomeriggio il tempo dovrebbe iniziare a peggiorare decisamente.
In qualche modo faremo.

Pian piano il clima della conversazione con Giovanni diventa più amichevole. Si entra in reciproca sintonia.
Alla fine sembriamo amici di vecchia data.

Seduti su quella panchina, al sole, con la Toscana ai piedi…non si sta neanche malaccio…

La campana del mezzogiorno ci richiama all’ordine.
Il nostro amico deve andare….noi a maggior ragione dobbiamo pedalare alla volta di Fucecchio..e poi Altopascio…e poi Lucca.
Da Lucca fino a Piacenza poi….beh potremmo fare tranquillamente senza Pino (il gps), abbiamo già percorso questo tratto parecchie volte, non siamo preoccupati, sappiamo già con chi  e con cosa avremo a che fare, e siamo tranquilli.
Però dobbiamo arrivare a Lucca, questa sera, ad ogni costo…senza morirci dentro…
Salutiamo l’amico Giovanni e, in sella alle nostre fide mtb scendiamo a S.Miniato basso.
In realtà non seguiamo al metro il percorso ufficiale.
Abbiamo fretta…siamo in bici…seguiamo l’asfalto che ci consente maggiore velocità, quindi recupero di tempo.
Oggi abbiamo diversi nemici: il tempo(l’orologio, le ore che passano inesorabili), il tempo (inteso come meteo)  e il terreno. Temo di trovare lungo il percorso dei tratti in cui sia veramente difficile procedere speditamente.

Purtroppo i miei timori non sono infondati.
Tra S. Miniato basso e Fucecchio saliamo su un argine (l’Arno?) che si rivela abbastanza ostico a causa dell’erba alta che si infila spesso fra i pignoni del cambio, e del terreno molle che risucchia le ruote.

Dall’ argine notiamo anche il passaggio di diversi pellegrini sulla statale sottostante.
Non abbiamo né tempo né voglia di andarli a intervistare, abbiamo troppo da pensare del nostro.
Se Dio vuole arriviamo a Fucecchio, è ancora abbastanza presto. Il cielo ha già cominciato a popolarsi di nuvole che vanno via via ingrandendosi. Qualcuna ha già la base nera e ampia. Brutto segno.
Fucecchio è un bel paese, e c’è aria di palio o simile….è pieno di bandiere di contrada.

E’ evidente che qui in Toscana, sono molto sentite le sfide di paese fra quartieri e contrade. E’ ancora molto acceso il campanilismo fra paese e paese.
Da noi queste sfide, questi sani campanilismi fra paesi e città sono molto più rare, anche perché sono sempre più rari gli indigeni.
La commistione delle razze e delle etnie sta facendo si che pian piano vadano perdute tradizioni, dialetto e sane rivalità di paese.
Fino a pochi anni fa si capiva la provenienza di una persona dalla inflessione di una vocale nel pronunciare una parola…quello è di S.Secondo, quello è di Roccabianca, quello è di Soragna, quello è di Fidenza, non senti come arrota la R…e così via.
 
Flo, decide che è ancora presto per mangiare, e si prosegue.
Seguiamo Pino, che nelle strette vie del paese va in difficoltà. Le segnaletiche mancano e quindi ci dobbiamo affidare alle paturnie del navigatore.
E’ difficile capire bene la direzione da prendere, quando è necessario dover scegliere fra due strade molto vicine, parallele e che divergono fra di loro per il solo fatto di essere una in piano e l’altra in salita o in discesa….
In ogni caso vedo dove va a parare la corretta via… e alla fine rientriamo sul percorso.

Rientrare sul percorso significa riprendere argini, arginelli, e simil carraie.
Il problema ritorna.
Erba alta, fango, tracce non tracce….almeno adesso.

Non si va…c..zo, non si va.
Cominciamo ad innervosirci. Andiamo alla velocità di uno a piedi, forse nemmeno.
A volte siamo costretti a scendere dalla bici perché non si avanza.
Anche spingere è grande fatica.
Al primo incrocio con la strada asfaltata decidiamo di abbandonare la traccia e seguire l’asfalto.
Ieri sera, stupidamente non ho tracciato il famoso “percorso alternativo”
E adesso?
Adesso improvvisiamo, non siamo mica in Africa!!!
Allargo la scala del navigatore e faccio il punto. L’allunghiamo un po’…ma seguiamo questa strada qui per andare a riprendere la statale la….e con la statale anche la VF che in quel punto passa di li…
Pensavo che questo tratto di VF fosse piano….forse la traccia ufficiale lo è!!
La stradella che abbiamo scelto noi, no!
Un paio di rampe  piuttosto sul piuttosto anziché no ci fanno sudare e Flora mi stramaledice fra i denti…
La strada, di per sé sarebbe anche molto bella, ombreggiata, tranquilla, paesaggi stupendi, ma ci sta facendo perdere tempo.
Arriviamo in un paesino con le strade a soqquadro per lavori di ristrutturazione….non sappiamo che pesci prendere e al primo bar chiediamo.
Gli avventori, tranquillamente seduti al tavolino, ci squadrano come se fossimo UFO.
Poi con il loro accento tipico, ci indicano la strada per Altopascio.
Abbiamo pedalato più di un’ora per fare 7 km….robe da matti.
Pazienza.
Ancora un po’ di salita e poi, su quel passo dovremmo vedere la pianura , Altopascio e tutta la zona industriale che è alle sue spalle.
E il cielo inizia ad imbronciarsi.
Gli sprazzi di sole sono sempre più radi…ma si va.
Ho paura di dover affrontare la statale sotto l’acqua…col traffico che c’è diventerebbe un suicidio.
E tiro il collo alla povera Flo che inizia ad esser stanca.
Se Dio vuole arriviamo nei pressi di Galleno.

Lasciamo la statale quando dal grigio cielo iniziano a cadere le prime gocce di pioggia.
Con un po’ di difficoltà percorriamo il selciato medievale che caratterizza questo tratto di VF.
Certamente la VF originale passava su queste pietre ancora ben conservate.
Cavalcature, carri, piedi di pellegrini per secoli hanno calcato questo tratto. Ora anche le nostre “ruote grasse” hanno l’onore di passare di qui.

A dire il vero l’estremo riguardo con cui percorriamo questo breve ma stupendo tratto immerso fra gli alberi è dovuto essenzialmente alla estrema scivolosità del terreno.
Il caldo umido, l’erba appena tagliata, le due gocce d’acqua, hanno reso l’antico selciato quasi una pista di pattinaggio. Le nostre ruote tendono ad andare per i cavoli loro, e si fatica davvero a mantenersi in equilibrio.

Bella!!!, ma che fatica.
Mentre consideriamo la fatica fatta, inizia un discreto acquazzone. Come da previsione….anche se speravo che i divini rubinetti venissero aperti più tardi….
Chiediamo asilo politico ad un paio di cavalli, e sotto un’ampia tettoia ci ripariamo un po’ mentre ci infiliamo i fidi giubbini antiacqua, antivento, antitutto…o quasi.
Fortunatamente “lo sguasso” dura poco.
Poco più in là all’inizio della antica via, c’è un’area attrezzata per la sosta…e noi sostiamo per mangiucchiare qualcosa.



Ci è stato detto che ad Altopascio ci sarà un momento di accoglienza…e pensiamo e speriamo che ci sia anche qualcosa da rosicchiare e da bere. Acceleriamo i tempi e ripartiamo.
Da qui fino ad Altopascio non c’è alternativa: Statale.
Rischiamo la pelle almeno un paio di volte a causa di maleducati che compiono manovre folli alle spese di due malcapitati ciclisti (noi).
A Dio piacendo arriviamo nel centro del paese, dove c’è la stupenda chiesa, l’ospitale, e il palazzo comunale.
Un isola di pace.
Trasportiamo le bici su per ripide scale, (fidarsi è bene, non fidarsi è meglio) e arriviamo alla biblioteca comunale, dove abbiamo appuntamento con il Vicepresidente dell’AEVF , il sindaco di Altopascio ecc..ecc..
A me interessa soprattutto colui che ci trasporterà indietro a S.Miniato a prelevare il Westf.
Pensavamo di “essere famosi” e di essere attesi…ci avevano detto di una cerimonia di accoglienza.
Pensavamo di dover perdere tempo in mille e una stretta di mano, foto, giornalisti e amenità di questo genere….
Niente di tutto ciò.
In biblioteca hanno stentato a capire cosa stavamo facendo….ci hanno offerto un goccio di acqua fredda (fuori c’era già freschino) e abbiamo aspettato che arrivasse il Vicepresidente AEVF e quindi il sindaco per le foto di rito. Molto volentieri, per carità. Ma abbiamo sentito intorno a noi un’atmosfera fredda e solamente formale. Nulla che avesse qualcosa in comune con il calore sincero di altre occasioni. Niente di male, ma in queste situazioni mi prende una fretta tremenda e mi viene voglia di mille altre cose da fare, terminare, sistemare.
Viene chiamato il vigile urbano che ci dovrebbe riaccompagnare a S.Miniato.
Quando arriva il vigile, per nulla al corrente dell’evento e del fatto che ci dovesse riaccompagnare, chiede sottovoce a qualcuno: “chi sono questi due? Cosa ci fanno qui? Dove li devo portare?”
Sono sordo…ma non sempre…diciamo che ho qualche problemino d’udito, qualche frequenza meno chiara, ma quando voglio riesco a sentire bene. Si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…ma quando uno vuol sentire o si sente tirato in ballo….beh le orecchie diventano smisuratamente lunghe….
Se ne accorge bene anche Flo che è molto più sensibile di me a queste cose…mi guarda, la guardo…ci restiamo abbastanza male.
Ma le sussurro pian piano, ma nemmeno troppo, che è questione di poco…
Rilasciamo qualche parola e qualche dato per un articolo da giornale, e sempre per il medesimo articolo facciamo le foto di rito con Vicepresidente AEVF e sindaco di Altopascio, che con mossa da attore consumato si sistema il ciuffo sulla fronte.

Mentre facciamo la foto mi accorgo, prima con rammarico, poi con grande divertimento, che puzzo come una capra, mentre il sindaco, accanto a me è profumatissimo.
Io mi accorgo del suo profumo…probabilmente lui si accorge della mia capritudine.
La cosa mi diverte da matti. Non riesco a stare serio.

Fortunatamente le cerimonie si consumano rapidamente e partiamo alla volta di S.Miniato a bordo dell’auto della polizia municipale.
Il vigile, si rivela subito simpaticissimo, e ci intendiamo velocemente. E’ un ciclista provetto e si informa sulle bici, quel che facciamo, ci spiega dove e come si allena ecc…
Finalmente una conversazione sana e rilassata. Ci scusiamo con lui delle nostre condizioni poco profumate. Accenniamo al profumo del sindaco e tutti insieme ci si fa una sana risata.
Il nostro accompagnatore ci accenna al Palio di Fucecchio che è il palio più grande dopo quello di Siena.
Ecco il perché di tutte quelle bandiere esposte!
C’è il palio!
Visto il nostro interesse ci accompagna al campo di allenamento dei cavalli e ci spiega come avviene l’abbinamento cavallo/cavaliere, con che criterio i proprietari delle scuderie presentano il cavallo che poi verrà sorteggiato…tutte le manovre che si fanno prima del palio …
Veramente interessante…ma il tempo è tiranno,ma soprattutto il cielo è piuttosto scuro.
A S. Miniato ringraziamo il vigile così gentile e facciamo una foto ricordo, come si fa fra vecchi amici.

Non mi cambio nemmeno le scarpe, salto sul Westf, metto in moto e facciamo rotta di nuovo verso Altopascio.
E’ troppo tardi per andare tutti e due a Lucca in bici, andare in stazione, sperare che ci sia un treno comodo e tornare a prendere il camper, tornare a Lucca andare all’ufficio turistico, contattare Antonella….accomodarci a S.Frediano: E’ lunga perfino a pensarla.
Piano C.
Installo la mtb di Flo sul portabici, metto Flo alla guida, nonostante le sue proteste, e parto, pedalando a più non posso. Flo dietro a faticare alla guida del Westf.
Faccio poca strada ….un violento acquazzone mi annebbia la vista. Meno male che so nuotare bene. Un paio di saette accompagnate da forti tuoni fanno scattare la mano di Flo che da dietro mi da un colpo di clacson. Ho appena passata Badia Pozzeveri. E’ sempre più diroccata. Come dice il cartello appeso :”E’ un vero peccato!”. Vorrei arrivare a Porcari, poi magari si apre…e spingo sui pedali. Lungo uno stupendo viale alberato la situazione diventa insostenibile, e, come già a Formello, desisto e do retta all’ amorevole consiglio della futura moglie.
Metto la bici dentro il Westf, mi arrampico in qualche modo all’interno dove, al caldo, mi asciugo e mi cambio.
I : “te l’avevo detto…dovevi darmi retta…adesso se t’ammali…ecc…” di Flora si sprecano e si ripetono per un po’…faccio finta di niente, però ha ragione. Va bene la VF, ma il buon senso deve prevalere comunque. Non saranno 15 o 20  chilometri in camper ad inficiare la validità del nostro lungo viaggio .
Così conciati arriviamo a Lucca…che c’è uno splendido sole…
In lontananza si nota un cielo nero da far paura e si sente ancora il brontolio del tuono….
Pur concordando appieno con Flo…però brucio non poco….
Flora, ora che non è alla guida e io sono all’interno del Westf , è più tranquilla e, come sempre in queste occasioni, funge da signorina navigatore. A differenza della signorina navigatore ogni tanto mi sgrida, specie se azzardo qualche manovra non proprio ortodossa….e non posso nemmeno spegnerla! Non si intenerisce nemmeno con un bacio.
Però come navigatore è grande.
Rapidamente arriviamo alla porta giusta, entriamo, parcheggiamo e andiamo all’ufficio turistico a cercare di Antonella che dovrebbe procurarci l’entrata all’ostello di S.Frediano.
Oh! Ma quante Antonelle troviamo?
Comunque Antonella è in riunione.
La signora dell’Ufficio Turistico, gentilissima ci mette il timbro sulla credenziale….e ci procura il contatto per farci entrare col “camperone” nel cortile dell’ostello.
Sta funzionando tutto a meraviglia.
Bene!!!
Ci manca solo qualcosa da mangiare.
Flora che in queste cose è un genio e ha un occhio fenomenale, ha già notato un negozietto poco distante che potrebbe fare al caso nostro.
Prima che chiuda riusciamo a procurarci la cena….semplice ma eccezionalmente buona….
C’è poi la “paniccia” (?) che è un piatto tipico della zona che emana un profumino….
Sistemati all’interno dell’ostello (proprio di fianco alle cucine…non abbiamo fame a sufficienza?) intanto che Flo organizza la cena, provvedo a sistemare la mia mtb sul portabici.
Non sembra  ma è una operazione che richiede il suo tempo. Voglio assicurarle bene e coprirle adeguatamente, per ripararle il più possibile dalle intemperie. Sul portabici c’è sistemata anche la mtb nuova…il regalo di nozze che mi ha fatto Flo.
Cioè, abbiamo fatto la lista di nozze nel negozio dove acquistiamo le bici, e, quello che gli invitati verseranno, servirà per il pagamento della mia nuova “all mountain” e altro abbigliamento ciclistico per Flora.
Ma il grosso della spesa è la mia mtb.
La cosa ha sconvolto alcuni invitati dall’ anima tradizionale…ma facciamo finta di niente.
A dire il vero l’idea geniale è stata di Flora, io sono rimasto un po’ li così…pensando al comune pensare, poi ho gradito il suo pensiero e….come potevo non gradire?
Praticamente non l’ho ancora “spianata” ….. soggiorna “vergine” sul portabici.
Ma, dopo le nozze, prima di finire il viaggio, un giro glielo faccio fare…poi ci scateneremo su e giù per i colli salsesi.
Siamo quasi  pronti per la cena, quando arriva di volata, bici munita, la nostra brava Antonella.
Una ragazza di grandissima simpatia.
Ci conquista subito.
Già il fatto che a quest’ora, invece di andare a casa, passi a salutarci ci commuove…poi è arrivata in bici…poi si capisce al volo che è una ragazza simpatica e sportiva.
Bastano pochi minuti di serrata conversazione per diventare amici. Pare che ci si conosca da anni.
E’ straordinario, stiamo incontrando persone veramente speciali.
Anche con Antonella facciamo un paio di foto ricordo.



Poi scappa, veloce sui pedali.
E’ tardi, ma soprattutto ha ripreso a brontolare il cielo.
Speriamo che arrivi a casa asciutta.
Noi siamo asciutti ma ….potremmo tranquillamente andare a pascolare
Non ci cambiamo nemmeno….che ci mettiamo a cena .
Pasto frugale ma consumato con appetito e soddisfazione.
Caffè, grappino e sigaro toscano (come potrebbe essere diversamente?) chiudono in bellezza una giornata intensa, ricca di incontri .
Da domani fino a Piacenza conosciamo il percorso come le nostre tasche.
Carico ugualmente i tracciati su Pino.
I tracciati che conosciamo divergono in qualche punto dal percorso ministeriale.
Quindi, se abbiamo tempo e voglia, potremmo anche andare ad esplorare questi nuovi passi. Alcuni pellegrini hanno detto che hanno trovato difficoltà.
Potrebbe essere il momento buono di capire dove sono le difficoltà, se sono reali o solo presunte ecc..
SIREVA ce ne sarà grata.
Speriamo che d’ora in avanti si moderi un po’ con l’invio degli ispettori. Costano!!!
Con l’ennesimo tuono e il ronzare sordo del ventilatore della cucina dell’ostello ci infiliamo nel saccopeloso .
Buonanotte…


   


Nessun commento:

Posta un commento